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"Il T-Red è inaffidabile". E tra 15 giorni comincia il processo di Verona

Gli accusatori del T-Red scoprono le carte. A 15 giorni dall'inizio del processo di Verona sulla vicenda dei "semafori truccati" che fece scandalo a gennaio 2009 (dopo le avvisaglie del 2007 a Milano), viene resa nota una perizia di parte (Scarica Perizia Menegon) che chiarisce un po' il senso delle accuse. In sostanza, la scheda (più nota alle cronache dal 2009 come "relé") che consente all'apparecchio di capire quando il semaforo diventa rosso per dare il consenso all'attivazione delle riprese della telecamera sarebbe non solo diversa da quella presente nel prototipo di T-Red omologato, ma anche adattata artigianalmente (dal fabbricante del T-Red, si presume) rispetto alla versione venduta sul mercato dal suo produttore. La perizia rintraccia anche materiale informativo in cui quest'ultima azienda dichiara che le schede possono avere malfunzionamenti. E sempre la perizia spiega che probabilmente le modifiche artigianali sono dovute ai malfunzionamenti del T-Red riscontrati sul campo, di cui abbiamo già molto parlato. Quindi, almeno nella parte resa nota, non si accenna alla volontà di truccare i semafori attraverso il T-Red come invece si era letto nelle cronache. Non mi pare di aver letto nulla nemmeno riguardo alla possibilità che l'apparecchio potesse essere manomesso da remoto, come si è detto più volte (ma forse se ne parlerà in altri documenti agli atti del processo). Piuttosto, si chiarisce che il sistema - così com'era - non dava garanzie sul fatto che il tempo sovraimpresso sui fotogrammi fosse quello effettivamente trascorso dallo scattare del rosso. Che significa?

In pratica, il ministero delle Infrastrutture e il Consiglio superiore dei lavori pubblici avevano sempre concesso le approvazioni dei rilevatori di passaggio col rosso prevedendo come garanzie per i guidatori o l'attivazione dell'apparecchio con un minimo di ritardo rispetto all'accensione del rosso oppure la sovraimpressione sui vari fotogrammi dell'istante cui essi si riferiscono (calcolato appunto a partire dal momento in cui è scattato il rosso). Queste due garanzie sono l'una alternativa all'altra e servono per evitare che, a causa dei limiti oggettivi e ineliminabili del sistema di rilevazione (anche perché una vettura è lunga qualche metro), qualcuno venga multato anche quando passa al limite estremo del giallo. Certo, esiste sempre la garanzia rappresentata dal filmato, che si può esaminare per avere almeno un'idea se il veicolo si trovasse davvero vicino alla striscia di arresto quando è iniziato il rosso (il semaforo è sempre inquadrato). Ma la questione resa nota oggi è rilevante, perché - da quanto emerso finora e non smentito (http://www.venetoonline.info/VistaRedIncidenteTecnicoIrripetibile/osservazioni%20relazione%20per%20prof/index.htm) - la maggior parte delle infrazioni rilevate in questa storia riguarderebbe passaggi avvenuti nei primissimi istanti dopo lo scatto del rosso.

Qualcuno, come gli accusatori del T-Red e dei sistemi di rilevazione dei passaggi col rosso in generale, dice che così si truffa la gente perché i multati sono in gran parte persone colte alla sprovvista da un tempo di giallo troppo breve e ulteriormente accorciato proprio quando i sistemi di rilevazione sono stati montati. Occorrerà vedere se ciò potrà essere inequivocabilmente dimostrato al processo e non sarà facile farlo: che io sappia, non esiste una documentazione affidabile su cui sia obbligatorio annotare tutti gli interventi fatti sul semaforo.

Inoltre, a mio modesto parere, la maggior parte dei multati è passata col rosso appena scattato non perché il giallo è troppo breve, ma perché ormai in Italia era diventata prassi non fermarsi col giallo e quindi era fisiologico sforare per qualche frazione di secondo nel rosso. Abitudine pericolosa, soprattutto se consideriamo quello che è il vero scandalo finora accertato: negli incroci italiani molto spesso manca un progetto complessivo, il che - unito al fatto che sui semafori più vecchi nulla garantisce che i tempi di accensione reali delle varie luci siano identici a quelli impostati - li rende insicuri.

Dunque, se anche il processo confermasse le rivelazioni fatte oggi, io continuo a pensare che i guidatori "truffati" siano in realtà persone che quasi sempre avevano l'abitudine di "truffare" il rosso. Su quest'abitudine si è poi inserita la voglia di fare cassa da parte degli stessi Comuni che ancora oggi non spiegano qual era all'epoca e qual è oggi l'utilità dei rilevatori ai fini della sicurezza. Brutta storia, in ogni caso.

Commenti

Caro Maurizio,
le carte si scoprono un pò alla volta, una cosa è la scheda relè malfunzionante, l'altra è la scheda acquisizione video malfunzionante e diversa dalle carte depositate per l'omologazione del sistema TID. Il sistema Tred è una estensione del sistema TID e doveva avere le stesse configurazioni hardware.I malfunzionamenti rilevati, fanno presumere che i dati impressi non erano reali, come da documentazione in nostro possesso.

A proposito, come la mettiamo con l'utilizzo di telecamera priva di garanzia giuridica del rilevato!!

Sign.Caprino
In parte sono d'accordo con Lei, riguardo al fatto che la maggior parte delle persone "truffate" siano passate con il rosso, ma, sinceramente, penso che data la palese volontà dei comuni di far cassa ed il costo delle infrazioni sia pecuniaria che in punti sulla patente che attualmente lo Stato Italiano ha fissato, sia legittimo considerare che i cittadini Italiani siano TRUFFATI a pieno titolo.
Considerando poi che il 99% delle multe spedite a casa sono INDEBITAMENTE spedite da ditte esterne PRIVATE per conto dei comuni e che in sede di giudice di pace queste vengano puntualmente annullate penso che la faccenda sia a dir poco indecente.
Sono d'accordo con Lei sul fatto che la sicurezza stradale sia un punto importante al giorno d'oggi...ma il modo in cui viene trattato questo tema è scandaloso...si pretende dai cittadini il giusto quando non si è in grado di offrire a questi neanche un trattamento legale riguardo agli atti pubblici.
Cordiali Saluti
Dott. Ruzza

Concordo pienamente con lei Dott. Ruzza.
Chi dovrebbe garantire la legalità è il primo a violarla, dimenticando spesso che pure lui diventa vittima del suo stesso "ruolo".

Caprino

Ha fatto un po di confusione .

La scheda Piccolo Tetra nello schema a blocchi funzionali è raffigurata con con il numero 5.
La scheda Relè è invece rappresentata dal blocco funzionale 3, genericamente indicato come trasduttore dato che può, come effettivamente è avvenuto assumere configurazioni diverse.

Scheda Relè e scheda Piccolo Tetra quest'ultima vitale, sono cose fisicamente e funzionalmente assolutamente diverse.
Preso atto che le contestazioni della Procura di Verona e le pronunce di ministero e C.S.L.P. Si sono concentrate sulla scheda relè, elemento marginale rispetto alla scheda Piccolo Tetra di acquisizioni immagini,possiamo così dedurre:
-
1. La procura di Verona fin'ora ha capito poco del reale funzionamento del sistema.
-
2. C.S.L.P. e Ministero hanno fatto una verifica interna precisamente indirizzata ad arginare le contestazioni che la Procura avanzate contro Arrighetti Stefano, diversamente avrebbero descritto, tempo 9 mesi, quanto in 15gg. il Menegon ha rilevato.
-
Vero che avevano in magazzino poco da verificare, lo stesso “ poco” su cui al tempo è stata elargita l'autorizzazione al Tred. Certo con maggior serietà avrebbero potuto acquisire ex post quanto mancava per meglio pronunciarsi, ma forse speravano che nuovi altri errori avrebbero sminuito o compensato i precedenti.
-
Certo che una fila di errori, a volte in più a volte in meno, potrebbe portare ad un risultato corretto.
-
Non è andata così, sono stati sfortunati.
-
Una domanda sullo sfondo:
perché Ministero e C.S.L.P. si sarebbero prodigati in pronunce pro Arrighetti unico imputato ad oggi per quanto riguarda l'iter autorizzativo?

[Risponde Maurizio Caprino] Il mio era solo un riferimento che riportava alle polemiche iniziali: la gente si è abituata a considerare il relé. Non a caso ho poi pubblicato il documento originale.

Egr. Dr. Ruzza
Non corrisponde al vero il fatto che le multe siano spedite a casa da ditte esterne INDEBITAMENTE. Non penso che la stessa Polizia Stradale si avvalga del SIN illegalmente. Pensi che Poste spa ha emesso tre bandi gara per "Enti clienti propri" (Comuni) per quasi otto milioni di euro dove Aziende private offrono i loro servizi a Poste in sub appalto. Il problema è che i giornali sono pieni di imprecisioni che utilizzano per vendere le copie. Poco conta che specie nei giornali più piccoli come dice il Dr. Caprino, si debba seguire di tutto. La carta stampata è potere e chi può scriverci dovrebbe sapere bene cosa scrive prima di farlo.

Le schede di acquisizione sono state modificare "artiginalmente"...e allora?! La cosa inquietante che deve far riflettere è, a mio modesto avviso, che le suddette schede non siano state depositate al Ministero "competente" ove ci sono solamente n. 2 telecamere, o per meglio dire unità di ripresa, che da sole non servono a nulla, non sono in grado di archiviare nulla! E' come se io prendessi la telecamera di video sorveglianza che ho installato fuori dalla mia abitazione, la scollegassi dal video registratore, che nel mio caso archivia le immagini rilevate, e la portassi al Ministero "competente", con una bella relazione di qualche decina di pagine, per farla omologare come rilevatore di infrazioni semaforiche o magari peggio come misuratore di velocità!! Lo scandalo non è che la Kria abbia modificato le schede, dato che a mio modesto avviso poteva benissimo farlo, non essendo queste parti depositate presso il Ministero "competente", bensì consiste nel fatto che quel Ministero che dovrebbe essere competente ha omologato il nulla o quasi senza "prendersi la briga", come direbbe uno dei suoi più alti funzionari, di preoccuparsi di quelle che sono le regole elementari da rispettare. Uno può chiedere di omologare una autoveicolo depositando solo il volante, ma è chi è preposto a rilasciare l'omologazione che deve respingere l'istanza, ovvero chiedere che venga depositato tutto il necessario per rilasciare l'omologazione. Ma qualcuno lo capisce questo?!

Caprino

Quindi ha capito ed ha semplificato.

Tuttavia la semplificazione proposta tradisce quanto espresso in perizia, ne è sufficiente riportare la perizia in calce.

E' il caso del titolo di un articolo che lascia supporre cosa contraria a quanto espresso nel testo.

La vera notizia è questa:

Procura di Verona, Ministero e C.S.L.P hanno duellato su un campo sbagliato , con armi spuntate,
per obiettivi inconsistenti, estraneo l'interesse collettivo.

Sono passati anni,senza ravvedimento alcuno, senza ricollocare le responsabilità, reiterando errori.

Durante questi anni Citiesse e Kria sono stati soggetti a richiesta di provvedimenti cautelari su aspetti poco pertinenti o assolutamente impertinenti.

Due aziende private efficaci ed efficienti nel mirino di una pubblica amministrazione che di efficace ed efficiente nulla ha.
Inaccettabili tanto i capi di imputazione quanto le pronunce a sgravio.
Il tutto per celare la nudità del Re.
Un reame di cui l'apparato di controllo si qualifica come puntello di fatto.

Un Re nudo interessato solo a rimpinguare ad ogni costo le tasche proprie e dei propri vassalli.
Vassalli autorizzati al taglieggio, ora diventati parti lese nei procedimenti in essere.

Altro che scheda relè

grillo parlante

quoto appieno Caprino e in più esprimo un mio dubbio.
Non è che tutta l'indagine è nata per screditare l'operato delle pubbliche amministrazioni in modo che le lobby dei contravventori avesse vita facile nell'annullamento di migliaia di verbali sacrosanti da parte dei GdP pagati a cottimo in barba e con grave pregiudizio della sicurezza stradale, delle vittime della strada, dela certezza del diritto e della sanzione e della finanza pubblica ?
Cosa si aspetta ad aprire un indagine seria contro quei soggetti che mangiano sui ricorsi e che riempono il web e le pubblicità televisive con annunci pagati con chissà quali risorse ?

Sign. Simone
Quello che ho scritto è riferito a quasi tutte le Polizie Municipali, ed è confermato da mie esperienze personali, (13 per il momento, tutte finite con la mia vittoria) in vari Comuni Italiani.
Le irregolaritè riscontrate che mi hanno permesso di vincere il ricorso riguardano:
-il non rispetto della privacy
-il recapito delle multe da parte di aziende private non legittimate a farlo
-problemi sulla firma digitale
-verbali non compilati a dovere
-mancanza di controlli obbligatori sui mezzi utilizzati per rilevare le infrazioni
-posizione illegale dei dispositivi (ex. corso moncalieri a Torino)
e potrei continuare per molto. . .
quello che le scrivo è tutto frutto di mie esperienze personali.
D'altra parte, devo riconoscerLe che i verbali compilati dalla Polizia di Stato nonché i dispositivi usati da quest'ultima per il rilevamento delle infrazioni (compreso il tutor) sono quasi sempre impeccabili.
Cordiali Saluti
Dott. Ruzza

Dr. Ruzza
Corso Moncalieri ho inviato anche io documentazione al Dr. Guariniello.
La firma digitale non serve in quanto se un documento viene redatto con sistemi meccanizzati quello che viene spedito è una copia e bisogna ripeto bisogna che a monte ci sia comunque un originale firmato. Tutte le altre cose che elenca sono nel suo caso, sicuramente errori fatti da parte delle amministrazioni o meglio degli Agenti o dalle Aziende appaltanti il servizio. Oggi ormai è chiarissimo quello che una azienda può fare e quello che non può fare, è chiarissimo dove e come devono essere messi i rilevatori di infrazioni. Se tutto viene rispettato anche se spedito da altra parte rispetto al Comune che ha elevato il verbale non ci sono appigli. Cordialmente. Simone

Sig. Simone
mi riuscirebbe gentilmente ad illuminare riguardo il trattamento di dati personali da parte di società private che non hanno nessun diritto di farlo?
Cordialmente.
Ruzza

Egregio Signor Caprino,
mi pare di capire che l’unica “accusa” che si possa muovere al T-Red sia che il sistema, come Lei scrive, non dava garanzie sul fatto che il tempo sovraimpresso sui fotogrammi fosse quello effettivamente trascorso dallo scattare del rosso.
E’ vero che tutti i sistemi per la rilevazione delle infrazioni al passaggio con il rosso hanno la possibilità di impostare un tempo di ritardo fra il momento in cui si accende la luce rossa ed il momento in cui il sistema abilita la rilevazione fotografica del veicolo transitante, ma non mi risulta che il Ministero delle Infrastrutture e Trasporti, sempre supportato dalla consulenza del Consiglio superiore dei lavori pubblici, approvi i sistemi come il T-Red sul presupposto che questi posseggano tale funzione a garanzia per i guidatori. Tanto è vero che, non solo questi sistemi vengono “approvati” e non “omologati”, il che, come Lei sa, significa che il Ministero non ne verifica la conformità con una specifica tecnica che riporta caratteristiche e performance minime, perché una vera e propria specifica non esiste, ma che tale tempo di ritardo può essere anche zero.
Ma la cosa sulla quale vorrei attirare l’attenzione è che, comunque, nel caso del T-Red e dei suoi simili, sempre se l’unica accusa è quella sopra riportata, non si può parlare di truffa ai danni del cittadino in quanto la sussistenza o meno dell’infrazione è banalmente desumibile dalla visione dell’immagine fotografica che ritrae il veicolo nel momento dell’infrazione: se la luce rossa è accesa il veicolo è in infrazione. Poi si potranno fare tutti gli accertamenti del caso sull’incrocio che, come Lei dice giustamente, in moltissimi casi manca di un progetto complessivo, e quindi sulla congruità dei tempi del giallo, ma non si potrà certo parlare di truffa ai danni del cittadino che anzi avrebbe dovuto fermarsi con il giallo o, in alternativa, ma non in via principale, liberare velocemente l’incrocio, come dice il codice.
Cordialmente

[risponde Maurizio Caprino] Però, nei sistemi senza spira come è appunto il T-Red, la sovrimpressione del tempo trascorso dallo scatto del rosso è fondamentale per ricostruire la sequenza.

la sequenza del rilievo è bella che ricostruita nel t-red, a prescindere.
Solo gli apparecchi con le spire scattano due fotografie, la prima quando l'auto sta già sotto la lanterna semaforica, la seconda un secondo dopo.
Pertanto se non viene riportata l'indicazione dei tempi del rosso non si può affermare con sicurezza che l'auto ha superato la linea di arresto quando la luce rossa era già accesa.
Nel sistema t-red invece il problema non sussiste, ha perfettamente ragione Rudy.
Il t-red fa quattro scatti, la prima foto inquadra l'auto quando non ha ancora oltrepassato la linea di arrsto che normalmnete è posta 4 - 5 metri prima della palina semaforica, il secondo scatto quando la'uto sta all'altezza della palina medesima, il terzo quando sta al centro dell'incrocio, il quarto quando ha già superato l'incrocio.
Ovvero è il filmato stesso che produce prova della violazione.
Le sequenze del giallo e del rosso (che pure ci sono e sono attendibili) sono pertanto del tutto irrilevanti ai fini dell'accertamento della violazione.
Questo, unitamente alla pronuncia del Ministero che ha considerato l'apparecchio correttemente omologato, ci inducono a pensare che buona parte dell'inchiesta è nata da esposti di furboni, ovvero gente che aveva il suo tornaconto sia politico che economico nello screditare le pubbliche amministrazioni che fanno i controlli stradali.
Chi vivrà vedrà, le pronuncie della magistratura sono ormai alle porte.
Le prime si sono già concluse in una bolla di sapone.

[Risponde Maurizio Caprino] Infatti anch'io resto convinto che i multati siano in gran parte dei furbi. Però se è previsto che ci sia il tempo in sovrimpressione un motivo ci sarà. Tanto più in un sistema in cui il giallo viene tenuto su una durata non lunga e compensata ai fini della sicurezza con il "tutto rosso" (scelta che personalmente mi convince di più di un giallo a otto secondi).

Qui Maurizio Hai ragione,
hanno accorciato il giallo e azzerato il ritardo del tutto rosso, che è la coda del giallo e non deve essere sanzionato.
In realtà sono stati sanzionati con l'art. 41 comma 10.
Questo si tratta di truffa non di volontà di passare con il rosso come qualcuno vorrebbe far credere.

Egr. Sig. Marcon,
per la seconda volta leggo un suo commento poco chiaro, ovvero troppo poco chiaro, quindi la invito ad esprimersi meglio e a precisare a chi si riferisce. Chi ha accorciato il giallo ed azzerato il ritardo del tutto rosso considerato che si sta parlando di T-RED?! Sono certo che anche questa volta saprà fare molta attenzione al contenuto della risposta, come invece probabilmente non ha fatto nel suo precedente post e mi auro che in futuro eviti di fare nuovamente illazioni gratuite, non solo prive di ogni fondamento, ma false e totalmente infondate. Grazie!

Caro Raoul, forse hai frainteso,
"hanno", è riferito alla PA, non li detenevi mica tu i semafori, non ho scritto in riferimento ai Tred.
Il riferimento è a tutti i rilevatori d'infrazione passaggio con il rosso, l'azzeramento del ritardo dopo che è scattato il rosso, è sempre in capo alla PA, se lo impostavate voi, "penso fosse con il loro consenso".
Sono i comuni che devono controllare e impostare la regolarità del semaforo, con esperti altamente qualificati in materia di temporizzazione semaforica, e non il fai da te. Sempre nel rispetto dell'art. 41 comma 10. Per esempio, può esserci come dice Caprino, un giallo anche più corto dei 9,25 secondi, ma deve essere allungato il tutto rosso il quale non deve essere sanzionabile essendo la coda del giallo in deroga all'art. 41 comma 10. Un giorno ti farò vedere dei video perché accadono gli incidenti ai semafori, proprio per non aver calcolato i tempi correttamente nel rispetto dell'art. 41 comma 10

Egregio Caprino
il suo titolo del 15-11-2010 ( “il T-Red è inaffidabile”) è definitivamente illuminante.
Dopo aver dato per punto fermo quello che punto fermo non lo era per nulla, dopo aver discettato per oltre 1 mese su una (dico una) foto ambigua, sul colore di un semaforo, fornita da inaffidabili personaggi, dopo la mancata risposta a ripetute mie osservazioni, c'è ora la conferma della sua negativa scelta di campo.
I motivi di questa sua scelta antiliberale e forcaiola non so né voglio sapere dove vanno rinvenuti. L'approdo sciagurato è però certo e ne chiederò più avanti cortesemente spiegazioni a Il Sole-24 Ore che sempre, a parte Strade Sicure, si è distinto per equilibrio, sobrietà, correttezza e rispetto dei diritti civili.
Il suo titolo “il T-Red è inaffidabile”, ancorchè con le foglie di fico rappresentate dalle virgolette, concretamente fa il paio con quelli isterici, collerici, interessati, da fuorilegge, del tristo ingegnere Menegon. Addirittura lei, di questo strano personaggio, estrapola il titolo più grave, falso e dirompente che si possa dare sull'argomento.
Ho sorriso più volte dell'equivoco sulla mia identità e mi sono sentita anche fortunata di questa circostanza. Ma evidentemente nel suo blog repetita non iuvant. A questi misogini signori dico che il cervello non ha sesso. Si rassegnino.
Con la mia piccola testa basso polesana ho anche pensato e penso tuttavia che in un paese serio gli squallidi personaggi che si dichiarano suoi amici (e che lei purtroppo liscia e dai quali si fa lisciare) non circolerebbero così impunemente. E, a dirla tutta, alle provocazioni di Enrico 1° avrei voluto rispondere disvelando la mia modestissima figura, lontanissima dalle loro congetture eppure indignata da questa vicenda del T-Red così ad arte montata (a mio, ma anche evidente, avviso), ma ho avuto paura, sì paura fisica, perchè è chiara nel linguaggio, nelle allusioni, nelle minacce l'impostazione mafiosa e violenta di questo Enrico 1° . Ma alla fine, questo tipo ha mai fornito e documentato le sue generalità? Lui ed il Marcon come campano? E perchè io dovrei “dichiararmi” e mettermi così nel mirino di una testa calda?
Lei, vedo, non ha colto queste situazioni, ha dato spazio e supporto a quest'opera di sciacallaggio umano, di evidente e sistematica disinformazione, di sostanziale violenza. E, ovviamente, non ha colto neanche la sua corresponsabilità sul piano morale di queste azioni ripugnanti.
Lia da Rodi

[Risponde Maurizio Caprino] Ribadito per l'ennesima volta che do torti e ragioni a tutte le parti in causa non sposando in toto le tesi di alcuna, ricordo che sul T-Red (di cui ho riconosciuto in tempi non sospetti la superiorità teorica rispetto a gran parte della concorrenza) ho chiesto se le percentuali di errore per malfunzionamento siano in linea con la concorrenza. Non ho avuto risposta. Tutto qui.

Cara/o Lia da Rodi,
si dovrebbe vergognare, ma di pudore ne ha poco, nulla di tecnico ha mai proposto, ha sempre e solo accusato e calunniato chi fa il suo lavoro con diligenza, di certo come si presenta, pare che il suo lo ricopra privo di etica morale essendo basato di allusioni e accuse infamanti.
Pensi di essere il Padreterno! e tutti devono ubbidire a tuoi pensieri distorti dalla verità.
Un giorno, dovrai renderne conto, poi saprai come "campo".

Finalmente LdR esce dalla tana, probabilmente per via della consueta ma ovviamente sporadica, come tiene sempre a precisare lei/lui, curiosità. Curiosità pura, che a volte, ma chiaramente raramente, la/lo spinge ad interessarsi della vicenda "T-RED".
Peccato che non sia come me un'affezionata/un affezionato lettrice/lettore del blog del Dott.Caprino, con cui anch'io ho a volte avuto degli attriti, a causa della divergenza di pensiero, ma che alla luce dei chiarimenti che egli mi ha sempre fornito continuo a ritenere, fino a prova contraria, un giornalista corretto, anche perchè lascia ad ognuno lo spazio sufficiente per esporre e sostenere le proprie opinioni e ragioni. Ldr invece non accetta il pensiero del Dott.Caprino, che colgo l'occasione per precisare non essere mio amico, ma non accetta nemmeno il pensiero dell'ing. Antonio Menegon che, stante le credenziali fornite quantomeno dal titolo di studio da questi posseduto, dovrebbe essere, almeno sulla carta, più competente in materia di una "piccola testa basso polesana". E' verissimo che "il cervello non ha sesso", come è altrettanto vero che quando il cervello funziona male il sesso non ha rilevanza, soprattutto se quello che ne esce è solamente il risultato di improbabili tesi sostenute da un corollario fondato solamente sulla più assoluta presunzione di essere la/il custode di ogni sapere. Come può una "piccola testa basso polesana" avere tale presunzione, quando vi sono elementi CONCRETI ED OGGETTIVI che dimostrano il contrario?! Ldr vuole sapere di cosa mi occupo? Cara/o Ldr, mi occupo della stesse cose di cui si occupa lei, e ciò da molto prima che lo facesse lei, ed ENRICO è il mio nome di battesimo. Qualche mese fa ho deciso di aggiungere (1°) perchè sono stato il primo a scrivere su questo blog in proposito della vicenda T-RED e quanto è apparto un altro enrico intendevo così distinguermi da questo. Vuole le mie generalità complete? Non ho problema a fornirgliele, anche se lei mi conosce molto bene e se non fosse stata/o così "timido", magari ieri avremmo potuto rivederci....Ldr, non abbia paura del sottoscritto, almeno fisicamente, ma impari a temermi per altri motivi, perchè le assicuro che con ieri siamo solo all'inizio, vedrà il 30 e poi, quanto sarà il momento, nel capoluogo di regione dove abito che sorpresa le riverserò. Tante buone cose Ldr e mi saluti i suoi Amici del centro Italia.

Volevo solo aggiungere, rispetto al mio precedente post, che la mia non è assolutamente da intendere come una minaccia anche se arriva da un personaggio "mafioso" come sono stato definito da Ldr per la seconda volta, ma una promessa a cui intendo tenere fede fino all'ultimo dei miei giorni.

Liabassopolisana
Non amicizia mi lega a Caprino, ne amicizia a Marcon, ma un rapporto fosco e perverso ed esclusivo. Chiuso ogni spazio anche a chi come Lei ha titoli e meriti.
Liabassopolesana
Deve stare più accorta, tutti ormai hanno capito che, l'esplosione di contumelie nasce dal precedente nostro rapporto finito male, tutti hanno capito della sua gelosia morbosa.
Solo che è in fuga dalla propria moglie capisce la ferocia della Lia.
Peggio ancora dopo la separazione Lia ha puntato gli occhi su Caprino, che invece se la fa, faranfafà con me e con Marcon. Sembra una guerra combattuta per milioni di multe erogate a ggoo-ggoo, ma è solo questione di morose. Siamo alle solite.
Povera Liabassopolesana, punta sull'offesa e sul dileggio, uno sforzo inutile dati miei certi natali.

Eccezionalmente e doppiamente derogo al mio comportamento. Una prima deroga è nell’intervenire dopo pochi giorni laddove mi è permesso raramente di farlo dovendo attendere alla famiglia ed al lavoro. Solo gli sfaccendati e gli ambigui figuri che spacciano patacche per proprio incoffessabile tornaconto possono intervenire con sistematicità ed anzi occupando la scena. E’ in sostanza il loro mestiere. La seconda deroga è che scenderò in qualche dettaglio perché il terzetto dell’ostregheta (Menegon, Marcon, Enrico 1° di Sassonia) sta ormai rompendo gli argini. E la cosa è seria. Io sono una semplice spettatrice, ancorché multata dal T-Red, che da circa 2 anni sta osservando ed ascoltando gli imbrogli e la fantastica messa in scena di questo mix strumentale al servizio di interessi in piccola parte loro (il raccattare Marcon e Menegon qualche incarico o qualche carica) e per la gran parte di terzi sovraordinati rispetto a uomini così piccoli e squallidi che sostengono tesi al limite dell’assurdo. In poche parole vedo rappresentato un crimine. Cosa faccio, sto zitta? Ho da tempo il convinto supporto di 5-6 persone dotate di normale equilibrio e buonsenso che, indignate al pari di me, mi confortano nel tentativo di smascherare queste persone. Il mio intervento non si prefigura la speranza che il Caprino si ravveda, ormai è tutto chiaro su questo versante, bensì che i 24 lettori di questo blog che si imbattono in questa ragnatela di personaggi e di interessi oscuri capiscano tale circostanza.
Al dunque:
Marcon ripete su di me sempre le solite banali cose laddove sono chiarissimi, oltre ai titoli inesistenti che infatti non è mai stato in grado di dichiarare, gli intendimenti da un lato di fanatico forcaiolo che senza nessun serio discorso incita all’odio, alla violenza ed alla giustizia sommaria che neanche ai tempi del far west era dato riscontrare. Le persone normali vadano solo da ultimo all’indirizzo www.strademulte.it/forum/topic.asp?TOPIC_ID=14727 e vedano i toni apocalittici, da stato di guerra, sulla base peraltro di falsi elementi buttati là sapendo che sono falsi ma ritenuti utili per attirare la gente. E si noti poi come viene, al termine dell’articolo, propagandata la vendita di prodotti miracolosi dello stesso Marcon o sui quali il Marcon ha il suo guadagno. Proprio come certe gite in pulman propagandate come gratuite ma durante le quali poi vi vendono pentole, enciclopedie o paccottiglia varia o addirittura pozioni miracolose. Questo personaggio che in 2 anni ha schiumato odio, rabbia, sete di giustizia sommaria nei confronti di un apparecchio fotografico (sì, forse neanche dell’inventore), non si sa se veramente fa le conferenze stampe in locali del Tribunale di Treviso (sarebbe una cosa strana, vi pare?) o anche questa notizia serve a coprire la vendita delle sue patacche semplicemente rubando spazio sui marciapiedi o in qualche sottoscala. Che ha sempre rinviato a esplosive rivelazioni, esprimendosi con “carte che vanno scoperte una alla volta” e con “nespole che devono maturare” ed altre stupidissime amenità. Continua a non fornire nessun dettaglio sui suoi mezzi di sussistenza, sul suo lavoro, dico lavoro. Ed in effetti è lui che deve dare dettagli di sé non io perche solo lui e Menegon si sono da sempre esibiti col loro cognome. Ma appunto sono loro che offrono servizi e prestazioni e cercano adesioni, clienti, incarichi, collaborazioni, interessenze. Ma chi sono veramente questi provocatori, sedicenti esperti a 360 gradi? Chiedetevelo, riflettete, o sporadici lettori.
Enrico 1°. Valgano in linea di massima, pur con qualche distinguo dovuto al fatto che non fornisce il suo cognome, le considerazioni fatte per gli altri 2 compari.
Nella rottura degli argini questi, che è il più violento e minaccioso del terzetto, nel suo intervento del 24 scorso continua interessatamente a lisciare il Caprino. D’altra parte dove andrebbe a sproloquiare? GialloFastidio non c’è più. Perché non ci spiega perché Giallofastidio non è più operativo? Parla di elementi concreti ed oggettivi ma non li elenca e non spiega perché sono tali e non li documenta. . Si lamenta del mio anonimato. Ed il suo? Io ho spiegato ed ammesso che ho paura, paura fisica di lui. Lui è un uomo, dica chi è, non il semplice nome di battesimo. Dice che non ha problemi a fornire le sue generalità però non le ha fornite e non le fornisce. Facciamo così: fornisca lui nome, cognome, luogo e data di nascita, indirizzo e quant’altro ed anch’io (ovviamente dopo aver controllato la veridicità dei suoi dati) fornirò le mie. In verità lui ha sempre e solo saputo minacciare con stampo dichiaratamente mafioso, ripeto mafioso, fatto di iniziali di nomi, di sigle, con prospettazione di danno e robaccia simile. Adombra che io lo conosca. Non so, non credo, sono lontanissima dal suo ambiente e dalla sua cultura maschilista (anch’essa tipica mafiosa). Certo lui mi assegna identità di cui chiaramente neanche lui è convinto ma che servono, in cuor suo, a frastornare e a spaventare oltre che a depistare gli altri lettori. Ripeto, attendo la divulgazione coram populo delle sue generalità.
Nel frattempo anche nel suo ultimo intervento del 24 scorso non ha mancato di minacciarmi in modo anche scoperto. Tanto da accorgersene subito dopo e correre a riscrivere un’appendice precisando che la sua non è una minaccia ma una promessa. Sì una promessa, come quella di un mafioso: “io non minaccio di accopparti, prometto semplicemente che ti accopperò”. Pensate un po’ da quale simpatico soggetto dovrei farmi conoscere.
Non ho altro tempo, mi accorgo di aver parlato poco del Menegon. A parte che siamo lì con gli altri due componenti del terzetto, sarà per un’altra volta (Enrico 1° permettendo).
Ciao gente.

Ma come LdR "deroghi"? Guarda che hai già "derogato" troppo in passato, rispetto a quello che sapevi avresti dovuto dare! Ma pensa, adesso ti spacci anche per una povera multata dal T-RED, ma quanto sei ridicolo! Sei davvero privo di ogni dignità morale e non perdi occasione per lanciare il sasso nascondendo prontamente la mano e per giunta da dietro una barricata, per cercare così di non farti riconoscere. Attacchi Caprino, fai illazioni circa il fatto che io me lo stia "lisciando", ma non ottieni credito da nessuno perchè sei solo un poveraccio che ormai sente il fiato sul collo e capisce che sono finiti i giorni per andarsene in giro in giacca e cravatta con la bella SW che hai comprato grazie a qualcun altro. Chi sono io? Io sono proprio quel qualcun altro ed il mio nome di battesimo è appunto Enrico, riguardo il "(1°)" credo di aver già spiegato il perchè di tale aggiunta, ma tu continui a storpiare il mio nickname, fai finta di non conoscermi e continui a darmi del mafioso, come hai fatto già troppo volte. Non mi sono affatto corretto il 24 u.s., ho solo fatto una precisazione per evitare che tu capissi male il messaggio...Non tentare invano di strumentalizzare i fatti, ormai è tardi, non ti servirà a nulla! Cerca di dimostrare un minimo di dignità ed umiltà ed abbassa la testa come ho fatto io! Ah già scusa dimenticavo che tu sei l'alfa e l'omega e quindi non puoi abbassarti al livello di noi comuni mortali. Cerchi di sviare, di confondere, di depistare, sono certo che non usi nemmeno la tua e-mail per scrivere sul blog, in modo da rimanere nell'ombra ma tutto questo di ti servirà a salvarti dal tuo destino e dalle tue responsabilità. Non ti saranno di aiuto nemmeno i tuoi amici "importanti" che o ti seguiranno nel baratro oppure di scaricheranno alla prima occasione. Ormai ci siamo manca poco, domani si aprono le danze. A presto!

[risponde Maurizio Caprino] Sarei felice se la discussione restasse su aspetti tecnici, tanto più che ce ne sono ancora di non risolti. Per esempio, la possibilità che in alcune sequenze alcuni frame siano ripetuti, rendendo difficile valutare il comportamento del trasgressore o presunto tale.

Ha ragione Caprino, e le do piena ragione anche se so che LdR sosterrà che lo faccio per "lisciarla". Le "discussioni" proposte in questi termini, appaiono più come degli scontri a distanza e risultano alquanto sterili e non conducono a nulla, per questo chiedo scusa a Lei ed a chi legge, ma sono stufo di sorbirmi le solite arringhe difensive di Ldr pro S.A.. Di cose che non funzionano ce ne sono molte, ma ora che finalmente si è compreso che al Ministero c'è "il nulla" depositato, è tutto più chiaro, ovvero è lampante che le varie anomalie riscontrate sono il frutto del mancato deposito del prototipo, della mancata verifica tecnica del dispositivo, in conclusione di un'omologazione farlocca! Questa è l'unica verità che sarà diffile smontare!

Caprino
In questa vicenda delle sanzionatrici automatiche al semaforo, ho sostenuto come ancora sostengo delle ipotesi per nulla di comodo. Gran parte di queste ipotesi poggiano su riscontri puntuali ed inconfutabili.
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Ho rubato il mio tempo a me e alla mia famiglia, con la stessa caparbia solitudine di chi scala una vetta, e poi un'altra ed un'altra ancora.
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Lei per la verità ha cercato di confutare quanto nel tempo ho scritto sul tempo di giallo, in buona fede ritengo, con gli strumenti che ha, riferendosi a percezione ed esperienza personale.
Il lavoro che ho svolto sul tempo del giallo lo ritengo concluso, nulla posso ancora aggiungere per convincere chi non può o non vuol capire.
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Molti invece hanno letto e ponderato, almeno in quindici Università Italiane qualcuno ha scaricato l'analisi stocastica del comportamento al semaforo. Non conosco il ritorno, non ho contatti.
Così come non ho contatti con le organizzazioni governative che dalla Norvegia, dalla Korea, dall' Inghilterra, dagli Stati Uniti accedono al testo. Facciano Loro al caso si prendano i meriti che a me piace fare il falegname.
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Non dubito che molte sanzioni sono state erogate per infrazioni reali, ma chi eroga sanzioni non può infrangere la legge per punire qualcuno sparando sulla massa. Sempre mi avrà contro.
Senza nemmeno preoccuparsi di effetti collaterali tanto ampi da diventare il vero bersaglio.
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Caprino Lei ha buon senso, abbastanza per superare al caso gli arabeschi bizantini verso cui a volte è incline, quindi utilizzi il buon senso per argomentare domani su quanto Le propongo.
Le invio la perizia integrale che ho svolto sul Tred, il documento è già all'esame della Procura di Perugia, da domani anche alla Procura di Verona. E' una sconfitta per tutti dover passare per le Procure per far valere ragioni dettate dal buon senso.
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Come Lei sa ho porto la mano, le risposte che ho avuto sono state però rimbalzi su un muro di gomma. E' andata così.

Antonio Menegon

Ma lei Caprino è proprio così ingenuo o il suo ruolo (di gestore del blog, s'intende) le impone di farlo? Ma cosa vuole che importi a qualcuno il frame (che suppongo essere un fotograma o giù di lì) o pinzallacchere varie come diceva Totò? Questa, il terzetto, è gente che bada a ben altra polpa e mi sembra macroscopico, per non dire colpevole, non accorgersene. Eppure avevo parlato di sterco del demonio proprio per rendere non dubbia la mia valutazione. Che, purtroppo per l'assatanato Enrico di Baviera, è quella proprio di una persona normale e per bene che ha visto certi maschietti fare delle cose gravi, gravissime, meschine e ripugnanti e sta cercando di farle capire a lei e, possibilmente, a qualche altro lettore. Punto. Tutto il resto è reazione scompostissima ed incontrollata da un lato ed interessato polverone dall'altro. Lei, data la sua origine, dovrebbe sapere che se il diavolo l'accarezza (i.e. lisciarla) vuole l'anima di un caprino. Poi, per carità, ognuno fa gli acquisti e le vendite che vuole. Si faccia spiegare da Marcon, Menegon ed Enrico da Rotterdam loro cosa comprano e cosa vendono. E cosa compensano attraverso il baratto.
Enrico, Enrico, Enrico conosce lei quel detto che una persona può imbrogliare sempre un'altra specifica persona (indovinate chi) ed imbrogliare una volta tutte le persone ma imbrogliare sempre tutte le persone è praticamente impossibile? Suvvia, sia gentile, educato, non violento almeno una volta! Le costa tanto sacrificio? Ma lei è un uomo mica un mona qualsiasi. Stia calmo, respiri profondamente, lasci sbollire l'ira e capisca una volta per tutte che lei non può darmi l'identità che più le aggrada. Troppo comodo togliermi financo il titolo (e il dispiacere) di multata, attribuirmi l'identità che più le torna comodo (così come è comodo urlare: dagli all'untore/untrice) e furbescamente, ripeto furbescamente non declinare le proprie generalità, comprensive di mestiere e quant'altro. Insomma è come urlare "al ladro, al ladro" mentre si allungano le mani per sgraffignare il portafogli del vicino. Bell'espediente vero? Sì, mi sembra doveroso che i pochi lettori di Caprino leggano queste umane ed evidenti notazioni sul terzetto delle meraviglie. In particolare queste modeste riflessioni le dovrà leggere il padrone di casa Caprino. Ripeto aspetto di conoscere le generalità complete di Enrico 1° della Serenissima per poter poi dare le mie. Buona lettura.
Lia da Rodi

[risponde Maurizio Caprino] Beh, su un sistema che si basa esclusivamente sul trattamento dell'immagine, che l'immagine in questione sia affidabile al cento per cento mi pare il minimo. Questo, beninteso, non toglie che io resti convinto che la stragrande maggioranza dei multati abbia torto e che potenzialmente il T-Red sia superiore agli altri sistemi.

Mi raccomando Caprino, anche se le dovessero pervenire degli stralci delle indagini suppletive depositate oggi dalla Dott.ssa Ardito, presso il Tribunale di Verona, contro il "T-RED" ed il suo ideatore ing. Stefano Arrighetti, non Le venga in mente di pubblicarle, ovvero non si azzardi a darne notizia in nessun modo, altrimenti LdR potrebbe arrivare, "con il supporto delle 5-6 persone dotate di normale equilibrio e buonsenso che, indignate al pari di lui, lo confortano" e farle rimpiangere amaramente tale sua eventuale iniziativa. Potrebbero arrivare a farla radiare dall'albo dei giornalisti per reiterata ingenuità! Spero che LdR per il momento si accontenterà di vedere qui riportate le generalità del citato insegne inventore, perchè per le mie dovrà attendere ancora un po'. Riguardo le Sue curiosità Caprino, abbia pazienza e vedrà che la Giustizia fornirà ogni spiegazione sempre che non riescano ad imbavagliarla.

Ho aspettato a rispondere, che "Lia da Rodi", ultimasse i continui e gratuiti attacchi, accuse infamanti ed allusioni sul mio conto e di altri.
Si vada a leggere "gli stralci delle indagini suppletive depositate il 30 novembre dalla Dott.ssa Ardito, presso il Tribunale di Verona, contro il "T-RED" ed il suo ideatore ing. Stefano Arrighetti". Enrico, dimentica una cosa, in quei documenti, anche il Ministero e tutte le Amministrazioni sono state rimesse in discussione.
Comunque il/la Lia da Rodi, ora ha superato il limite nei miei riguardi, la/lo capisco, ma è giunto il momento come han detto i miei legali, di depositare una querela per diffamazione. E lo farò.
Non si è limitata di esporre le proprie ragioni, ma ha sempre e solo accusato e infamato il lavoro altrui. Non aggiungo altro, lo aggiungeranno i miei legali e la magistratura.

[risponde Maurizio Caprino] Se tutti ci limitassimo a esporre esclusivamente e in modo compiuto le argomentazioni tecniche alla base delle nostre convinzioni, sarebbe molto meglio. Per tutti.

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