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La Citroen C4 strizza l’occhio a chi lascia l’auto in doppia fila

L'ambientazione è milanesissima: si parla dei turisti stranieri che attraversano la strada per andare a visitare il Castello Sforzesco, facendo fermare il traffico. Questo è solo l'inizio di una lunga serie di stop, enfatizzata dallo spot radiofonico della nuova Citroen C4 per dire che la vettura ha lo start and stop, che in situazioni del genere spegne il motore e così, in qualche misura, abbassa i consumi. Che c'è di strano?


C'è che, come nota giustamente Paoblog, una delle soste descritte ha luogo all'edicola. Come dire che, anche nella Milano che si aggrappa a limiti di velocità impraticabili per mettere sotto al tappeto le polveri sottili, manca la coscienza civica necessaria per non fermarsi in doppia fila quando si compra il giornale. Per andarci a piedi, evitando di dare un ulteriore contributo all'inquinamento (anche se poi ci sino tante altre fonti estranee all'auto che pure contribuiscono). Questo almeno nello spot, quindi nella mente dei creativi che lo hanno partorito. Come se ci si trovasse nella tipica, indolente città del Sud dove ognuno, almeno negli stereotipi, fa ciò che gli pare.

In effetti, però, non è raro trovare veicoli parcheggiati fuori posto anche a Milano. Non voglio fare sociologia né campanilismo, ma è così. Anche perché la città è piena di lavori in corso ed evitarli prendendo le intasatissime tangenziali è spesso un rimedio peggiore del male. E allora non resta che fare appello ai pubblicitari affinché non peggiorino le cose: era poi così difficile inventare un altro esempio di interruzione della marcia per arrivare a riempire tutto il tempo dello spot? Non si chiede di fare pubblicità-progresso, ma almeno di lanciare messaggi corretti. E' troppo?

  • fabio pennacchi |

    Buongiorno signor Caprino,
    è di oggi(fonte Ansa) la notizia che a seguito di incidente verificatosi sul Grande raccordo anulare di Roma, un bambino è morto capultato fuori dall’auto nella quale viaggiava.
    Risiedendo fuori Roma, percorro diverse decine di chilometri su strade urbane ed extraurbane notando spesso bambini lasciati “allo stato brado” sui sedili posteriori o peggio ancora su quelli anteriori.
    Non sarebbe il caso di mettere l’accento,da parte di tutti i mezzi di informazione, al verificarsi di tali incidenti, su i rischi del mancato uso dei sistemi di ritenuta “teoricamente obbligatori” e un probabile rifiuto di risarcimento da parte delle compagnie assicuratrici?
    A proposito, in città, ma anche fuori, vedo molta solerzia nell’uso di autovelox e simili ma quasi mai applicare la stessa severita’ per altri tipi di infrazione molto più pericolosi di un superamento di 20 o 30 km orari.
    Distinti saluti
    Fabio Pennacchi
    Fregene Roma

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