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Polstrada decapitata a Como: le multe sparite, i vizi del sistema e quelli (privati) degli agenti

Vi fa tanta impressione leggere che un intero comando provinciale della Polizia stradale sia stato chiuso per arresti, come accaduto ieri a Como? O vi colpisce di più il fatto che il cuore della vicenda è legato all’insabbiamento di verbali per eccesso di velocità rilevati col Tutor su autostrade lombarde? A voi la scelta. Sappiate però che:
– alcuni abusi come quelli emersi pare massicciamente a Como (dove evidentemente andava fatto qualche trasferimento in più, di quelli che servono per evitare il consolidamento di grumi di malaffare e/o malcostume) non sono così rari in giro e in particolare mi riferisco alla firma di “giustificazioni” che portano ad archiviare multe prese da agenti con le loro auto private inventando ragioni di servizio;
– altri abusi come la cancellazione di multe prese da agenti per divieto di sosta nelle strade intorno alla Questura sono solo l’epidermide del problema di certi uffici – soprattutto pubblici – messi in zone “impossibili”, che in alcuni casi si “risolve” riservando aree di sosta a chi in quegli uffici lavora (soprattutto se si tratta da forze dell’ordine), il che è anch’esso un abuso perché il Codice della strada ammette posteggi riservati solo col contagocce e non a caso in varie città (a partire da Roma e Milano) i malumori dei cittadini comuni si sprecano;
– l’insabbiamento dei verbali Tutor è una cosa superata, perché risale a quando le pratiche venivano “spalmate” tra varie sezioni provinciali per non mandare in tilt quelle attraversate dai tratti sottoposti al controllo della velocità media, ma ora tutto (o quasi) passa da una struttura centralizzata di Roma (il Cnai, Centro nazionale accertamento infrazioni) che lavora con più automazione e quindi smaltisce meglio i verbali;
– il sistema usato per archiviare indebitamente i verbali “sgraditi” consisteva nell’inventare falsi ricorsi e poi archiviare il fascicolo cui il ricorso si riferiva, a dimostrazione che gli uffici del giudice di pace e quelli di polizia ancora non “dialogano” bene (eppure il comma 9-bis introdotto nell’articolo 204-bis del Codice della strada dalla riforma del 2010 parlava di sentenze da trasmettere all’organo di polizia entro 30 giorni) e ciò crea una confusione che – oltre a far partire cartelle pazze contro chi fa un sacrosanto ricorso e magari lo ha pure vinto – consente di far sparire verbali.