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La Jaguar dell’onorevole Papa e quella firma falsa: lo specchio di un sistema

Nelle polemiche politiche può essere già derubricata come "pubblicazione di un fatto irrilevante" che giustifica una bella legge-bavaglio. Eppure la notizia che l'onorevole indagato Alfonso Papa, in mezzo a episodi poco chiari riguardanti la P4 e dintorni, ha messo pure la falsa intestazione di una Jaguar al termine della relazione con una donna non è puro gossip. A noi che ci occupiamo di legalità e strade, la vicenda ricorda che in Italia è troppo facile "giocare" con le intestazioni dei veicoli. E, soprattutto, che se è così facile non ha molto senso tenere in vita un apparato di vigilanza sui passaggi di proprietà imponente come quello italiano. Che coinvolge Pra, notai, impiegati comunali, titolari di agenzie di pratiche.

Dunque, cerchiamo di metterlo in condizione di funzionare approvando leggi serie, che consentano di controllare davvero. L'occasione del primo passo è stata data un anno fa dalla riforma del Codice della strada.


Il pacchetto prevede tra l'altro il divieto di intestazioni fittizie e l'obbligo di denunciare alla Motorizzazione le situazioni in cui qualcuno ha in uso per oltre 30 giorni un veicolo di cui non è intestatario. Cose tecnicamente difficili da attuare, tanto che i provvedimenti attuativi sono stati già calendarizzati in tempi lunghi dalla riforma e infatti devono ancora arrivare. Ma prima o poi arriveranno.

Piuttosto, guai a fermarsi qui: molti casi accadono perché al momento del passaggio di proprietà non c'è l'obbligo di autenticare le firme sia del venditore sia dell'acquirente. Basta la prima, quindi non è necessaria la presenza di entrambi i soggetti e non è possibile verificare la loro effettiva volontà. Certo, nel caso di Papa sarebbe servito a poco: qui è stata addirittura falsificata la firma sull'atto di vendita, quindi qualcuno si è sostituito al venditore davanti a chi era abilitato all'autenticazione. Se Papa – almeno stando alle accuse della donna cui in precedenza aveva intestato la Jaguar – è stato in grado di simulare la presenza della venditrice, non avrebbe fatto alcuna fatica a comparire lui stesso personalmente come vero acquirente. Ma nei casi in cui invece s'intesta un veicolo a un acquirente fittizio, l'obbligo di presenza contestuale di entrambe le parti alzerebbe l'asticella per chi vuole "giocare" con le intestazioni.

  • andrea105 |

    ovviamente, fino a sentenza definitiva, non possiamo sapere se la firma è falsa;
    spero però che, in ipotesi affermativa, venga revocata la abilitazione/autorizzazione ad autenticare le firme al soggetto in questione

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