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I costruttori ci daranno sempre più tecnologia. Chi c’insegnerà a usarla? E che rischi causeremo quando torneremo su un’auto che non ce l’ha?

Altro che crash-test: ieri l'Euroncap ha annunciato che i criteri di attribuzione delle sue stelle (rating) sulla sicurezza saranno sempre meno influenzati dagli esiti della semplice prova d'urto. Già oggi si tiene conto di altri fattori, come come la presenza di serie dell'Esp e dei cicalini per ricordare di allacciare le cinture (con sensori non più solo sul posto del guidatore) e l'efficacia degli appoggiatesta contro i colpi di frusta. Nei prossimi mesi, si aggiungeranno pure altri accessori avanzati. L'Euroncap non ha ancora chiarito esattamente quali saranno, ma si può pesare a raffinatezze come sensori anticollisione, cruise-control attivo, specchietti con telecamera che dà l'allarme se vede un veicolo che sopraggiunge mentre si sorpassa, sistema di avviso cambio di corsia contro il colpo di sonno, display che mostrano pedoni e ostacoli di notte eccetera. Ma tutte queste diavolerie servono davvero?

In sé e per sé, sì. Ma con tre forti perplessità, che confermano la regola aurea della sicurezza stradale: ogni miglioramento su un fronte peggiora le cose su un altro, per cui vanno sempre valutati pro e contro.

1. Innanzitutto, questi sistemi richiedono sempre vigilanza, perché non sempre sono in grado di decifrare le situazioni con la stessa perspicacia e velocità di occhio e cervello umani. Quindi servono per aiutarci quando siamo stanchi o distratti oppure quando la nostra visuale è limitata. Ma anche loro possono sbagliare o non vedere. Dunque, nessuno pensi di poter essere sostituito da questi dispositivi, mettendosi a giocare col telefonino e il navigatore.

2. Usare una vettura piena di dispositivi avanzati richiede una perfetta padronanza dei loro comandi e schemi di funzionamento. Un po' come gli aerei, soprattutto da quando l'avionica è cresciuta a dismisura. Quindi, comandi e schemi variano molto da una famiglia di modelli all'altra, tanto che i brevetti sono differenziati secondo il tipo di aereo. In auto no: c'è una patente e basta. E i modelli più sofisticati, che perlopiù possono essere apprezzati e sfruttati in tutte le loro raffinatezze, costano tanto da poter essere acquistati solo da gente affermata, il che in Italia spesso significa anzianotta. A queste generazioni è stato già duro far digerire i cambi con più di quattro marce, figuratevi ora.

3. Le differenze in comandi, dispositivi e loro schemi di funzionamento si accentueranno tra un'auto e l'altra, probabilmente anche tra modelli concorrenti. O addirittura anche nell'ambito dello stesso modello, con risultati preoccupanti già ora. Non ci credete? E allora immaginate di avere una comunissima Fiat Bravo munita di banali sensori di parcheggio (optional). Vi ci abituate talmente che ormai, quando fate manovra, non guardate quasi più dietro, fidandovi del bip-bip del sensore. Poi andate in vacanza o in viaggio di lavoro lontano. Arrivate in aereo e noleggiate una Bravo uguale, ma senza sensori. Alla prima retromarcia, non guardate bene e quindi non vi accorgete di un carrello portabagagli abbandonato nel parcheggio dell'aeroporto. Botta, denuncia di sinistro al noleggiatore e rogne varie. E se al posto del carrello ci fosse stato un bimbo?

  • francesco |

    Perfettamene d’accordo. Ho una macchina con sensori di parcheggio ed è un pericolo quando prendo la macchina dei mieri senza. Rischio di tamponare perchè aspetto il bip che non c’è…

  • No name |

    Sacrosanto. Ho occasione per lavoro di guidare auto molto recenti, cambiandole a ritmo mensile. E sempre più spesso devo consacrare una mezz’ora allo studio delle principali funzioni per non diventare una mina vagante nel traffico.
    Di recente ho guidato un mezzo straordinario per tecnologie applicate come il Lexus Rx 450h: ma mi ci è voluto un pomeriggio per capire quali tasti utilizzare per attivare e disattivare il cruise control adattativo…
    Senza esagerazioni, credo che una normativa internazionale che unifichi simboli, posizioni e stili di funzionamento sia benvenuta. Anche nell’interesse di chi propone i dispositivi (e li vuole vendere): sono troppi gli utenti che ancora oggi non sono padroni di un banale climatizzatore e circolano con i vetri appannati!
    [risponde Maurizio Caprino] Una norma che armonizzi (per quanto possibile) il funzionamento è tanto più opportuna se si pensa che è l’unico modo per inserire il funzionamento di questi dispositivi nei programmi d’esame per la patente. L’unica alternativa sarebbe davvero la patente riferita al singolo modello di veicolo…

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