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Zone 30, crash-test, nuove strisce. Ma i pedoni restano a rischio. Consigli

Non c'è molto da festeggiare per i 60 anni delle strisce pedonali: la giungla metropolitana di lamiere cresciuta nei decenni ha spesso contribuito a rendere invisibili gli attraversamenti pedonali. Non solo in Italia, come ha denunciato l'Euro Test degli Automobile club (Scarica ACI Eurotest 2010). Per non parlare delle carenze nel disegno e nella concezione, che hanno indotto l'Aci – capofila europeo sulla materia – a mettere insieme alcune linee guida (Scarica Aci linee_guida_attraversamenti_pedonali_2011). Impossibile applicarle subito e comunque molte carenze non sono eliminabili: bisognerebbe ridisegnare interi pezzi di città, fatti a misura di speculazione edilizia.

Impossibile pure sperare nell'aiuto delle auto: nei crash-test, la "prova pedone" si fa da troppo poco tempo e comunque anche molti modelli recenti danno risultati modesti. Né si può contare sull'aiuto dei sistemi di assistenza alla guida: sono ancora troppo poco diffusi e quelli anticollisione (basati sui radar) non si accorgono dei pedoni (occorre che ci sia anche una telecamera, presente su una minoranza di modelli, anche dotati di radar).

Spesso (anche) per proteggere i pedoni si chiede di istituire nelle città tante "zone 30", che a Londra hanno fatto diminuire gli incidenti del 42%, con punte del 50% quando si parla di bambini: lo ha ripetuto molto recentemente anche il Parlamento europeo. Ma poi chi controlla? In Italia, per giunta, è vietato l'uso di postazioni automatiche sulle strade urbane non di scorrimento. Senza contare che sono pochi (e prevalentemente al Nord) i quartieri residenziali dove una "zona 30" potrebbe essere utile: altrove, spesso le strade residenziali sono talmente strette che superare i 30 è disicamente impossibile, almeno di giorno.

E allora che fare?

Non resta che difendersi da sé, seguendo qualche regola di prudenza.

Innanzitutto, quando c'è, sfruttiamo sempre il marciapiede: tendiamo a snobbarlo, se siamo in compagnia su una strada poco frequentata (cosa che per giunta avviene in prevalenza col buio). Quando il marciapiede non c'è, la regola è di camminare sul lato opposto rispetto al senso di marcia dei veicoli, in modo da avere il pericolo sempre di fronte, anche se in quanche caso non è consigliabile (occorre sempre regolarsi in base alle caratteristiche concrete della situazione in cui ci si trova.

Per attraversare, mai sentirsi sicuri; nemmeno se si è sulle strisce. Molto meglio voltarsi più volte sia a destra sia a sinistra, perché lo scenario della strada può cambiare da un momento all'altro (un veicolo può spuntare all'improvviso perché troppo veloce o coperto da altri). E, quando vi voltate per la prima volta su una strada a doppio senso, fatelo verso sinistra: è da lì che arrivano i veicoli più vicini, che eventualmente vi trovereste addosso per primi. Ma poi è bene voltarsi subito a destra, perché potrebbe pure sopraggiungere qualcuno in sorpasso che invade la semicarreggiata sulla quale vi accingete a spostarvi.

Il consiglio di usare lo sguardo non è banale: molti sono istintivamente spinti alla pigrizia dal fatto che "tanto stando a piedi, se arriva qualcuno, sento il rumore". Convinzione errata, se non altro perché in città i rumori sono tanti e quindi si confondono.

  • paolavittorioso |

    …e cosa fare quando tutto ciò non è stato sufficiente, e ci si salva forse per miracolo da quelle strisce pedonali e da un’automobilista ,chissà, forse distratto ? come si convive con i postumi dell’altrui distrazione che hanno lasciato fuori e dentro cicatrici indelebili?

  • GoldWing98 |

    I dossi sono un modo barbaro, rozzo, di imporre certe velocità. Tanto vale mettere i chiodi per terra.
    Oltre al segnalato problema delle ambulanze, segnalo che in moto, oltre a un grosso fastidio, sono anche un pericolo (per come sono fatti), perchè rischiano di far perdere il controllo del mezzo, anche a velocità legali.

  • Paoblog |

    Per quanto riguarda i dossi, c’è da dire che se in alcune vie di Milano ve ne sono alcuni (vicinanze corso Vercelli) con altezze pericolose per le auto, ma anche per i motociclisti; questo approccio è molto diffuso in provincia (Vedi Robecco s/N) dove alcuni dossi sicuramente rallentano le auto, pena qualche danno collaterale.
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    Con certi dossi i 30 kmh sono già troppi; con la Smart devo in pratica fermarmi e transitare a passo d’uomo il che mi mette a rischio tamponamento, anche se comincio a frenare in netto anticipo.
    °
    Senza dimenticare i rallentatori in plastica posizionati a Milano nelle vicinanze delle scuole che spesso perdono i pezzi, (tanto più dopo il passaggio degli spazzaneve in inverno) creando gradini e dislivelli che possono mettere in difficoltà le due ruote.
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    Per quel che mi riguarda trovo molto utili le bande sonore ed i display che riportano la velocità, meglio se con luci di colore diverso (verde-giallo-rosso).
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    Infine non dimentichiamoci del primo pericolo per il pedone ovvero il pedone stesso.
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    Che sia la mamma al telefonino che scende con il passeggino senza guardare, il ragazzo con le cuffiette, oppure l’anziano esitante che fa “avanti ed indietro”, senza dimenticare il bambino che viola la prima regola che mi avevano insegnato a suo tempo: mai attraversare di corsa (tanto più “senza guardare”).
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    Al solito, semino qualche link in tema:
    I pedoni hanno l’immunità? > http://paoblog.wordpress.com/2011/03/30/i-pedoni-devono-avere-limmunita/
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    I pedoni con Mp3 e cellulari >http://paoblog.wordpress.com/2011/01/28/stop-pedoni-cellulari-mp3/
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    I pedoni, strane gente > http://paoblog.wordpress.com/2009/10/09/i-pedoni-strana-gente/
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    P.S. Quando scendo dall’auto ovviamente divento un pedone a tutti gli effetti, per cui nessun pregiudizio nelle mie osservazioni.

  • claudio |

    Riprendo “…zone 30″, che a Londra hanno fatto diminuire gli incidenti…”: io non mi preoccuperei di posizionare i rilevatori anzi ora grazie ai dossi, abbinati alle strisce pedonali, che in maniera smisurata sorgono come funghi nelle città e con pendenze a dir poco sospette, gli stessi rilevatori di velocità vengono accantonati perchè non ci sono più le velocità! Sarebbe poi da sentire il parere di qualche trasportato in ambulanza quando questa deve affrontare tali dossi. Nella mia città ne hanno messi anche poco distante dall’uscita del Pronto Soccorso.Hai voglia a dire che lì l’ambulanza non passerà…

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