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La resurrezione della Volvo V50 e le prossime occasioni sull’usato

Nel marketing c'è una regola semplice e che vale quasi sempre: un prodotto si vende tanto all'inizio del suo ciclo di vita e poco alla fine. E' per ammortizzare questa tendenza che si fanno restyling e promozioni. Ma il più delle volte il calo resta evidente. Ma, guardando le statistiche di vendita di auto nuove modello per modello, spunta una sorpresa: la Volvo V50, lanciata nel lontano 2004 (quindi nel 2011-2012 dovrebbe arrivare quella nuova, se i nuovi padroni cinesi non sconvolgeranno i programmi) e mai davvero baciata dal successo. Eppure da gennaio a marzo di quest'anno ha totalizzato 2.600 immatricolazioni, contro le circa 4mila di tutto il 2009. Una vera resurrezione commerciale. Eppure non c'è stato alcun restyling né si sono viste particolari campagne pubblicitarie che pubblicizzavano sconti. Che cos'è accaduto, allora?

La soluzione la trovate curiosando nei parcheggi degli aeroporti, negli spazi destinati agli autonoleggi: troverete una marea di V50, prevalentemente bianche e nere, con motori a gasolio 1.6 e 2.0, queste ultime a volte persino col cambio automatico. Se ne deduce che quest'anno la Volvo Italia deve aver fatto ponti d'oro alle grandi società di autonoleggio (che sui modelli non di gran prestigio e successo spuntano anche più del 30% di sconto) per piazzare un po' di V50 altrimenti destinate ad accentuare il loro declino. Una strategia analoga è già stata seguita dal 2005 (quando la V50 era "giovane", a dimostrazione che forse non ha mai davvero sfondato) nei confronti di Autostrade per l'Italia, visto che per anni la Volvo si è aggiudicata la fornitura delle auto di servizio per le pattuglie autostradali della Polizia.

Che cosa interessa tutto questo al signor Rossi. Interessa, interessa: significa che il prossimo autunno-inverno si riverserà sul mercato dell'usato freschissimo una buona quantità di V50, che poi magari deprimerà le quotazioni degli altri esemplari più anziani. Insomma, una buona notizia per chi cerca le occasioni ex-noleggio (se hanno pochi mesi, eventuali "leggerezze" nella manutenzione – che oggi si fanno per tagliare i costi, come vi ho spiegato a fine 2009 – pesano molto meno) e magari vuole qualcosa di più sfizioso rispetto a una classica Ford Focus, modello che è diffusissimo nei noleggi e che peraltro ha la sua stessa base come pianale e meccanica, propulsori compresi. Quindi, spendendo solo un po' di più, si potrà avere un'auto con abitacolo un po' più attraente e con motore più prestante (anche la Focus ha il 2.0, ma in Italia la si vende praticamente solo col 1.6).

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    Una nota in più. Stabilito che da sempre gli autonoleggi hanno proprio la funzione di “smaltire” gli stock invenduti (basti pensare alla marea di Classe A e Classe B Mercedes che da due anni intasa il mercato dell’usato), vale comunque la pena di tenere d’occhio le statistiche di affidabilità del modello.
    A decretare il fiasco della Volvo V50, infatti, non è stato solo il listino esagerato, ma soprattutto la catastrofica fama mi auto “milleguai”.
    Pur partendo dalla stessa piattaforma della Ford Focus, il fatto di essere prodotta negli stabilimenti belgo-olandesi della Volvo non ha aiutato la V50 a mantenersi all’altezza della qualità che ci si aspetta dal marchio Volvo. Anzi, a voler essere cattivi, forse proprio questo modello ha dato il contributo fondamentale a far finire in mani cinesi la casa svedese…
    PS Lo stesso vale per la Mercedes Classe A, con un impianto elettrico da far disperare, oppure per le Opel Astra di precedente generazione, con motori diesel (pre Fiat) a dir poco disastrosi.

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