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Ma davvero la Citroen non ha motori Euro 5?

Questa sì che sarebbe una notizia. Buttata lì - tra le righe in cui il direttore di "Quattroruote" cerca di difendere da agguerriti frequentatori dell'omonimo forum l'operazione con cui la rivista "approva" (https://mauriziocaprino.blog.ilsole24ore.com/2010/09/quattroruote-le-vendite-promozionali-e-la-trasparenza.html#tp) 18 modelli Citroen per la verità non irresistibili (http://forum.quattroruote.it/posts/list/38695.page) – si legge questa frase: "La Casa francese, non senza difficoltà perché certi motori non c’erano proprio…". Il riferimento è ai motori Euro 5, che "Quattroruote" ha posto alla Citroen come (discutibile) condizione per l'approvazione. E il fatto che i francesi non abbiano propulsori aggiornati desta a prima vista meraviglia.

Sì, perché le norme europee antinquinamento si susseguono da vent'anni (volendo considerare solo quelle dell'epoca del catalizzatore) a cadenze tanto regolari e preannunciate che i costruttori ci regolano su "l'orologio" della propria produzione. Se non altro perché sono norme regolarmente pubblicate (oltre che concepite ascoltando anche l'industria). Il risultato è che da sempre l'anno precedente all'entrata in vigore di un determinato standard obbligatorio vede restyling e modifiche di gamma nel cui ambito si approfitta (con più o meno enfasi mediatica, secondo le convenienze commerciali del momento) per aggiornare i motori. Il 2010 è proprio uno di questi anni: l'Euro 5, già obbligatorio dal 1° settembre 2009 per tutti i modelli di nuova omologazione, sarà condizione necessaria per immatricolare qualsiasi auto nuova dal 1° gennaio prossimo (faranno eccezione – come da regola generale europea – solo le "fine serie", ossia vetture in questo caso Euro 4 invendute che non possono superare il 10% del venduto dell'anno precedente e vanno smaltite entro il 31 dicembre 2011, con l'autorizzazione della Motorizzazione).

Ora, vedere la notizia secondo cui la Citroen a quattro mesi dall'obbligo di Euro 5 non è ancora pronta fa scalpore. Molto probabilmente la frase del direttore di "Quattroruote" non è da interpretare letteralmente (ci sta usare espressioni un po' forti, soprattutto in blog e forum). Così si può pensare che per la Citroen il problema sia un altro: smaltire gli Euro 4 avanzati in misura superiore ai programmi a causa di un 2010 particolarmente depresso (questo vale pressoché per tutti i costruttori in tutta Europa, essendo finiti gli incentivi e rimasta la crisi economica). La notizia, quindi, sarebbe questa. Assieme al fatto che prima "Quattroruote" sulla guida all'acquisto in periodo di cambi di standard antinquinamento di "dilungava" di più. Ricordo una vera campagna di stampa che facemmo per mesi tra fine 1999 e inizio 2000.

Già, perché i costruttori fanno il loro mestiere e ovviamente puntano a smaltire le scorte, salvo il giorno dopo vantare i pregi dei nuovi prodotti. Facciamo solo un esempio degli ultimi anni, piuttosto significativo. Vi siete mai chiesti il perché della scelta commerciale "suicida" della Ford, che ha coperto buona parte degli anni di boom del Gpl con un motore 2 litri sulla Focus invece che con un ben più appetibile (per quel tipo di clientela) 1.6? Semplice: a livello europeo c'era una sovrabbondanza di 2 litri. Smaltita quella, si è passati al 1.6.

  • No name |

    Cavicchi – purtroppo – straparla. Il gruppo Psa di cui Citroën fa parte dalla costituzione nel 1974 è uno tra i più importanti produttori di motori a livello mondiale. Tanto da, giusto per fare un esempio, fornire a Bmw i propulsori delle Mini.
    Quindi è del tutto inverosimile che non esistano le motorizzazioni Euro5: basta guardare i siti francesi e tedeschi della casa per scoprire che le versioni Euro5 sono già da tempo in vendita. Ergo: o Cavicchi non è informato, e allora va a dirigere la gazzetta del diportista, oppure… mi taccio per non offendere.
    Il problema di Citroën è un altro: previsioni di vendita poco indovinate a livello europeo l’hanno lasciata con piazzali pieni di modelli Euro4 dalla scarsa appetibilità commerciale. Ecco quindi il motivo dell’aggressiva politica di vendita – con abbondanti investimenti in pubblicità televisiva – sul mercato italiano, più sensibile al fattore prezzo a scapito delle emissioni rispetto a quello francese. Ed ecco pure la ritrosia del marchio nell’aderire a una iniziativa che, di fatto, contraddice la politica commerciale del “fuori tutto” finora adottata.

  • Mario |

    Non posso credere che a distanza di così lungo tempo dall’obbligo di montare motori Euro 5 sui modelli di nuova omologazione e a meno di qualche mese da quello di immatricolare solo auto che rispettino lo standard Euro 5 Citroen abbia ancora difficoltà a reperire motori di ultima generazione. Se lo fosse, l’iniziativa pubblicitaria più appropriata, sarebbe stata quella di incentivare massicciamente lo smaltimento dello stock piuttosto che ricorrere all’approvazione di Quattroruote che spinge in senso inverso. L’Euro 5 prevede un abbattimento per i motori a benzina del 25% degli ossidi di azoto e per i motori diesel dell’80% del particolato. Non sono bruscolini. Le case hanno avuto circa due anni per adeguarsi, se Citroen non fosse davvero in grado di farlo tutto lo staff dirigenziale dovrebbe avere il coraggio di ritirarsi. La dichiarazione del direttore Cavicchi mi sembra pertanto buttata lì per sostenere l’iniziativa. Iniziativa che fra l’altro Cavicchi definisce “informazione pubblicitaria”. Un altro punto da richiamare e che Maurizio Caprino aveva colto nel suo precedente post riguarda la garanzia. Il codice del consumo prevede due anni di garanzia al consumatore finale senza limiti di chilometraggio. Se per ottenere l’approvazione di Quattroruote Citroen ha dovuto acconsentire a estenderla a cinque anni dovrebbe chiarire e scrivere se si tratta di un’estensione di tre anni della garanzia biennale legale (e quindi con le stesse modalità e diritti per il consumatore) oppure si tratta di estensione contrattuale con modalità diverse non dichiarate nell’informazione pubblicitaria (magari con polizza di assicurazione). Se così fosse basterebbe una semplice segnalazione (anche telefonica) all’Antitrust per aprire un’indagine per sospetta pratica commerciale scorretta. L’eventuale multa potrebbe arrivare al 10% del fatturato annuo. Ultimo punto è il 10% di garanzia sul valore residuo della vettura Citroen a partire dal 4° anno di vita del modello acquistato. Che valore può avere una tale garanzia se a produrre i valori dell’usato sarà fra 4 anni lo stesso Quattroruote con cui Citroen ha concordato l’iniziativa? Un tale accordo potrebbe far sospettare una combine a scapito dell’ignaro acquirente. Anche su questo sarebbe interessante sentire il parere dell’Antitrust e magari dell’Agcom (Autorità del garante della comunicazione).

  • Paoblog |

    Mancava un pezzo…
    °°°
    Che poi siano ancora in produzione e/o vendita delle Euro 4, non ci piove, l’invenduto dovrà pur essere smaltito…ma da qui a dire che l’operazione Quattroruote ha spinto la Citroen a dotarsi di motori Euro 5, ce ne vuole.

  • Paoblog |

    La vera meraviglia l’ho provata quando sono andato a guardare il famoso Listino di Quattroruote ove, oltre all’evidenziazione in giallo fluo, delle versio Approvate da 4R, ho notato che tute le vetture indicate sul listino (e non sono poche) sono già Euro 5, tranne due C5. Vien da chiedersi se il neo-Direttore Cavicchi sappia quel che dice.

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