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I nuovi dubbi sull’affidabilità degli etilometri

Quando si gioca con la vita delle persone, come accade con l'etilometro, bisognerebbe stare più attenti. Lo dice un carabiniere. Certo, è un carabiniere in una posizione particolare, visto che era stato beccato a febbraio 2012 dai colleghi della Stradale con un tasso alcolemico oltre i 2 g/l e quindi ampiamente in zona-confisca dell'auto. Peraltro, in primo grado il giudice lo ha condannato a un'ammenda di 23.500 euro… Adesso la sua difesa si sta giocando sul fatto che la notte dell'accertamento la temperatura era di 7 gradi sotto zero. In effetti, non è la prima volta che si tira fuori l'argomento del freddo eccessivo per sostenere che l'etilometro funzionava male, ma bisogna sempre ricostruire bene l'accaduto per vedere se la questione è fondata.

In ogni caso, resta ancora senza soluzione il problema della presunta inaffidabilità dell'etilometro in ogni condizione, a prescindere dal freddo: sarebbe addirittura il principio di funzionamento dell'apparecchio a essere sbagliato.

E dubbi ci sono pure su come vengono gestiti certi passaggi tra i fabbricanti di questi dispositivi: in Italia sono in uso etilometri costruiti dalla canadese Acs ma omologati dalla francese Seres. L'articolo 192, comma 5 del Regolamento di esecuzione del Codice della strada stabilisce chiaramente che l'omologazione "è valida solo a nome del richiedente e non è trasmissibile a soggetti terzi". E' già accaduto (anche col Tutor) in passato che apparecchi "intestati" a una società siano stati "rilevati" da un'altra e che il ministero delle Infrastrutture abbia ritenuto che ciò non fa cambiare nulla. Però ciò può avvenire per cessione dei diritti di produzione a un'azienda diversa (e in questo caso è sempre necessario verificare tutto daccapo) o semplicemente per fusione o altre operazioni (come la cessione di ramo d'azienda) che lasciano invariata l'unità produttiva. Sarebbe bene che il ministero scriva le linee guida in cui intende attenersi d'ora in poi. Perché queste operazioni stanno diventando non così rare e perché le infrazioni rilevate da apparecchi speciali (in particolare, etilometri e misuratori di velocità) non sono bazzecole e bisogna garantire la massima accuratezza.