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Obbligo di cerchi ruota doc? Prorogato causa crisi. Attenti ai fondi di magazzino

Non ce ne rendiamo conto, ma qualche eccellenza nella sicurezza stradale ce l'abbiamo anche noi italiani. Per esempio, MctcNet 2, il sistema che sorveglia ogni fase di una revisione e – entro certi limiti – capisce se l'operatore sta agendo in modo superficiale o addirittura truffaldino. Altra eccellenza è l'obbligo di mettere sul mercato solo ruote omologate: vi sembrerà incredibile, ma a livello europeo non c'è. Il problema è che poi le eccellenze bisogna potersele permettere. L'Italia per ora non può e così ricorre alle proroghe. Un mese fa lo ha fatto per MctcNet2, ora è il turno dell'omologazione delle ruote.

 

In quest'ultimo caso, la Motorizzazione è stata esplicita: nella circolare che annuncia la proroga dal 22 marzo scorso al 31 dicembre prossimo ( Download Proroga omologazione ruota), scrive che bisogna dare tempo ai produttori di smaltire le rimanenze di cerchi non omologati. I 14 mesi che sono stati lasciati per smaltirle (il Dm che introduceva l'obbligo di omologazione è datato 10 gennaio 2013) non sono bastati. Colpa della crisi, che ha abbattuto le vendite.

 

Ma evidentemente c'è un altro motivo collegato: non si è voluto costringere i produttori a piazzare all'estero gli stock invenduti. Si è ritenuto che questo compromesso fosse il migliore. Sono questioni delicate e una soluzione "vera" non esiste: nella misura in cui si accontenta qualcuno, si scontenta qualcun altro. Solo la politica può decidere chi va tutelato di più e ognuno può pensarla come vuole.

 

Produrre cerchi per i quali non è dimostrata una qualità tale da far superare i migliori test di omologazione è stato lecito fino a ieri e l'industria non ha colpe. D'altra parte, non hanno colpe i consumatori, che hanno diritto a prodotti sicuri e ora devono aspettare altri nove mesi per avere più garanzie rispetto alle poche che finora le istituzioni nazionali ed europee hanno dato loro in materia di ruote.

 

Ma c'è un "dettaglio" che sfugge: la proroga penalizzano pure quelle poche aziende più scrupolose che si erano date la pena di smaltire le scorte entro il 22 marzo. Un cattivo segnale per chi nelle regole crede ancora e una conferma di un detto ormai comune in Italia: "Non preoccuparti, tanto all'ultimo momento una proroga dovrà pur arrivare".

  • maxante |

    Tutto giusto! Ma quante volte (almeno in Italia) v’è capitato di vedere un cerchione rotto per cedimento strutturale? I problemi sono ben altri, mettiamo mano a riforme che incidano veramente sulla vita degli automobilisti, tirando via tutti quei micro abusi non puniti e pericolosissimi perchè inducono chi DEVE spostarsi a trasgredire il codice (doppie e triple file, marcia lenta al centro della carreggiata, velocità inappropriata al tipo di strada)

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