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Governo in crisi, ministri senza cinture. Eppure Letta aveva iniziato da automobilista-modello

Possiamo pensarla come vogliamo dell'ennesima crisi politica italiana, che sta facendo cadere l'ennesimo governo. Ma di certo non è una bella figura che ci fa l'Italia. Da osservatori della sicurezza stradale, possiamo solo aggiungere che l'immagine è ulteriormente peggiorata dalla galleria di foto che campeggiava sui principali quotidiani di ieri: sono scatti di cronaca che venerdì hanno ritratto i maggiorenti della politica, a partire dal premier Enrico Letta, mentre arrivavano in auto (rigorosamente blu, a dispetto dei programmi demagogici che ne prevedono il taglio, perché quella è tutta gente cui danno la scorta e di conseguenza anche l'auto) ai vertici in cui erano impegnati. Credete che almeno uno di loro allacciasse per sbaglio uno straccio di cintura di sicurezza? Macché. E gli agenti di scorta? Per carità, non scherziamo.

Nulla di nuovo, verrebbe da dire. Ma stavolta è più grave. Infatti, ve lo ricordate Enrico Letta arrivare al Quirinale in un giorno dello scorso aprile al volante della sua morigerata Fiat Ulisse da famiglia per ricevere l'incarico da Giorgio Napolitano? Un ingresso da automobilista comune e rispettoso delle regole. Un ingresso evidentemente studiato con attenzione dagli uomini-immagine. Ora i fatti dicono che quest'attenzione alle regole stradali è durata poco. Come il governo.