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L’addio al bollino blu mette in crisi il bollo in Lombardia

Lo vedete sulle prime pagine dei giornali: sono giorni in cui si discute tanto delle difficoltà politiche del Governo dei tecnici. Ma, se anche – per un miracolo – il quadro politico fosse tranquillo e la situazione economico-finanziaria florida, l'Italia resterebbe ugualmente un Paese difficile da governare: a furia di riforme incomplete, demagogiche e frammentarie, veti e quant'altro. Per capirlo, ecco una storiella molto istruttiva sul decreto semplificazioni (Dl 5/12), varato a febbraio, e le delizie del federalismo.

Ricorderete che, tra le gradite novità del decreto, c'era l'abolizione dell'inutile bollino blu. Sul Sole-24 Ore ci ponemmo subito il problema della compatibilità di questa abolizione con le leggi regionali (come quella lombarda) che il bollino blu lo impongono come condizione per poter circolare: sono norme emanate per la tutela dell'ambiente, che effettivamente – dopo le modifiche della Costituzione in senso federalista – è materia di competenza delle Regioni. Di qui un po' di quesiti, che il mese scorso la Motorizzazione ha sciolto nell'unico modo ragionevole (anche se forse illegittimo): l'abolizione va interpretata in senso letterale, quindi addio bollino blu.

Poi ci ho pensato su ancora e ne ho scoperta un'altra.


Ormai se ne ricordano in pochi, ma a me è rimasto in testa perché quella legge regionale la vidi nascere. Parlo del "testo unico" fatto dalla Lombardia in materia tributaria nel 2003 (Lr 10/03), che per il bollo auto era di manica larga nei confronti degli esemplari con più di vent'anni: li agevolava tutti (e non solo quelli d'interesse storico, come invece la norma nazionale), ma a patto che fossero in regola col bollino blu.

Se ne ricordano in pochi forse anche perché non si ha notizia di intoppi nell'ottenimento del beneficio o di revoche per chi viene beccato senza bollino. Fatto sta che, ora che il bollino non c'è più, potrà la Regione Lombardia imporlo solo ai fini del bollo auto agevolato?

E' anche di queste quisquilie che è fatta la storia patria. Ai posteri l'ardua sentenza.

  • glauco |

    Di questo articolo non ho capito nulla. Il bollino blu annuale è del tutto inutile visto che si fa una revisione biennale. E non ho capito il livore control le auto ultraventennali che pagano un bollo ridotto.
    Non vorrete mica dirmi che la mafia della auto e moto storiche , che obbliga all’ iscrizione ad un club e poi ad una verifica della cosidetta “storicità” fatta dagli stessi appartenenti ai club e una cosa corretta.
    [risponde Maurizio Caprino] Annuale o biennale, il controllo è inutile, per come viene fatto (lo spiegai nel post che ho linkato in quello di oggi).
    Nessuno ha detto che l’obbligo d’iscrizione a un club sia giusto. Ho fatto solo notare che la prima Regione che ha superato quest’obbligo (la Lombardia, altre ne sono poi venute grazie all’opera di alcune persone) ora è in difficoltà perché il meccanismo che aveva costruito ora è stato abbattuto dalla norma nazionale.
    Il fatto che poi io critichi il federalismo si riferisce alla superficialità con cui per anni si è pensato acriticamente che “federalismo è solo bello”.

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