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Basta impunità per gli stranieri: la Ue a guida belga accelera sulle multe che li seguono fino a casa

Ieri è iniziato il semestre belga di presidenza Ue. Nessun organo di stampa se ne accorgerà mai (per noi la Ue s'identifica con euro, fondi di aiuto allo sviluppo e altre cose del genere), ma tra le priorità dei belgi c'è lo sblocco della direttiva che consentirà di dare davvero corso alle multe che i cittadini di uno Stato prendono quando circolano in un altro (oggi, di fatto, vengono puniti con certezza solo quando vengono fermati subito). Come mai quest'attenzione dei belgi per una direttiva su cui si discute inutilmente da un quindicennio, senza cavare un ragno dal buco perché tra i Paesi Ue ci sono troppi interessi e sistemi giuridici diversi da mettere d'accordo?

Viene da pensare che il Belgio voglia chiudere la partita perché è il tipico Paese di transito, percorso in lungo e in largo da stranieri tutti potenzialmente impuniti. Oppure che voglia interpretare con serietà un momento fondamentale per la sicurezza stradale in ambito Ue: ci sono da ufficializzare le linee strategiche per il prossimo decennio (per capirci, ci sono da fissare i nuovi obiettivi di riduzione della mortalità dopo il -50% stabilito a suo tempo per il 2000-2010 e gli strumenti per raggiungerli). E invece credo ci sia un altro motivo, ancor più concreto: mettere una pezza alla falla dei sistemi automatici di controllo, promossi massicciamente nell'ambito della strategia 2000-2010.

Infatti, questi sistemi hanno un'alta deterrenza, ma non per gli stranieri: presuppongono che il trasgressore non venga mai fermato e identificato e quindi si affidano alle notifiche a domicilio, che all'estero sono sempre difficili. Inoltre, il fatto che il trasgressore viva all'estero rende problematico applicare le sanzioni non pecuniarie (fondamentalmente la sospensione patente e, negli Stati dove c'è, decurtazione della patente a punti).

Quanto alle notifiche, la direttiva ha buone possibilità di successo. Quanto all'applicazione delle sanzioni "accessorie" (gli avvocati capiranno perché uso le virgolette), la vedo più dura: presuppone comunque l'identificazione del trasgressore, che con i controlli automatici è affidata al "buon cuore" dell'interessato. Quando questi ha i soldi per pagare anche la multa per omessa identificazione o quando le sanzioni sulla patente sono molto pesanti, resterà sempre difficile che il trasgressore si autodenunci.