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Se George Michael fosse stato beccato in Italia

Otto settimane di prigione e sei mesi di sospensione della patente. Secondo le cronache, si è chiusa così la disavventura di George Michael, che a luglio aveva fatto un incidente mentre guidava dopo aver preso cannabis. Tutto sommato, una condanna lieve, soprattutto considerando che la Gran Bretagna passa per essere severa sulla droga: è uno dei pochi Paesi in cui si può essere puniti sempre, cioè in ogni caso di guida dopo aver assunto sostanze. Anche se le si è prese settimane prima, per cui sono ancora rintracciabili nell'organismo ma non hanno più alcun effetto sulla guida.

In Italia si voleva fare lo stesso con la riforma del Codice della strada, ma il tentativo è abortito. Bisogna quindi continuare a dimostrare che l'effetto persiste (e la riforma lo ha reso più difficile, perché per errore nel testo è rimasta l'abolizione della visita medica che serviva a proprio a dimostrare questo e che era stata cancellata nella prima versione della riforma proprio perché si era stabiito di eliminare pure il "sotto effetto"), cosa che contribuisce a tenere bassi i casi puniti (c'è tutto un lavoro da fare). Ma le condanne erano più pesanti e sono state ulteriormente appesantite dalla riforma: la patente viene sospesa per almeno un anno e la detenzione minima (almeno nominalmente) è di sei mesi. Inoltre c'è la confisca del mezzo. Ora però è previsto anche l'affidamento a servizi di pubblica utilità proprio nel settore antidroga.

  • Paoblog |

    Bè la recente condanna, mi da un minimo di speranza circa la certezza della pena, leggera quanto si vuole, ma almeno qualcosa si fa.
    [risponde Maurizio Caprino] Ma non è detto che la condanna corrisponda a giorni di prigione effettia.

  • Paoblog |

    Leggo di George Michael e penso a Fabrizio Corona che, ridendo e scherzando, continua a fare bravate in auto.
    [risponde Maurizio Caprino] E chi garantisce che non faccia lo stesso anche George Michael a Londra?

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