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I controlli automatici e il business della spedizione dei verbali: la nuova frontiera

A Palermo c'è una guerra tra Comune e sindacati sull'affidamento della gestione delle multe. Si era deciso di affidarla all'esterno con un bando, che poi il Consiglio ha invitato la Giunta a revocare per avvalersi della Sispi, società interna. Ma la Giunta non ha avuto tanta voglia di tornare sui suoi passi e ha lasciato scadere i 10 giorni che il Consiglio le aveva dato per procedere alla revoca, con somma preoccupazione di chi rappresenta i lavoratori Sispi. Sembra una delle solite vicende che valgono solo un minutino barboso in un tg locale e invece no: sulla gestione delle multe la posta è molto alta e va ben oltre lo stipendio dei lavoratori.

Per capire perché, andiamo mille chilometri più a nord, a un passo da La Spezia. Nel borgo incantato di Lerici, teatro di una delle più accese battaglie sulle multe illegali, che sono anche costate il posto a un comandante dei vigili urbani. Scopriremo che la spedizione dei verbali è un bel business ed è destinata a diventarlo sempre più.


Il comandante aveva bloccato la notifica di quelle multe, perlopiù relative a transiti nel centro storico da parte di residenti regolarmente autorizzati (ci sono poi stati problemi anche con i T-Red). Pare avesse messo tutto nero su bianco, con una determina. Un anno dopo, il 25 giugno 2010, chi lo ha sostituito ha "silenziosamente" riavviato quelle notifiche, con un'altra determina. Scrivo "silenziosamente" perché nel testo si parla semplicemente di accertamento delle 48.690 infrazioni commesse da agosto a dicembre 2009 e da gennaio a marzo 2010, apparentemente senza porsi nemmeno di striscio il problema che il primo scaglione citato era ormai caduto in prescrizione. Questa però è solo l'apparenza, perché – a leggere bene la determina – si scopre che il nuovo comandante deve averci pensato: ha scritto che, tra "anomalie derivanti da errori di inserimento e trasposizioni dei dati di raccolta" e ricorsi o pagamenti ritardati, era opportuno iscrivere in bilancio un importo pari ad appena il 40% del nominale: 1.614.050,14 euro anziché 4.035.125,35. Una falcidia, superiore ai consueti cali fisiologici e prevista forse nella consapevolezza che un po' di gente si sarebbe accorta dell'avvenuta prescrizione e avrebbe fatto un semplicissimo ricorso per farla rilevare al prefetto o al giudice di pace.

Se questa consapevolezza fosse confermata, il comportamento del nuovo comandante sarebbe grave: sbloccando anche le notifiche prescritte, avrebbe fatto un danno sia ai cittadini "fessi" (quelli che non si accorgono che quelle multe sono impugnabilissime) sia al Comune (che in teoria, se tutti facessero ricorso, si troverebbe a pagare le spese di notifica senza ricavarne nulla). A ben vedere, conseguenze negative sono ipotizzabili anche per il comandante stesso: la Corte dei conti potrebbe ravvisare un danno erariale. E allora perché sbloccare le notifiche? Scelta suicida o imposizione per fare l'interesse di qualcuno?

Nel primo caso, saremmo nell'ambito dell'umana incapacità e amen. Nel secondo forse sarebbe anche peggio; ma chi avrebbe interesse affinché venisse fatta una cosa del genere?

C'è scritto nella determina stessa: la Ica, società che cura la redazione materiale e la notifica dei verbali. Una società unipersonale a responsabilità limitata che dichiara di avere 800 addetti e di  operare in 850 tra città e paesi, ma che sul suo sito web non pare avere molto interesse a esplicitare molto su chi la controlla. Il compenso per questa società è stato pattuito per ciascun verbale spedito. Ed è tale da intaccare considerevolmente l'introito comunale, specie quello realmente atteso (cioè il 40% del nominale): nella stessa determina del 25 giugno 2010 è scritto che, a fronte degli 1,6 milioni per incassi presunti, venivano impegnati 451.661,27 euro per "spese sostenute per l'elaborazione e spedizione dei provvedimenti". Certo, la cifra comprende anche verbali del 2010 e quindi ancora in termini per la notifica e in fondo corrisponde ad appena 9,27 euro a pratica, ma impressiona sapere che si spenda denaro pubblico per pretendere pagamenti non dovuti. Col risultato che o ci rimetteranno cittadini tanto distratti o in buona fede da pagare lo stesso oppure ci sarà un buco nella casse comunali.

E qui siamo nell'ambito di fatti antecedenti alla riforma del Codice della strada, che ha sancito una volta per tutte l'illegittimità dei compensi a percentuale per i noleggiatori di apparecchiature di controllo infrazioni. Con queste nuove regole, c'è quasi un invito a caricare sui costi delle spedizioni dei verbali ciò che si perde sul nolo dell'apparecchio, come avevo sospettato già l'estate scorsa sul Sole-24 Ore.

Per capire il giochino, torniamo in Sicilia e prendiamo il bando del Comune di Letojanni (località del Messinese dal paesaggio non meno bello rispetto a Lerici): un appalto unico per il noleggio delle apparecchiature (400 euro al mese per ciascuna), dei box per alloggiarle (100 euro al mese per ciascuno) e 10 euro (affrancatura esclusa) per ogni verbale spedito. In soldoni, bastano appena 50 multe al mese per pareggiare il costo fisso della locazione con quelli variabili della spedizione.

Più morigerata è stata un'azienda romana, la Bee Team spa, che si è fatta affidare senza bando dal Comune di Lercara Friddi (Palermo) la fornitura di un velocimetro T-Red Speed chiedendo sei euro per ciascun verbale spedito. Ma in questo caso suscita perplessità proprio l'affidamento senza bando, giustificato nella determina comunale dalla necessità di avere un apparecchio che rilevi la velocità senza spire da annegare nell'asfalto o sensori (il T-Red Speed si basa solo sull'analisi delle immagini dei veicoli in movimento). Perché questa necessità? Non si capisce: la determina prosegue con un fumoso richiamo alla non-vessatorietà dei controlli, come se le spire e i raggi laser che caratterizzano gli altri apparecchi fossero strumenti di persecuzione per gli utenti delle strade (e allora perché il ministero li avrebbe omologati?). Avrebbe avuto più senso inventarsi che c'erano rischi di vandalismo verso le spire.

Tutte queste storie lasciano perplessi. Certo, nessuno ha ancora dimostrato che sotto ci sia davvero il marcio che si può sospettare. Ma altrettanto certamente sarebbe bene essere più logici e trasparenti, proprio per allontanare i sospetti.

  • Florian |

    Se la multa è 60€ devo pagare 60€, non un centesimo in più. Non sono fatti miei cosa impiega l’amministrazione a notificarmi la multa e non l’ho chiesta io quel “servizio”.
    Comunque si vede che il legislatore non la pensa come me.
    [Risponde Maurizio Caprino] Il legislatore in teoria non dà margini sull’importo delle sanzioni, anche se poi non pone limiti alle spese di notifica e ricerca, che sono da addebitare al trasgressore. Ma, se anche fissasse un tetto, scommettiamo che qualche Comune accetterebbe di decurtare i propri incassi per continuare a riconoscere belle cifre alle aziende che curano le spedizioni, se stanno simpatiche a qualche politico locale o a qualche dirigente comunale?

  • Zio Gian Limone |

    *ed abbiamo inserito anche questa bella notiziona e faremo noi un esposto alla Corte dei Conti per danno erariale a Lerici ed altrove !!!
    Da Paolo Ciccarone dalla nostra BARRICATA al sabato ricordo spesso la frase storica “chi controlla i controllori” di Maurizio Caprino…
    salutoni
    Comitato@Strademulte.it
    http://www.strademulte.it/forum/topic.asp?TOPIC_ID=15136

  • 59raf |

    Ottima denuncia. E’ vero che siamo nel cammpo dei sospetti ma quello che sembra essere un fatto e’ che a Lerici spenderanno denaro pubblico per pretendere pagamenti non dovuti!

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