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Maurizio Caprino

Strade sicure di Maurizio Caprino

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Strade e segnaletica

10 maggio 2013 - 11:00

Dossi rallentatori ai passaggi a livello per evitare gli incidenti. E causarne altri

In Italia, i guidatori che non si fermano ai passaggi a livello e restano incastrati aumentano (Scarica Passaggi a livellodati incidenti e foto dossi). E cosa propongono le Ferrovie dello Stato, tramite la controllata Rfi (Rete Ferroviaria Italiana) che gestisce le linee? Dossi rallentatori vicino alle rotaie, in modo da evitare che chi vede che le sbarre stanno per chiudersi possa accelerare per passare lo stesso ( Scarica PASSAGGI A LIVELLO proposta dossi). Una proposta che ha dell'incredibile: viene subito dopo che anche il ministero della Salute ritiene dannosi i dossi rallentatori, perché ostacolano i mezzi di soccorso e provocano sobbalzi che fanno male a chi viene trasportato in ambulanza. Del parere ministeriale dà notizia Quattroruote  di questo mese, del fatto che i dossi fanno male si sa da sempre.

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Categorie: Furbate, Strade e segnaletica

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6 maggio 2013 - 10:03

Strisce pedonali ignorate e gente che attraversa col rosso: la Settimana della sicurezza comincia male

Cominciamo male. Da domani saremo nella Settimana della sicurezza stradale e, giustamente, uno dei temi portanti sarà la protezione dei pedoni: i principali Comuni hanno aderito al progetto dell'Anci per censire e ridurre gli incidenti che riguardano questa che è la categoria più debole tra gli utenti della strada. Però, a giudicare da ciò che ho visto negli ultimi due giorni nel centro di Bari, siamo alle solite: nemmeno i vigili urbani pensano ai pedoni.

Quando ho dato notizia dell'iniziativa a favore dei pedoni per questa Settimana, mi sono spinto a ipotizzare qualche multa in più agli automobilisti che non si fermano davanti a uno a piedi che attraversa sulle strisce. Potrà anche andare così, ma si rischia che sia solo lo spauracchio di una settimana. Infatti tra ieri e l'altro ieri ho attraversato di proposito sulle strisce più volte in pieno centro sotto gli occhi dei vigili e mai li ho visti intervenire per far almeno rallentare guidatori che avevano deciso di non darmi la precedenza che mi spettava.

Poi non si può tacere che il problema sta anche nella cultura dei pedoni: giusto ieri sera, in uno degli incroci nevralgici della città, una famigliola di madre e padre che spingeva il passeggino col suo bimbo ha attraversato tranquillamente col rosso. D'accordo, in quella direzione non passava nessuno, ma per strada le cose possono cambiare molto rapidamente e quando bisogna muoversi con un passeggino è molto più difficile schivare un pericolo improvviso. Inoltre, tanto per cambiare, il tutto è accaduto sotto gli occhi di due vigili. Che non hanno fatto una piega.

Insomma, stavolta non si può dire che manchino gli agenti per fare controlli: negli ultimo anni, il centro murattiano di Bari è molto presidiato. Si può anche dire che i vigili abbiano ricevuto l'ordine di dare la priorità ad altre cose. Però, anche se fosse così, basterebbe anche un semplice gesto del vigile per richiamare all'ordine sia i guidatori sia i pedoni.

So benissimo che siamo in tempi difficili, in cui chiunque si sente in diritto di infischiarsene quando un'autorità fa un gesto. Nei casi peggiori, la gente si ribella anche e a volte i vigili prendono botte. Ma questo non deve giustificare i vigili quando rinunciano a priori a svolgere anche un minimo di funzione educativa. Altrimenti ogni speranza di convivenza civile si perderebbe per sempre. Non solo su strada.

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Categorie: Pedoni e ciclisti, Strade e segnaletica

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5 maggio 2013 - 0:53

Buche senza fine. Solo rattoppi per il Giro d'Italia. E per la statale della morte ci è voluto il prefetto

Belle le immagini del Giro d'Italia in parata per i luoghi più panoramici di Napoli, vero? Ma bisognava anche dare un'occhiata all'asfalto, pieno di rattoppi. L'ennesimo segno della crisi: una volta si polemizzava solo perché un Comune spendeva per riasfaltare solo le strade su cui sarebbero passati i ciclisti, oggi su quelle strade a stento si tappano le buche.

Certo, cose analoghe accadevano anche quando i soldi c'erano: nella Taranto da bere di fine anni Ottanta (che stava per cadere in mano al telepredicatore Giancarlo Cito e alla criminalità organizzata) si asfaltò solo una corsia del vialone su cui era previsto il passaggio di Giovanni Paolo II. Però in quel caso si trattava di evitare il più possibile i sobbalzi per i prelati del corteo papale a bordo di comode Mercedes Classe S, non di dare sicurezza a corridori in sella a rigidissime bici da corsa; per loro, all'epoca, si sarebbe riasfaltato tutto.

D'altra parte, la conferma della gravità della situazione viene proprio da Napoli, dove è stato riaperto pienamente solo venerdì 3 maggio (
Scarica Comunicato stampa - riapertura ss 268) il tratto più pericoloso della statale Vesuviana (SS 268). L'Anas ha infatti rimesso a posto asfalto e segnaletica, ma c'era voluto l'intervento del prefetto, a sua volta pressato dalla Polizia stradale dopo anni in cui la Vesuviana è stata praticamente la maggior preoccupazione per i comandanti provinciali che si sono succeduti.

Non dobbiamo pensare che il problema sia solo napoletano, comunque: il tema è stato sollevato a livello nazionale oltre un mese fa dall'Asaps (
Scarica ASAPS dissesto strade 26.3.2013), è oggetto dell'editoriale di Quattroruote di maggio e ha appena suscitato le proteste dell'Unione nazionale consumatori (
Scarica BUCHE E' COLPA DELLA CRISI - 6 maggio 2013).

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Categorie: Strade e segnaletica

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10 aprile 2013 - 8:58

Se il sindaco ordina all'impresa di sistemare la strada della zona industriale in abbandono

Una notizia piccola ma buona, perché rara. Viene da uno dei luoghi-simbolo del degrado del Sud: l'area dell'ex-Petrolchimico di Manfredonia (Foggia), passato alla storia non solo per l'impatto ambientale ma anche per un'indagine connessa a Tangentopoli, vent'anni fa. Di quella zona industriale è rimasto poco, come in tanti luoghi del Sud. E quel poco che c'è è collegato da strade in pieno abbandono, perché i loro enti proprietari (i consorzi di gestione delle aree industriali o le imprese stesse, secondo i casi) non hanno i soldi o non ritengono importante metterne. Ieri a Manfredonia è successo che il sindaco con un'ordinanza ha diffidato la Syndial (azienda proprietaria della strada ex Enichem) a mettere una recinzione (termine tecnico assai improbabile, per la verità) o un guard-rail, per evitare che qualcuno possa cadere nel canale collettore che costeggia la strada: il dislivello è di cinque metri, cioè quasi due piani di un palazzo.

La diffida riguarda anche il taglio della vegetazione che crea pericolo e la sistemazione delle banchine laterali.

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Categorie: Strade e segnaletica

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5 aprile 2013 - 16:29

Se a Monza c'è coda anche col nuovo tunnel faraonico

Pensavo proprio di aver sbagliato giorno l'altro ieri, quando sono arrivato a Monza. Non ricordavo esattamente quando avrebbero aperto il mitico tunnel della SS36 che eliminerà le code perpetue sul tratto alle porte di Milano di questa superstrada nevralgica, che collega mezza Brianza, mezzo Lario e la Valtellina al resto d'Italia ed è uno dei percorsi più gettonati dai pendolari (loro malgrado). Mi avevano detto che il tunnel era già aperto e sono andato a vedere com'era. Ma ho trovato ancora segnaletica di cantiere e la solita coda.

Inaugurazione rimandata? No, anzi: come spesso accade, era stata anticipata rispetto al completamento effettivo di tutti i lavori. Quindi, si è verificato il solito, prevedibile effetto: nel tunnel vero e proprio si scorre, ma poi arrivano una strettoia e un semaforo pedonale. Ovviamente, più scorri prima e più t'intruppi dopo: il "percorso di guerra" che c'era prima, con le sue chicane e un paio di ulteriori semafori, filtrava i passaggi e li diluiva, rendendo meno evidenti le code.

Tutto scientificamente noto. Così come era noto che la strettoia e il semaforo residui sarebbero rimasti ancora, fino a giugno pare. Quindi, l'Anas e il Comune di Monza sapevano benissimo che ci sarebbero state le code. E allora perché nelle ultime settimane hanno tanto enfatizzato l'inaugurazione? Così facendo, hanno alzato le aspettative della gente, rischiando un effetto-boomerang.

Certo, il tunnel è la galleria sotterranea urbana più lunga d'Europa (1,8 chilometri) e va a risolvere un problema ultratrentennale in una delle aree più importanti del Paese. Ma costava così tanto annunciarne l'inaugurazione spiegando alla gente che probabilmente ci sarebbero stati ancora disagi nei primi tempi?

AGGIORNAMENTO dell'11 aprile: con una conferenza stampa e un comunicato l'8 aprile l'Anas ha chiarito a che cosa sono dovuti i disagi e specificato che i lavori finiranno del tutto solo a novembre. L'apertura della galleria prima del completamento dei lavori era necessaria per consentire di operare anche in parti del vecchio tracciato (che per questo vanno liberate dal traffico). Ma in un inciso del comunicato l'Anas parla di apertura al traffico "sollecitata dal territorio", lasciando forse capire che un po' di tempo in più se lo sarebbe preso e che invece la politica locale impone i suoi tempi (ah, la ricerca del consenso!). Ma questo sarebbe stato un motivo in più per mettere le mani avanti preannunciando che l'apertura al traffico sarebbe stata "incompleta".

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Categorie: Strade e segnaletica

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25 marzo 2013 - 8:37

Il guard-rail che fa piovere le auto sulla tangenziale di Napoli

A quel che riferisce la cronaca, i commenti sono stati tutti ironici. E in effetti l'incidente dell'altro giorno sulla tangenziale di Napoli in zona Agnano (grazie a Paoblog per la segnalazione) era tanto spettacolare e innocuo da prestarsi a qualche battuta: un'auto che s'incastra sul terrapieno a lato della carreggiata fa la sua impressione. Però c'è davvero poco da ridere: se non ci è scappato il morto, è stato solo per una coincidenza.

Il fatto è che cose del genere non dovrebbero accadere. Ecco perché.

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Categorie: Strade e segnaletica

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9 marzo 2013 - 16:46

I vigili avvisano prima di multare, ma la strada è da ridisegnare. Una storia di malaedilizia e malasegnaletica

Chi lo ha detto che i vigili urbani sono sempre intenti a fare cassa? A Bari, stanno infilando avvisi sotto i tergicristalli di chi sosta abitualmente in una via dove è vietatissimo. Gli avvisi ricordano che è stata commessa l'infrazione e mettono in guardia sul fatto che tra qualche giorno si farà sul serio, perché s'inizierà a multare. Una prassi analoga a quella che decenni fa veniva talvolta riservata agli stranieri in Germania e che all'epoca fece notizia come esempio di civiltà. Poi, in alcuni casi, è sbarcata anche in Italia. Così la domanda sorge spontanea: è giusto avvisare prima di multare, visto che la segnaletica parla chiaro?

Dipende. In un Paese perfetto, se c'è la segnaletica, non dovrebbero essere ammesse discussioni: multare e basta! Però siamo in Italia, repubblica fondata sul disordine edilizio e sulla malasegnaletica. E allora scopriremo che dipende davvero. E che nel caso di Bari non si poteva fare diversamente.

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Categorie: Chi controlla i controllori?, Strade e segnaletica

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7 marzo 2013 - 12:49

Le strisce sull'asfalto ti diranno anche se hai qualcuno davanti

Immaginatevi una segnaletica tutta luminosa, comprese le strisce sull'asfalto. Oltre a essere meglio visibile, potrebbe cambiare colore quando passa un veicolo, così siete sempre avvisati se avete davanti qualcuno. Anche se viaggia a fari spenti o rotti oppure se c'è nebbia. Un sogno, visto che in Italia non riusciamo nemmeno a ripristinare le strisce tradizionali usurate o fatte sparire nella marea di rattoppi dell'asfalto. Eppure in Olanda stanno per iniziare la sperimentazione: leggete qua.

Un'iniziativa che vi fa capire quanto gli attuali sistemi avanzati (radar e telecamere di bordo, diffusi per ora solo su vetture recenti e pregiate, non di rado solo come optional) rischino di sembrare antidiluviani già nel giro di qualche anno. Anche perché nel frattempo va avanti la sperimentazione dell'auto che si guida da sé e del collegamento interattivo tra veicoli e strada. Che cosa ci resterà da guidare?

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Categorie: Strade e segnaletica

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5 marzo 2013 - 14:49

Sciopero in autostrada: rischi e code ai caselli, altro che pedaggio gratis

Un tempo, quando il personale della società Autostrade (pubblica, gruppo Iri) proclamava uno sciopero era una festa: non si pagava il pedaggio. Dal 1997, Autostrade è privata e ha cambiato la musica (anche) in caso di sciopero: si paga lo stesso, a costo di creare code e rischio d'incidenti. Come si fa? Semplice: leggete com'è andata domenica scorsa, durante l'agitazione indetta per il pericoloso dimezzamento delle pattuglie di ausiliari.

Quest'immagine del casello di Bologna Arcoveggio (autostrada A13) spiega tutto.

Arcoveggio coda

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Categorie: Consumatori, Strade e segnaletica

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5 marzo 2013 - 8:24

Camion e treni in lite: pochi soldi da dividersi, nessun governo per decidere

Più soldi e più politiche per l'intermodalità, ma bisogna anche trovare il modo per ammodernare i mezzi pesanti in circolazione: troppi non hanno ancora l'Abs. Un controsenso, se si pensa che l'antibloccaggio dei freni è più diffuso sulle autovetture, che sono più controllabili e in caso d'incidente fanno meno danni. Questa è una spigolatura - in linea col tema principale di questo blog, cioè la sicurezza - che mi viene da fare guardando i risultati del rapporto Aci-Anfia sull'autotrasporto, presentato ieri (Scarica Rapporto ACI-ANFIA - 4 marzo 2013). Ma il problema più serio dell'autotrasporto è che è in corso da anni una battaglia tra chi vorrebbe "tagliare i viveri" al settore per favorire le ferrovie e chi invece dice che ci vorranno ancora troppo anni per far crescere il trasporto merci su ferro e quindi nel frattempo l'Italia perderebbe ulteriormente competitività.

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Categorie: Mezzi pesanti, Strade e segnaletica

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