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Radar mobili in Francia: l’auto civetta ti segue e la multa arriva a casa

In Francia i media stanno "seminando il panico" tra i guidatori: annunciano l'entrata in servizio il 15 marzo degli Etm, dei radar che possono rilevare la velocità anche da un'auto-civetta in movimento. Vista dall'Italia, non sembra poi una gran notizia: un radar che faceva lo stesso lo ha avuto anche la Polizia stradale nel 1998, ma non si è andati oltre i tre apparecchi acquistati per sperimentazione, in Lombardia, Veneto e non ricordo più quale altra regione. Dal 2001, poi è arrivato in massa il Provida, che però a lungo andare è stato usato più per documentare l'operato dei poliziotti che per misurare la velocità.

In entrambi i casi, ci si è accorti che i sistemi erano poco flessibili (occorre attrezzare alcune auto e se si rompono quelle bisogna trasferire l'apparecchiatura su un altro esemplare) e poco produttivi (per i loro limiti tecnici e perché sono usati fermando subito il trasgressore, cosicchè nel frattempo ne passano impuniti tanti altri).

Insomma, a giudicare dall'esperienza italiana, il nuovo radar francese non è poi una gran novità e non dovrebbe incidere molto. Ma probabilmente in Francia le cose non andranno come sono andate in Italia.

La differenze fondamentali sono due:

1. le pattuglie francesi saranno tutte su auto-civetta (in Italia ne abbiamo avute una cinquantina – contro le 300 previste in Francia – mentre altre centinaia di Provida sono stati montati su vetture "in divisa");

2. i trasgressori non saranno fermati subito, per cui le auto-civetta potranno muoversi per tutto il turno di servizio scattando foto in continuazione.

Secondo i giornali francesi, i nuovi radar saranno quasi impossibile da scoprire per chi supera le auto-civetta su cui sono montati, perché sono piccoli e ben nascosti sia nella parte nell'abitacolo (confondibile con un normale schermo di navigatore) sia in quella nel frontale (l'antenna e il flash sono piccoli e ben integrati nella calandra e sotto la targa). Va però detto che nemmeno i vecchi apparecchi mobili italiani erano visibilissimi, se non altro perché chi va forte non può essere concentrato a sbirciare dentro le auto che sorpassa.

Infine, la precisione. Che non dev'essere formidabile: l'Etm sarà usato concedendo una tolleranza di 10 km/h aldisotto dei 100 km/h e del 10% aldisopra. Esattamente il doppio dei margini massimi ammessi in Italia, per cui nel nostro Paese l'Etm non potrebbe essere omologato. Questo significa pure che che si viene fotografati a 152 km/h (praticamente 160 di tachimetro) sul verbale ci sarà scritto 136 km/h, per cui la multa – se fosse comminata in Italia per questa velocità –  sarebbe irrisoria: 41 euro e nessuna sanzione sulla patente. Se invece si usassero non solo le sanzioni ma anche le tolleranze italiane, verrebbero verbalizzati 145 km/h, che comportano una multa di 168 euro e la sottrazione di tre punti.

  • AA |

    Certo certo, tutti a tassare le contravenzioni ai limiti di velocità, spesso inutili come in autostrada.Ma il tizio qui sopra non si vergogna? A quando un sciopero fiscale?

  • flori2 |

    Va benissimo. Gli autovelox andrebbero nascosti e non messi in bella evidenza. A forza di multe quelli che corrono lo capiranno. Si fa cassa? Certo che si, con quelli che infrangono le regole. Andate in Austra a vedere il terrorismo che fa la polizia con le auto civetta, autovelox, tutor, telelaser…tutti che rigano dritto.

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