Trovarsi un new jersey addosso sulla E45 e chiedersi su che strade viaggiamo

Finora ci siamo sempre occupati di guard-rail che si fanno scavalcare sin troppo facilmente. E non solo dai mezzi pesanti. Ora però guardate questa foto, scattata sulla martoriata E45 presso Anghiari, a cavallo tra Romagna, Umbria e Toscana.

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È una barriera colpita da un autoarticolato, la cui motrice ha fatto perno e si è girata. Per fortuna, il semirimorchio non ha fatto un testacoda, che è tra i maggiori pericoli causati dai mezzi pesanti di questo tipo. Ma il semplice contatto con la motrice ha portato uno dei due blocchi di barriera colpiti a sollevarsi e spostarsi (l'altro è andato in frantumi). Per fortuna, in quel momento nessuno passava sulla carreggiata opposta.

Dunque, abbiamo una barriera spartitraffico di un trafficato tratto di collina-montagna che fa parte di uno dei principali assi viari del Paese. Quindi dovrebbe dare enormi garanzie. E infatti non si è fatta scavalcare dall'autoarticolato. Ma è stata essa stessa a "saltare".

Una cosa che non deve accadere: certo, le barriere sono progettate per assorbire tanta energia e per farlo devono anche deformarsi e/o spostarsi, però per poterle omologare lo spostamento deve restare entro certi limiti. Invece spesso succede che questo si verifica solo nei crash-test ufficiali.

Sulle strade di tutti i giorni, la realtà è ben diversa. Perché non è detto che il montaggio sia perfetto e che gli ancoraggi siano ancora buoni (non usurati, come pare fossero quelli del viadotto Acqualonga dell'autostrada A16, da cui il 28 luglio è precipitato il bus che ha fatto 40 morti). E, quand'anche tutto ciò fosse a posto, non è detto che ci siano gli spazi fisiologici per far "lavorare" al meglio le barriere.

Sì, perché ci siamo dati (giustamente) norme severissime di omologazione, che hanno portato a far promuovere solo modelli molto resistenti ed elastici, che per questo hanno bisogno di spazio per deformarsi in modo elastico. Ma le strade italiane (comprese le autostrade e le superstrade) spesso stanno in mezzo alle montagne e/o sono state costruite con requisiti di larghezza molto risicati.

Un bel problema. Unito al fatto che, in spazi così ridotti, una barriera alta e prominente come quelle migliori toglie visibilità in curva. E non sempre i guidatori se ne rendono conto.

Insomma, si conferma che la sicurezza è una catena che pretende che TUTTO funzioni. E, tra questo "tutto", ci sono anche questioni strutturali molto difficili da risolvere. Questo ci porta ancora una volta al problema dell'adeguamento della rete stradale esistente, di cui si parla sempre troppo poco. Altro che sogni di gloria con le grandi opere…

Sono problemi di fondo, che la cronaca non capirà mai: tre settimane fa Paoblog mi segnalava addirittura un articolo che descriveva come una fortuna il fatto che un guard-rail metallico abbia infilzato come uno spiedo una vettura (cosa pericolosissima, da evitare come la peste, che fa a pezzi gli occupanti e che la tecnica ha risolto da tempo con raccordi da montare all'inizio e alla fine delle barriere), impedendo che l'auto cadesse nel fossato sottostante.