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Strage bus – La Procura aggiunge un perito sui guard-rail, la posta è sempre più alta

E quattro: il collegio dei periti scelti dalla Procura di Avellino per far luce sulle cause della tragedia del bus precipitato dal viadotto Acqualonga si arricchisce del quarto componente, un professore tra i massimi esperti di crash-test e guard-rail. È Vittorio Giavotto, del Politecnico di Milano. Una nomina molto indicativa: significa che la Procura ha intenzione di andare avanti sulla strada dell'accertamento di tutte le responsabilità, senza fermarsi al facile massacro della piccola impresa proprietaria del bus, che il muro di gomma istituzionale sulla vicenda suggerirebbe.
 
Infatti, ora il collegio dei periti è composto per metà da persone (Andrea Demozzi e appunto Giavotto) il cui ruolo è proprio quello di valutare il comportamento della barriera che ha ceduto e quello delle protezioni dei viadotti limitrofi. Quindi si accende un faro sull'annoso problema delle barriere.
 
Non solo: la nomina di Giavotto serve anche a controbilanciare la "campagna acquisti" fatta nell'ultimo mese da Autostrade per l'Italia, che ha dato l'incarico di perito di parte ad altri noti esperti: i docenti Francesca La Torre, Alessandro Ranzo (che peraltro era nella commissione che omologò la barriera su cui s'indaga, per cui è dubbio che possa ora ricoprire il ruolo di perito, sia pure di parte), Lorenzo Domenichini e Stefano Anghileri.
 
Parliamo di persone che hanno anche fatto parte di più commissioni pubbliche che hanno omologato barriere, che svolgono ricerca lavorando per diversi committenti, che non hanno molti altri colleghi di pari livello in Italia. Il loro ambiente è piuttosto ristretto e sconosciuto ai più, con i suoi legami, le sue rivalità, le sue peculiarità economiche. Insomma, sarà una lotta titanica fra periti. A dimostrazione che nella vicenda di Acqualonga la posta in gioco non è solo il risarcimento per 40 morti o qualche anno (o mese) di carcere per un pugno di dipendenti di Autostrade per l'Italia: il rischio è che si apra pian piano un processo a catena a molte delle carenze delle strade italiane.
  • Alessandro Patanè |

    Indubbia la qualità del Prof. Vittorio Giavotto, qualche dubbio potrebbe vista la pregressa conoscenza del mondo autotrade infatti è facile riscontrare che, dalle informazioni bibliografiche relativamente alla sua opera scritta in collaborazione con Carlo Caprile dal titolo “Barriere di sicurezza stradali” editrice nel lontano 1967 Soc. iniziative nazionali autostradali, Il libro di lunghezza 180 pagine.Ed è inoltre inventore del brevetto di proprietà Autostrade del Brennero spa di una barriera “High-performance deformable steel guardrail” United States Patent 5,876,020 March 2, 1999.

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