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La ragazza investita a Ferragosto. Alcol? Mica tanto: era la strada

Era passata alle cronache come l'ennesimo caso di alcol alla guida che uccide, con l'aggravante della fuga dell'investitrice e di una giustificazione che pare risibile ("non mi sono accorta di aver urtato una persona"). Ma dietro la tragedia della ragazza bolognese travolta nel pieno delle vacanze di Ferragosto mentre passeggiava in una marina del celebrato Salento ci sono pure le colpe di uno sviluppo edilizio incontrollato per decenni. Lo avevo sospettato guardando in tv i servizi sull'incidente, ma avevo voluto tenermi prudente. Ieri però è venuta la conferma, poco evidente ma pur sempre una conferma: in un vertice convocato alla Prefettura di Lecce, si è deciso di intervenire subito per migliorare le caratteristiche della strada: illuminazione, banchine agibili per pedoni, dissuasori di velocità…


Il dubbio che parlare di alcol fosse riduttivo mi era venuto guardando il frontale della Smart dell'investitrice: sembrava più ammaccato verso sinistra, segno che il corpo della povera ragazza aveva impattato in un punto distante dal ciglio della strada. Non fatevi fuorviare: non sto dicendo che la vittima andava a passeggio in mezzo alla carreggiata, come però spesso capita quando si cammina in allegra comitiva. Voglio solo far notare che da quelle parti le villette sono state fatte spuntare come funghi, senza porsi il problema che prima o poi avrebbero formato un vero e proprio centro abitato. Così nessuno ha pensato a fare marciapiedi e talvolta non è stato lasciato nemmeno lo spazio per ricavarli. Ecco perché le persone camminano sulla carreggiata.

Non venitemi a dire che il Codice della strada impone regole anche ai pedoni, stabilendo che quando camminano a bordo strada debbano stare a sinistra, per tenere il pericolo sempre di fronte: tra erbacce e veicoli parcheggiati, si passa dove capita. Cose che succedono in luoghi che per dieci mesi all'anno solo deserti e in luglio e agosto si riempiono di un tale numero di persone da metterne in crisi le infrastrutture. Ma se ne parla poco: presidenti, sindaci e assessori vari, da sempre, preferiscono parlare del potenziale turistico delle loro belle terre e dei lusinghieri bilanci delle presenze in stagione.

  • Giuliano Gavazzi |

    certo GoldWing98, la responsabilità è sempre di altri… mai nostra… sulla strada a controllare il nostro mezzo, a giudicare le condizioni esterne a noi, noi non ci siamo… credo che tu abbia ragione, perché questa è l’impressione che spesso viene a guardarsi in giro.

  • GoldWing98 |

    E’ vero, come dice Francesco M., che il killer non è la strada, ma l’uomo.
    Ma Francesco (e altri) dimentica che il killer non è solo l’uomo che guida, ma l’uomo che ha progettato la strada, l’uomo che l’ha realizzata, l’uomo che ha lottizzato abusivamente, il sindaco e il tecnico comunale che non ha controllato…
    Non è solo chi guida il responsabile, non sempre. Troppo comodo prendersela solo con lui, perchè non va di indagare a fondo.

  • Francesco M. |

    Le cronache sugli incidenti stradali di molti quotidiani (soprattutto locali)sono titolate definendo le strade “killer”.
    Come se l’evento morte fosse causato non dall’imprudenza o (prevalentemente) dall’imperizia di chi guida, ma dalle stesse strade percorse.

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