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Car2go ha troppo successo a Milano. Perché è un car sharing troppo comodo

Se vi capita di girare per Milano in questi giorni, scoprirete un elemento nuovo, che si è inserito velocissimamente nel panorama urbano: una flotta di Smart bianche, con frasi a effetto dipinte sulle fiancate. Non si sono certo diffuse così per la livrea simpatica, ma per il fatto che erano un affarone: la Smart attuale è al capolinea della sua vita commerciale e già da almeno due anni è tra le top ten delle chilometri zero.

Ma a Milano se ne vedono così tante anche perché sono utilizzatissime: sono le vetture di Car2go, il nuovo operatore del car sharing che si è affacciato in città durante l’estate, raccogliendo già 40mila iscrizioni. La sua carta vincente sta nella possibilità di lasciare l’auto ovunque, senza la schiavitù di dover trovare uno dei posti dedicati (che ingessa la concorrenza, come GuidaMi dell’Atm).

Il rischio ora è che Car2go rimanga schiavo del suo successo. Perché in molti casi le Smart finiscono in periferia, dove poi è più difficile e costoso recuperarle a fine noleggio per metterle a disposizione del prossimo cliente.

Questo dimostra una sola cosa: il car sharing è più utile a chi abita in periferia, che ha così a disposizione un mezzo con cui entrare in centro e parcheggiare senza pagare per poi rientrare a casa senza i soliti patemi legati agli orari. Infatti, sono le periferie a soffrire di più la mancanza o l’insufficienza dei mezzi pubblici, mentre per chi abita in centro o semi-centro è più facile rinunciare all’auto propria.

Dunque, se la giunta Pisapia vorrà continuare la sua guerra all’auto, dovrà stare molto attenta a non tagliare i collegamenti con la periferia. Tanto più che potrebbe non avere più la “collaborazione” di Car2go, che pare stia studiando correttivi per non attirare così tanto la clientela periferica.

  • Marco |

    Andata: Da zona piazzale baracca all’ospedale fatebenefratelli 7,80€ – Ritorno però col taxi xché nn c’erano nelle vicinanze 9€ ed in 10minuti ero sotto casa… La differenza è stata di 1,20!?! Possibile così poco???

  • marziano |

    chi sta in periferia paga le stesse tasse comunali di chi sta in centro. sono i mezzi che fanno schifo e, direi, l’assenza di più “centri” socio-economici anche se citylife e ga-re daranno una spallata alla fissa degli uffici in centro storico (speriamo).
    pensate a piazza cordusio… un nonsense.

  • fran |

    io lo trovo un servizio comodissimo per chi magari resta a piedi perchè l’auto serve al marito o alla moglie…in questo modo si ha a disposizione una seconda auto senza doverla comprare. poi il prezzo al minuto è davvero conveniente, e le dimensioni della smart la rendono perfetta per la città. ma ho dubbi sulla regola contrattuale che prevede “alcol zero”….siamo sicuri che gli etilometri siano in grado di dimostrarlo con esattezza??
    [risponde Maurizio Caprino] Infatti questo è un bel problema. Al gestore della flotta sarà sufficiente procurarsi il verbale con cui la violazione è stata accertata e in base a quello far scattare le penali per violazione contrattuale. Ma, come abbiamo già scritto varie volte e come torneremo a dire molto presto, l’etilometro ha problemi non trascurabili di attendibilità. L’unico consiglio che si può dare è di chiedere subito un esame del sangue e, di fronte al rifiuto della pattuglia, farlo annotare a verbale. Poi, se ci sono laboratori aperti in zona, è bene far eseguire un prelievo a proprie spese. Sono tutte cose che aiutano. Sia nel processo penale conseguente alla violazione (se il tasso alcolemico supera 0,8 è reato, mentre fra 0,51 e 0,8 è solo un illecito amministrativo) sia nel contenzioso con il gestore del car sharing.

  • m.p. |

    @tutti
    .
    Domanda provocatoria ma non troppo: Davvero il car sharing riduce le 2° o le 3° auto?
    Io non credo.
    Credo piuttosto che contribuisca a lasciarle parcheggiate sotto casa o nel box, ma non penso che il car sharing possa determinare nella scelta di non comperare una seconda vettura “domestica”.
    A mio modo di vedere, il car sharing non risolve le esigenze “domestiche” di mobilità, o per lo meno non risolve le prevalenti (es auto per i figli che hanno la “naturale” tendenza a chiedere l’auto durante le ore serali, nei w.e. e che comunque chiedono un rapporto “diretto” con il bene; oppure il gran numero di persone che abita nelle periferie, di fatto tagliate fuori dall’offerta).
    Al contrario nell’esperienza personale di colleghi ed amici ha piuttosto ridotto il numero di “prime auto”: per esempio di quei colleghi forestieri (lun/ven a Milano, w.e. con la famiglia) che hanno preferito appoggiarsi all’auto in car sharing per le loro esigenze piuttosto che “trascinarsi” a Milano una macchina che sarebbe rimasta eternamente parcheggiata.

  • Giorgio |

    @Renato Sinceramente, a chi importa se la mercedes smaltisce così i modelli? è piccola e facile da parcheggiare e cosa di maggior importanza, è un iniziativa privata quindi non capisco perchè porsi la domanda.
    1100 auto in più vero, ma in %, rispetto ai alle possibilit rinuncie alla 2° o 3° auto un grosso risparmio. Se ipotizziamo che anche solo il 10% degli iscritti rinuncia all’auto ammbiamo 4000 mila vetture in meno. quindi direi un saldo di 2900 vetture “tolte”

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