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Asta auto blu – Renzi dice tutto, ma nessuno spiega chi e come ha fatto i tagliandi

Sembra proprio il massimo della trasparenza quest'asta di auto blu promossa da Matteo Renzi su e-Bay: persino il premier ha ammesso che è un'operazione più demagogica che altro. Inoltre, sul portale dell'asta ci sono anche le domande frequenti, in cui ti spiegano persino chi ha viaggiato su queste vetture. Ma rispondono in modo evasivo alla domanda più importante: sono auto revisionate?

La domanda è importante perché è l'unica che riguarda la manutenzione e quindi andrebbe intesa soprattutto in questo modo: in che stato sono le vetture? sono state sottoposte a tutti i tagliandi (tanti, visto l'elevato chilometraggio di ciascuna)? E invece lo Stato ci risponde solo che alla revisione bisognerà pensarci subito dopo la consegna, quando bisognerà effettuare l'immatricolazione (quella attuale sarà cancellata, perché le targhe sono "di copertura", cioè quelle non pubblicamente consultabili al Pra perché riservate alle forze dell'ordine): la Motorizzazione, dando le nuove targhe, effettuerà il collaudo.

E invece sarebbe importante sapere qualcosa di più sulla manutenzione. Perché non è mica detto che sia stata regolare: queste sono auto che in buona parte appartengono alla stessa amministrazione, quella dell'Interno, che fa fatica a tenere in ordine le vetture mandate ogni giorno a fare il servizio più delicato, quello di pattuglia.

Se anche la manutenzione di queste auto blu fosse regolare, verrebbero in mente due ulteriori domande:

– perché per scarrozzare prefetti, questori e altre personalità si spende e invece per dare agli agenti mezzi ben tenuti che servono anche per fare inseguimenti lo si fa proporzionalmente meno?

– siamo sicuri che chi ha effettuato la manutenzione lo abbia fatto scrupolosamente, visto che in fondo siamo nella palude degli appalti pubblici?

  • Ludovico |

    Egr. Dott. Caprino
    desidero ringraziarla per la risposta. Sembra verrà apposto il segnale di pericolo sulla strada in cui è stato divelto il guard-rail
    http://www.vallesabbianews.it/notizie-it/(Garda)-I-test-automobilistici-nel-comune-di-Valvestino-27891.html

  • ludovico |

    Egr. Dott Caprino, le chiedo un aiuto.
    Ho una casa in una località di montagna con un unico accesso al paese tramite una vecchia strada sprovvista per quasi Titti i tratti da guard rail. Il sindaco della zona ha adibito questa strada a pista per le prove rally alle scuderie che fanno la richiesta. Esiste un regolamento comunale in tal senso. Non e’ la prima volta che un’ auto cade nello strapiombo a ridosso della via. Per ora non ci e’ scappato il morto. Di recente in uno di questi test e’ stato divelto l’unico pezzo di guardia rail che tutelava la strada. Le chiedo, ma se una persona si ammazza perché non c’è più’
    A sicurezza il sindaco ne risponde? Inoltre e’ possibile denunciare la totale inadeguatezza della strada per queste prove rallistiche? Sottolineò che sono test e non le solite gare.
    Grazie per la risposta.
    Ludovico Polastri
    ludovico.polastri@gmail.com
    [risponde Maurizio Caprino] Per prove e gare, la questione riguarda solo le parti in causa. Invece, nel caso del guard-rail sfondato durante le prove, il Comune ha l’obbligo di ripristino immediato o, al limite, di porre segnaletica temporanea che rallenti il traffico, altrimenti è chiaramente responsabile perché l’articolo 14 del Codice della strada impone all’ente proprietario di effettuare tutta la manutenzione necessaria.

  • Paoblog |

    leggendo le specifiche di una delle auto ho notato la “TRUSSE COMPETA”; sarà forse la “Trousse completa”?
    *
    “Trusse” che peraltro è inclusa anche in altre auto…

  • Renato58 |

    Permettetemi una sola considerazione. Tutti parlano di auto con enormi chilometraggi. Ora non riesco a considerare una Bmw 525d con 150mila chilometri un’auto molto sfruttata (cito una delle proposte; una ne ha 130mila). Una berlina diesel del genere ha una vita tranquillamente doppia se ben gestita.
    Quindi il fatto che fossero state messe da parte e siano tra le prime all’asta la dice lunga sugli sprechi della PA.

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