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Strisce blu: i miracoli della moltiplicazione

Eccesso di strisce blu. Si potrebbe aggiungere quest'infrazione al Codice della strada. I trasgressori, ovviamente, sono i Comuni: non di rado, ne dipingono a sproposito. Cioè contro la legge e il buonsenso.

L'ultimo spunto è di ieri, ma il problema è antico. E articolato. Facciamo una breve rassegna.


La cosa più fastidiosa è quella più evidente: quando si decide di far diventare a pagamento la sosta in una certa zona, capita che miracolosamente si moltiplichino i posti a disposizione. Il miracolo consiste nel far arrivare le strisce blu fin quasi agli incroci, cioè dove il Codice della strada vieta di fermarsi per l'evidente ragione che bisogna lasciare spazio per garantire sia la visibilità sia le manovre dei mezzi più ingombranti. Certo, il buonsenso ci dice che a volte la regola contiene un eccesso di zelo: per esempio, quando c'è un senso unico e la strada è larga abbastanza, appare inutile rispettarla alla lettera, perché chi s'immette può svoltare solo in una direzione e non gli servono né visibilità da ambo le parti né spazio per completare la manovra. Ma, come dimostra la foto pubblicata ieri da Paoblog, a Milano le strisce blu sono state dipinte vicino agli incroci anche dove c'è possibilità d'intralcio. Vecchia storia: l'avevo denunciata per Roma (in particolare nella zona di via Veneto) a fine anni Novanta, quando ci fu la prima ondata massiccia di strisce blu. Non vengono risparmiati nemmeno i disabili e i neonati: come denuncia l'edizione milanese di Quattroruote di giugno, nel capoluogo lombardo le strisce blu sono state dipinte persino davanti a uno scivolo per far scendere e salire sedie a rotelle e passeggini.

C'è poi il problema di garantire nelle vicinanze un adeguato numero di posti gratuiti. Il Codice della strada lo impone, esentando solo le zone di particolare rilevanza urbanistica. Un "dettaglio" che i Comuni a volte vedono con fastidio. Così dichiarano rilevanti anche zone che non lo sono e qualcuno che va fino in fondo nelle cose riesce a far invalidare le delibere e le conseguenti multe. Qualche volta, come capitato vicino a Cagliari qualche anno fa, la cosa finisce pure sui giornali e scoppia il putiferio. Capita, in Italia.

  • Giuseppe |

    Il problema vero è che le istituzioni come Prefetture e Ministeri competenti conoscono bene gli abbusi che i Comuni stanno portando avanti da 10/15 anni sulle strisce blu, ma non fanno nulla poichè andrebbero ad intaccare l’enorme business che si nasconde dietro dietro le strisce blu.
    Sono anni che il Comitato Strisce Blu denuncia le irregolarità sia alla magistratura competente, ma la casta tenta sempre di coprirsi a vicenda.
    Il danno più grande scoperto dal CSB è dato dal mancato incasso della TARSU e TOSAP per le aree delle strisce blu, infatti la norma attuale oltre a due sentenze di Cassazione hanno sancito l’obbligo di incassare la TARSU e TOSAP per tutte le aree adibite a parcheggio a pagamento, ma i comuni nonostante siano stati avvisati di questo obbligo, hanno fatto finta di nulla, continuando a perdere milioni di euro l’anno.

  • Paoblog |

    In aggiunta vorrei dire che a prescindere da quanto dice la legge o meno, di posti gratuiti nella zona interessata non ce ne sono. E’ letteralmente rappezzata di strisce blu.
    °°°
    Vedi: http://paoblog.wordpress.com/2010/06/28/strisce-blu-periferia/

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