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Il decreto sviluppo taglia fuori gli agenti assicurativi dalla Rc auto

Tutto rinviato al 4 ottobre. Il decreto sviluppo (l'ennesimo degli ultimi anni ad avere questo nome, a dimostrazione che non basta il rito mediatico di battezzare una misura in modo positivo per centrare gli obiettivi) non si è fatto nel Consiglio dei ministri di oggi. Così sono in molti a tirare un provvisorio sospiro di sollievo. A partire dagli assicuratori: se n'è parlato pochissimo, ma nelle bozze girate c'erano grosse novità nella Rc auto. Parliamo di istituzione dell'attesa agenzia antifrode (che però rischia di essere poco più di un osservatorio, con scarsi poteri d'indagine vera), di abolizione del tacito rinnovo da tutte le polizze del ramo e di contratto-standard. Proprio quest'ultimo preoccupa gli assicuratori e stamattina i timori sono venuti allo scoperto con un comunicato dell'Uea (Scarica LUnione Europea Assicuratori bene concentrarsi sullagenda digitale ma senza disintermediare la relazione assicurativa).


In sostanza, i nuovi contratti dovrebbero essere "a pacchetti": alla copertura base, uguale per tutti, il cliente potrà aggiungere gli "optional" che desidera (per esempio, l'aumento del massimale, la rinuncia alla rivalsa eccetera). Ma anche queste aggiunte dovrebbero essere formulate in modo uguale da tutte le compagnie, in modo che chiunque possa costruirsi sul web la polizza che vuole e possa confrontarne i costi da compagnia a compagnia, con la certezza che tutte le offerte siano perfettamente paragonabili l'una con l'altra.

Insomma, cambiano solo i prezzi e questo il cliente lo vede subito. A quel punto, in effetti, ci si chiede che senso abbia il ruolo dell'agente assicurativo.

  • andrea |

    – in un mercato con utenti consapevoli delle proprie esigenze, il sistema dei moduli standard potrebbe funzionare (in fondo, chi utilizza le polizze RCA on-line, già adesso “elimina” il costo dell’agente assicurativo);
    – in una realtà in cui le persone magari sanno guidare, ma non riescono (non hanno gli strumenti, le capacità, il livello di istruzione per) interpretare le norme contrattuali;
    – i “pacchetti” non saranno poi così intuitivi da comprendere: ad es. ho visto persone con la laurea in tasca credere che, acquistando la copertura “esclusione della rivalsa” (per guida in stato di ebbrezza), avrebbero potuto apportare al veicolo modifiche meccaniche/elettroniche senza rischio (in caso di sinistro riconducibile o con conseguenze aggravate dalla “elaborazione”/”mappatura”) di rimborsare all’assicurazione le somme liquidate alla controparte;
    il “decreto sviluppo” è un altro esempio del fatto che il governo “tecnico” dei professori non ha dimestichezza con la realtà

  • mario.g.siniscalchi |

    Le assicurazioni non funzionano a filiale per risparmiare sul costo del lavoro. E’ il mercato, bellezza, e tu non puoi farci niente

  • dawnraptor |

    Nessuno. E infatti non capisco perchè le assicurazioni non dovrebbero funzionare come le banche, a filiali.
    Questa era sicuramente un’innovazione ottima, per l’utente, e infatti la casseranno. Tanto, paghiamo noi. E’ vero che c’è gente che ci vive, di queste cose, ma sarebbe meglio pagare per la produzione di ricchezza, non distruggerla e basta.

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