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I ricorsi sui “semafori truccati” costano. E ora sindaci e cittadini si rimpallano le spese

I danni della guerra giudiziaria sulle multe ai semafori cominciano a pesare sulle tasche dei protagonisti. Così vengono fuori anche storie bizzarre, come quella di un cittadino che ha vinto dal giudice di pace contro il Vistared del Comune di Porcia (Pordenone), ma ora è andato pure in appello perché le spese legali del primo grado non erano state messe a carico dell'amministrazione che ha perso (il giudice le aveva compensate tra le parti, cioè "ognuno paga per sé") e non gli andava di rimetterci 600 euro per evitare una multa di 150 (più i taglio di sei punti dalla patente).

Ancor più bizzarra è la storia di Vittorio Veneto (Treviso), dove ci sono il T-Red e un giudice di pace che si è dimostrato ben disposto nei confronti dei multati, annullando molti verbali per vari motivi (alcuni condivisibili, altri meno). Il Comune ha preannunciato appello. Ma ora il sindaco propone a tutti una transazione: pagare 150 euro di spese per non finire in appello. In pratica, è come se si pagasse la multa annullata in primo grado, solo che i soldi vanno a coprire le spese affrontate dal Comune per resistere (invano) davanti al giudice di pace. Quindi il sindaco sa che le multe non stanno in piedi giuridicamente e quindi, pensando di non avere speranza di vittoria, cerca tardivamente di non creare un buco nelle casse comunali a spese comunque di chi è stato multato ingiustamente? Oppure sente di avere ragione e fa il magnanimo per non perdere consensi elettorali, rischiando di essere condannato per aver di fatto avviato un condono, che teoricamente sottrae gettito e che lui comunque non ha il potere di istituire?

  • giancar |

    il sistema sanzionatorio e il contenzioso così come congeniati servono solo a creare sconcerto, danni alla sicurezza stradale, devastazione della finanza pubblica.
    Un giudice di pace all’americana dovrebbe stabilire solo quanti giorni di cella deve scontare chi l’ha fatta grossa, quanti giorni di servizi sociali deve fare chi l’ha fatta media.
    Qui da noi serve per ridare al contravventore incallito la patente ritirata con fatica il giorno prima.
    Chi può permettersi un avvocato non solo la fa franca ma sbeffeggia pure l’agente e il corpo che hanno operato.
    In questo sistema i comuni che operano in materia di polizia stradale senza ricevere una lira dallo stato rischiano pure di rimetterci i soldi dei contribuenti.
    Secondo me, l’è tutto sbagliato l’è tutto da rifare !!!

  • riccardo |

    il comportamento “disinvolto” di certi sindaci con autovelox (=agguati nascosti) e t-red (=tempo del giallo ridotto) non dovrebbe essere oggetto di attenzione della magistratura?
    [risponde Maurizio Caprino] Lo è in mezza Italia. Al momento, però, poche inchieste si sono concluse e nessuna con risultati di rilievo. Peraltro, certe accuse occorre dimostrarle in modo inappuntabile per arrivare a tali risultati. E la cosa peggiore che si è scoperta è che un semaforo può essere riprogrammato (a prescindere dalla presenza di un rilevatore di infrazioni) senza che chi lo gestisce ne tenga traccia, quindi dimostrare un accorciamento del tempo di giallo non è così facile come si sente in giro.

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