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Strisce blu, tornano le multe? No: è solo il caos che resta

Stamattina presto ci sono cascati persino alcuni addetti ai lavori: leggendo i titoli dei giornali che parlavano di strisce blu, hanno capito che tornano le multe per chi continua a sostarvi dopo che gli è scaduto il ticket. Infatti, così i giornali di oggi hanno inteso il comunicato del ministero delle Infrastrutture emesso ieri sera al termine dell'incontro chiarificatore del ministro Lupi e del suo collega dell'Interno Alfano con l'Anci, rappresentata direttamente dal presidente Piero Fassino. Tre politici puri a parlare di una questione squisitamente tecnica, ma anche molto mediatica. Di qui la confusione, confermata anche dal vago comunicato fatto diramare da Fassino. E, di conseguenza, i titoli dei giornali, dove lavorano persone spesso dotate solo del comune buonsenso, estranee ai tecnicismi infernali di certe materie.

La verità è che i tre politici si sono sostanzialmente conformati come agnellini ai pareri resi a partire dal 2007 dai tecnici dei ministeri delle Infrastrutture e dell'Interno, che escludevano la multabilità in base al Codice della strada e ritenevano che l'unica penalità applicabile fosse quella eventualmente fissata dal Comune, come se fosse un normale proprietario di un parcheggio che fissa un regolamento cui i clienti aderiscono per il sol fatto di sostare. I comunicati di ieri sera questo ribadiscono.

Ma sorvolano sul punto più delicato: queste penali sono una partita fra privati, nel senso che il Comune può recuperare i soldi con gli stessi mezzi con cui voi potete farvi riavere i soldi che avete prestato al vicino di casa. Dunque, niente arsenale fatto di cartelle esattoriali, Equitalia eccetera. E questo ai Comuni non garba. Il fatto che Fassino di sia dichiarato soddisfatto della chiarezza fatta dall'incontro di ieri sera non cancella questo dato né la possibilità che i Comuni continuino ad applicare il Codice della strada, sfidando poi gli automobilisti che faranno ricorso: in quella sede, i giudici di pace faranno ciò che riterranno. La giurisprudenza sulla materia è molto controversa e la sentenza finora più autorevole l'ha fatta la Cassazione, in senso contrario all'interpretazione ministeriale. Insomma, massima incertezza e l'unica soluzione vera è quella di cambiare in qualche modo il Codice.

Non ci credete? Preferite stare alle parole di Fassino e dei ministri? Leggetevi allora il comunicato di www.poliziamunicipale.it, uno dei portali tecnici più qualificati per gli addetti ai lavori: a nome di tutti i vigili che operano su strada, chiedono ancora chiarezza. E non hanno torto.

AGGIORNAMENTO DEL 28 MARZO 2014, ORE 17,37: sulla necessità di rivedere il Codice ora concorda anche il ministro Lupi, che nel pomeriggio ha diffuso un altro comunicato, peraltro meno nebbioso del precedente che ha tratto in inganno i giornali.