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I fari moderni ingialliscono prima? In Francia dicono che non è così importante

I nostri fari invecchiano male? Me lo chiede Peofsz1600 dopo aver realizzato che per strada vede sempre più auto con i gruppi ottici anteriori opacizzati. E si dà una possibile spiegazione: il vetro esterno non esiste più, sostituito dal policarbonato, che tende a ingiallire.

In effetti, è un fenomeno che noto anch’io. E me lo spiego pure con altri due fattori:
1. l’età media delle auto che, con la crisi, è tornata ad aumentare;
2. mentre camminiamo a piedi (situazione in cui possiamo effettivamente osservare i fari), è più probabile imbattersi in vetture che restano sempre parcheggiate all’esterno, esposte agli agenti atmosferici (tanto più in città dove sono in servizio i tram, il cui attrito con i cavi elettrici di alimentazione produce la caratteristica “polvere gialla”).

Ovviamente sono tutte osservazioni empiriche e ci vorrebbero dati statistici. Che di certo hanno i fabbricanti di fari, mentre noi – che io sappia – dobbiamo accontentarci di quelli che vengono dalle revisioni. In attesa che arrivi il sistema MctcNet 2 che – almeno in teoria – consentirà di tirare fuori statistiche dettagliate, ci sono le rilevazioni effettuate dalla Dekra in Germania, secondo cui i difetti degli impianti d’illuminazione sono quelli che più frequentemente emergono durante le revisioni. Anche se questo non vuol necessariamente dire che la colpa sia solo dell’opacizzazione: nel dato confluiscono anche, per esempio, le lampadine fuori uso.

In ogni caso, l’opacizzazione potrebbe non essere così deleteria: ho appena letto su una rivista francese di auto storiche la prova di una Mg del 1968, nella quale si voleva innanzitutto vedere se i fari gialli (che venivano usati in Francia all’epoca e possono più o meno essere paragonabili a quelli ingialliti dal tempo che vediamo sulle nostre strade) peggiorassero di tanto la visibilità. Niente di scientifico, per carità. E poi si sa già che i fari gialli vanno peggio di quelli bianchi (è il motivo per cui poi in tutto il mondo si sono scelti questi ultimi). Però i colleghi francesi scrivono di non aver avuto troppi problemi a guidare nel buio coi fari gialli: piuttosto, se la sono vista brutta con le luci posteriori, troppo deboli da fermo e nella marcia lenta (perché vanno ancora con la dinamo) per essere viste dagli altri nel traffico di oggi.

  • Renato58 |

    Piuttosto. Sarebbe interessante capire se e quanto l’opacizzazione della superficie esterna in policarbonato del faro influisca sulla reale efficienza del faro. Inoltre: ho avuto per 18 anni una vettura con fari ancora in vetro, impeccabili visivamente, ma ogni due-tre anni dovevo smontarli e pulirli all’interno per rimuovere polvere e depositi causati dal calore delle lampadine.
    Secondo me è un tema che merita approfondimenti, su entrambi i versanti. Perché la manutenzione dei fari mi pare un po’ troppo trascurata: cambiate le lampadine e verificato l’assetto, del resto non si parla.

  • 59raf |

    Ma che messaggio vuole dare? Andiamo pure in giro di notte con i fari opacizzati perche’ + o – in Francia negli anni 60 i fari erano in quelle condizioni? Se i fari sono opacizzati primo, non dovrebbero passare la revisione e secondo il buon senso vorrebbe che venissero sostituiti.

  • ombrachecammina |

    aumentassero le possiblita’ di amnutanzione dei fari … venissero sveglaite le persone che girano in galleria senza fari (e i ciclisti che “non riconoscono” la necessita’ di farsi vedere (dimostrando avventatezza anche nel painificare il percorso)) … ci fossere maggior controlli sulla visibilita’ delle luci posteriori su veicoli “maturi” con la possiblita’ di montarci legalmente alternative performanti ma NON fastidiose … si imparasse a non usare i fendinebbia al posto dei fari di marcia …

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