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Le gomme invernali funzionano. Ma il Codice le rende pericolose

Non c'è partita: con le gomme invernali (spesso impropriamente definite "da neve" o "termiche") si arriva dappertutto (salvo che sulle salite più ripide e ghiacciate) e si guida più tranquilli. Per chi ancora non ci crede, ci sono gli ultimi test organizzati da Pneumatici sotto controllo. Il problema è che, tra quelli che non ci credono, mi pare ci sia pure il legislatore: a fronte di un timido riconoscimento concesso alle gomme invernali con la riforma del Codice della strada (con la possibilità di imporle per tutta una stagione, in alternativa alle catene), fa sopravvivere regole anacronistiche che possono addirittura rendere più pericoloso l'uso di queste gomme.

Mi riferisco alla possibilità di:

– montare le gomme invernali solo su due ruote (l'unico vincolo è di siano dello stesso asse – e vorrei vedere!), il che aumenta di molto il rischio di sbandata;

– arrivare ad appena 1,6 millimetri di battistrada, quando invece le gomme moderne sotto i 3 millimetri peggiorano notevolmente;

– circolare senza vincoli montando anche gomme M+S adatte al fuoristrada e non specializzate per l'inverno.

Circolare con le gomme invernali solo sulle ruote motrici non è vietato e qualche gommista lo consiglia pur di non perdere un cliente che altrimenti resterebbe con le estive. Quel che è peggio è che la cosa sembra anche funzionare: quando ci si avvia, la vettura avanza senza la minima esitazione, infondendo sicurezza. L'impressione è di essere su una strada normale con gomme normali, soprattutto se si guida con prudenza. Poi però anche ai più prudenti può capitare una manovra un po' brusca e lì son dolori: se avete la trazione anteriore l'auto scoda, se siete tra i pochi che hanno la trazione posteriore proseguirete diritti nonostante ogni tentativo di girare lo sterzo (che riprende un minimo di direzionalità solo a velocità prossima allo zero) e solo tirare il freno a mano può un po' migliorare le cose. Qualche "smanettone" potrebbe ribattere che è troppo divertente guidare una trazione anteriore su neve mantenendo le gomme estive dietro e questo è innegabile. A prima vista, non sembra nemmeno pericoloso: nel test di slalom che ho effettuato io con Pneumatici sotto controllo, con Esp inserito, è bastato essere pronti a percepire l'accenno di sovrasterzo del retrotreno e ridurre di conseguenza l'angolo di sterzo, senza mai arrivare a dover controsterzare. Solo che basta quell'accenno di sovrasterzo per far spaventare la stragrande maggioranza dei guidatori, che quindi può spaventarsi e sbagliare tutto. Inoltre, il test consisteva in un bello slalom tra birilli messi in sequenza stretta, dove era impossibile superare i 30 all'ora. Immaginate di dover evitare un ostacolo anche solo a 50 all'ora e la musica cambia. Lo ha dimostrato anche il test di frenata con evitamento ostacolo proprio a quella velocità: ci vogliono tanto manico e un'immensa fortuna (che non faccia trovare tutta neve e nemmeno un centimetro quadrato di ghiaccio) per riuscire a non girarsi.

Quanto allo spessore del battistrada, il valore di 1,6 millimetri fissato dall'appendice VIII al Regolamento di esecuzione del Codice della strada è decisamente figlio della sua epoca. Ma rispetto a vent'anni fa le gomme sono molto cambiate e, soprattutto, si sono "specializzate". Il caso più clamoroso è proprio quello delle invernali. Che, su neve e ghiaccio, fanno miracoli non tanto per la mescola più morbida rispetto alle estive, quanto per il fatto di avere le "lamelle" (solchi sottilissimi e profondi intagliati sui tasselli del battistrada): la neve viene "catturata" da esse (infatti una gomma invernale su neve si riconosce perché la parte a contatto col suolo resta bianca) e sfrega contro l'altra neve che copre la strada. Proprio questo attrito neve-neve determina la maggior aderenza. Ovviamente, se le lamelle sono poco profonde, viene compromessa la loro capacità di trattenere abbastanza neve per fare attrito, che si riduce pericolosamente sotto i 3 millimetri.

Le lamelle spiegano anche perché le "semplici" gomme M+S non vanno più bene: sono la principale differenza rispetto a vent'anni fa, quando le prestazioni erano molto più scarse.

Tutto questo è stato abbondantemente spiegato dall'industria alle autorità. Adesso chi si prenderà la briga di dettare regole più aderenti alla realtà e restrittive, senza aver paura di passare come affamatore del popolo perché costringe la gente a una spesa in più?

  • Giuliano |

    La mia prima volta:
    Premetto che ho un’esperienza di guida intensa su ghiaccio e neve ultradecennale (con catene e senza).
    La mia prima esperienza con gomme termiche è stata letteralmente terrificante:
    Gomme invernali con appena 100 km d’uso, cielo annuvolato, strada asciutta, su percorso autostradale ad un max di 100/130 in un sorpasso mi sono trovato a pattinare per centinaia di metri e solo per miracolo me la sono cavata, costringendomi ,in seguito, a guidare sempre sotto i 100 orari.
    Il controllo (a destinazione) effettuato dal gommista ha rilevato solo una leggera sovrapressione (circa 0,4 atm) in seguito quei problemi non si sono più ripetuti, pur permanendo il terrore durante la guida.
    Conclusione:
    al rientro delle gomme estive, credo che abbandonerò definitivamente quelle invernali, limitandomi ad usare le catene se indispensabili rischiando l’eventuale multa (catene non omologate)

  • romano |

    Oggi ho montato le gomme termiche su una bmw x6. Considerato che nella mia zona nevica mediamnete una volta ogni 4 o 5 anni e la neve dura un giorno o due, mi sembra veramente un voler creare un sistema per far spendere soldi senza motivo. Sarà che ho cambiato cerchi ( da 20″ a 19″) e marca ( da Dunlop a Continental) ma sul bagnato ho perso quella sicurezza che avevo prima. Non so sulla neve, ma sul bagnato trovo che siano veramente penose.

  • peofsz1600 |

    1,6 mm sono una profondita’ della scolpitura insufficiente anche con le estive, soprattutto se molto ribassate.
    Piuttosto le normative italiane nulla dicono sull’anzianita’ degli pneumatici, e nel mondo delle auto storiche non e’ raro vedere vetture con pneumatici ultradecennali ed in alcuni casi anche con piu’ di 20 anni di vita. D’altronde anche l’ASI mi sembra peccare in proposito offrendo punteggi migliori a chi presenta la vettura con pneumatici di equipaggiamento originale (inteso come pneumatico conservato nel tempo).

  • ptprince |

    Io appartengo alla schiera dei contrari. Mi spiego meglio, non ho nulla contro le gomme termiche a priori, ne conosco pregi e limiti.
    Mi preoccupa che, complice anche le conoscenze di legislatori ed amministratori di cui poco sopra abbiamo fuglidi esempi, ci si possa orientare verso obblighi stagionali da reprimere, in caso di infrazioni, con multe salate.
    Credo invece che l’industria della gomma abbia l’obbligo morale di orientare la propria ricerca e produzione verso un prodotto realmente polivalente, da tenere montato 365 giorni all’anno.
    All’automobilista, poi, specie a quello che, come i lettori di cui sopra, si dichiara “illuminato”, di prendere sempre con beneficio di inventario il risultato numerico dei test.
    Trovo ridicolo gioire di pochi metri di vantaggio in condizioni di prova, magari con pneumatici forniti dal produttore e di mescola sceltissima (ricorda il caso delle Dacia, Caprino?) e magari avere un crollo prestazionale nel giro di poiche centinaia di chilometri…
    No, signori, sarò all’antica ma la prestazione va valutata nel complesso e, soprattutto, nelle reali condizioni di utilizzo che, anche all’interno di una stessa Provincia, possono essere assai eterogenee.
    E, lo consiglierò fino alla morte, termiche o no tutti tengano le catene nel bagagliaio.
    (E’ notizia di questi giorni che un “fenomeno del volante” dotato di Subaru Legacy e quattro termiche, nel Torinese, ha intentato causa al gestore della strada perché pur viaggiando entro i 50km/h ha distrutto la sua vettura. Direi che a simili cervelli, probabilmente obnubilati dai risultati dei test sbandierati da testate automobilistiche, questo è il meno che si possa augurare)

  • Hulule |

    Uso le invernali da alcuni anni e posso confermare che sono molto efficaci; concordo con i commenti precedenti e con quanto espresso nell’articolo; voglio solo fare notare che il costo in più, rispetto all’uso delle sole gomme estive, è molto limitato: le invernali costano poco di più e, quando sono montate, si usurano quelle e non le estive, che, quindi, durano di più.

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