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Il bimbo morto, il downsizing e il crash-test che (in Europa) non c’è

La notizia di stamattina è proprio brutta: di due fratellini che alle 7,30 viaggiavano su una Lancia Y da Manfredonia verso Foggia, il più piccolo (due anni) è morto e il più grande (quattro) è grave in ospedale. Le cronache riferiscono che il più grande è stato sbalzato fuori dalla Y, tamponata da una Renault Scenic mentre si reimmetteva in carreggiata da una stazione di servizio. Fin qui, tutto lascia supporre che sia il solito, doloroso caso di bambini messi in macchina senza seggiolino. E invece pare proprio di no: le cronache danno per certo che entrambi i bimbi fossero allacciati. E allora?

Se le cose stanno così, il problema sembra stare soprattutto nella differenza di peso e dimensioni delle auto scontratesi e nel fatto che in Europa non ci sono crash-test severi sui tamponamenti. Data l'età, è infatti presumibile che il bimbo più piccolo viaggiasse dietro, molto esposto all'urto della Scenic: la Y è corta e un altro veicolo più pesante e lanciato in velocità "fa presto" a penetrare nella sua struttura arrivando al sedile posteriore. Questo fa riflettere, in un'epoca in cui si magnifica il downsizing. Anche perché credo che finora solo la Toyota con la iQ si sia posta il problema di commercializzare in Europa un'auto piccola (molto piccola, più di tante altre "cittadine", per essere onesti) dotata di airbag posteriori.

Quanto all'altro bimbo, il fatto che sia stato sbalzato può suggerire due cose: che non fosse stato allacciato correttamente (capita spesso) o che i seggiolini previsti per la sua fascia di età hanno ancora da migliorare. Infatti, sono dispositivi che utilizzano le stesse cinture del veicolo, che i bambini spostandosi possono rendere inutili o quasi.

Ovviamente queste sono considerazioni smentibili in qualsiasi momento da una perizia approfondita sull'incidente di stamattina. Che quindi è stato solo l'occasione per riflettere sui problemi di sicurezza bambini che urti del genere pongono più di frequente.

P.S.: come volevasi dimostrare, le cronache sono state smentite dalle immagini del tg. Non è stato un tamponamento, dalle immagini sembra più un urto laterale. Inoltre, qualcuno ipotizza che il bimbo fosse sul seggiolino ma non allacciato. Aggiungerei io "non correttamente allacciato", visto che pure questo capita non di rado (per fretta, ignoranza eccetera). Insomma, riflessioni diverse da quelle suggerite dalle prime notizie. Sia le une sia le altre hanno il loro valore, secondo il caso concreto. Delle une e delle altre è bene che chiunque trasporti bambini in auto tenga conto.

  • Claudio Cangialosi |

    L’argomento è caldo ed importante, pertanto ho scritto un mio articolo che apre a nuovi scenari di colpevolezza.
    http://www.sicurauto.it/blog/news/il-bimbo-morto-a-manfredonia-colpa-dei-genitori-o-del-seggiolino.html
    Sperando che si faccia presto luce sulle reali cause.
    A presto!

  • Franz |

    Per aumentare il grado di tutela delle fasce “deboli” degli utenti della strada (pedoni, ciclisti, automobilisti e passeggeri a bordo di piccole utilitarie) occorrerebbe porre un limite legale alla massa degli autoveicoli.
    Altrimenti continueremo con la corsa a chi guida il mezzo più pesante, con le conseguenze devastanti che vediamo ogni giorno sulle nostre strade.
    Una simile misura avrebbe benefici significativi dal punto di vista dell’efficienza energetica del parco circolante (minori cilindrate, minori consumi) e del comportamento di guida (minori prestazioni, niente più X5 o Q7 lanciate a velocità folli).
    Un’osservazione per Marco: mai pensato che possa essere la corsa ai SUV e ai pick-up poco oculata, anche considerati gli enormi problemi di congestione di tutte le nostre città?
    [risponde Maurizio Caprino] Il problema è che avremmo un periodo transitorio lunghissimo: non possiamo certo demolire coattivamente tutte le vetture pesanti, dovremmo aspettare che si riducano per ragioni fisiologiche e questi non sono processi rapidi..

  • Marco |

    L’articolo è sicuramente una riflessione molto importante sulla sicurezza stradale.
    Sono un padre di due bambini e mi sono spesso posto questo problema.
    Sono completamente d’accordo sulla pericolositá delle piccolissime per i passeggeri della parte posteriore. Questa ricerca del piccolissimo, specialmente in questi anni dominati da suv, mpv e pick-up mi sembra poco oculata. O si limita la velocitá dei grandi veicoli o si regola diversamente la normativa sui veicoli piú piccoli o comunque monovolume. Ed adesso che si sta pensando sempre più alle elettriche, mi auguro che si rifletta sulla compatibilitá del parco macchine realmente circolante.
    Spesso si dimentica che negli impatti, mentre la massa contribuisce in maniera lineare, la velocitá ha un fattore quadrato. Per esempio a 110 km/h si ha un effetto quasi doppio che a 80 km/h a paritá di massa. Figuriamoci con masse notevolmente differenti.
    Mi auguro che questi post possano trovare più spazio nei blog e che sempre più persone possano capire le possibili conseguenze dei propri acquisti.

  • No name |

    Forse sarebbe giusto ricordare anche una cosa: che la sicurezza passiva (cinture, strutture, seggiolini) è un magnifico strumento.
    Ma delle due l’una: o torniamo al socialismo reale con un unico modello di vettura circolante (la trabant?), rigorosamente coerente per dispositivi di sicurezza, masse e velocità ammesse con le altre.
    Oppure entriamo nel mondo reale e parliamo di sicurezza attiva dove sono basilari l’addestramento dei conducenti (in questo caso qualcuno ha evidentemente misvalutato la velocità dell’altro veicolo) e l’avvento di dispositivi attivi (stile frenata d’emergenza automatica) in parte ancora futuribili o comunque soggetti a sviluppo e collaudo. Giusto per fare un esempio la frenata “evita-pedone” di Volvo interviene solo entro i 35 chilometri orari…

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