Indica un intervallo di date:
  • Dal Al

Prove su strada/1 – Il paradiso dei giornalisti e il purgatorio dei clienti

D'accordo, c'è del rancore in questa "prova su strada" che un navigatore di Metanoauto ha scritto sulla sua Volkswagen Touran, che in qualche anno di "convivenza" gli ha dato non poche delusioni (http://www.metanoauto.com/modules.php?name=News&file=article&sid=3127&mode=thread&order=0&thold=0). E certamente in alcune righe questo giornalista improvvisato si è imbarcato in considerazioni tecniche improprie o non dimostrabili (penso per esempio alla rumorosità della plancia attribuita alla scarsa rigidezza del telaio mentre potrebbero esserci altri motivi più rassicuranti). Però questa prova ci deve far riflettere. Perché evidenzia la stridente differenza tra le sensazioni che ci trasmette un giornalista che prova un modello di vettura e quelle che invece prova in prima persona un normale cittadino che compra di tasca sua quello stesso modello. Da una parte, sogni profusi a piene mani o descrizioni anche più sobrie ma raramente critiche fino in fondo; dall'altra, la dura realtà quotidiana, fatta di piccoli e grandi difetti, guasti, costi di esercizio e svalutazione dell'usato. Da una parte si legge che "la linea di cintura mette in rilievo i passaruota, segna i muscoli e suggerisce un certo dinamismo", dall'altra nella dinamica di tutti i giorni si scopre a proprie spese che quei passaruota-muscoli così sporgenti con cui designer e giornalisti (ognuno per conto proprio?) ci avevano sedotto sbattono troppo facilmente contro muri di garage, dissuasori e quant'altro.

Certo, il proprietario-giornalista confonde tra le impressioni di guida fatte in mezza giornata in località amene (e graditi ospiti dei costruttori) con prove fatte in pista col sudore dei collaudatori e gran dispiego di strumentazione, gli uni e l'altra ben più sensibile e attendibile di un proprietario. Ma anche quelli più approfonditi sono spesso test limitati a quando il mezzo è nuovo: solo raramente si fanno prove di durata (costano, tanto che ultimamente ci si fa fornire dai costruttori anche le auto per questo tipo di test, che prima qualcuno acquistava in incognito).

Ovviamente tra la lettura e la guida ci sarà sempre tanta differenza. Se non altro perché ai giornalisti vengono fatte provare versioni superaccessoriate su percorsi ameni e scelti dalle case automobilistiche per esaltare le doti del mezzo e dare piacere a chi lo guida (anche durante le soste). Ma questo è già nel conto. Il problema è che non di rado si leggono articoli davvero enfatici. Alcuni sono anche gradevoli a leggersi (anche se poi, a ben vedere, confronti gli svolazzi di scrittura nel tempo e scopri che lo stesso giornalista che ne ha inventato uno azzeccato anni fa finisce col riproporlo nel tempo in modo stucchevole), ma poi alla fine chiudi il giornale e ti accorgi che ne hai letto anche 12 pagine su una sola vettura senza poter capire come va davvero e quali sono tutte le sgradevolezze d'uso cui andrai incontro appena uscito dalla concessionaria. La colpa è non solo e non tanto dei miei colleghi, ma soprattutto di chi raccomanda loro di scrivere così. I risultati di vendita dei giornali (che trapelano a fatica) dimostrano che il pubblico, che magari anni fa si lasciava pure trascinare, oggi tende a scappare. Magari sarà solo colpa della crisi. Ma una seria riflessione non farebbe male.

  • ptprince |

    Nei forum gira gente esperta, meno esperta e talvolta mitomani. Ma quello di Metanoauto.com è ben amministrato e ricco di tanti automobilisti dotati di esperienza. Per cui avrai letto interventi azzardati, non ne dubito, ma saranno seguite repliche più equilibrate e condivisibili.
    Il “CIG” è un termine onomatopeico coniato dai possessori di Passat che lo avvertono nei cambi marcia. Pare si tratti di un componente, la pompa dell’acqua, già modificata ma infruttuosamente. Come da copione.
    La Passat TSI Ecofuel è si ad iniezione diretta, ma di benzina. L’iniezione di metano avviene come da tradizione nei collettori di aspirazione.
    Le difettosità delle teste Fiat erano legate non già alla lubrificazione, ma alla sede delle valvole di scarico non sufficientemente irrobustita.
    Il monoblocco della Touran Ecofuel non può certo definirsi un giovincello nemmeno se confrontato col 1.6 Torque di casa Fiat, considera che era già vecchio quando equipaggiava la Golf Variant Ecofuel mai arrivata da noi… Ma questo è discorso da metanoauto.com, qui si sta parlando dei punti di vista del consumatore e del giornalista 😉

  • MarcoB |

    PS: per curiosita’, quali imprecisioni riporta la il mio precedente post?

  • MarcoB |

    No, non sono interessato, anzi 🙂
    Non nutro nemmeno particolari simpatie per VW, acquistai la touran solo ed esclusivamente perche’ avevo bisogno di una vettura grande (ho 2 bimbi piccoli) e mi sparavo 700Km/settimana per lavoro (quindi metano).
    Inizialmente puntavo pure alla Zafira (ho sempre avuto opel varie), ma trattato male da due concessionarie, che non volevano valutarmi decentemente la mia corsa, sono andato in VW, dove mi hanno compensato il prezzo piu’ alto della touran valutandomi molto la mia vecchia utilitaria.
    Passai anche in fiat, turandomi gli occhi per la multipla, ma ne uscii subito, visti i prezzi a pari equipaggiamento e la valutazione imbarazzante dell’usato 🙁
    Che dire? Probabilmente mi e’ andata bene, non so. Sono abbastanza pignolo su queste cose (feci impazzire i meccanici di Cormano della opel per una vibrazione al volante della corsa, forse hanno chiuso per questo 😀 ), eppure davvero sono soddisfatto della mia touran (poi magari adesso esco e trovo il riduttore a pezzi…)
    Permettimi pero’ di dubitare dell’esperienza di alcuni forumisti di metanoauto che dicono di aver trovato le bombole svuotate di 1/3 del pieno nottetempo per via del riduttore che perde (tutti sappiamo benissimo che sulle bombole c’e’ un’elettrovalvola, ben udibile girando la chiave, che taglia il metano a monte del riduttore, percui al limite si scarica il gas presente nel condotto che va dalla valvola al riduttore, non certo 1/3 del pieno).
    PS: CIG? Scusa l’ignoranza, ma cos’e’?

  • ptprince |

    Ehm… non sono evidentemente il più rancoroso 😉
    Caro MarcoB, cosa dirti, a leggere la tua esperienza nasce soprattutto invidia, perchè sembra che tu stia parlando di un’altra vettura.
    Tuttavia la tua mail conserva alcune imprecisioni retaggio di informazioni approssimative di stampa ed internet.
    Ti auguro di conservare questa tua soddisfazione perchè, credimi, non tutti l’hanno acquistata insieme alla propria Touran.
    Non la lettrice a cui è ceduto di punto in bianco il riduttore di pressione mentre era al volante, ma nemmeno quelli (e sono tanti) che hanno sopportato vibrazioni che francamente ci eravamo dimenticati da diversi decenni.
    Ora, potrai sostenere anche a ragione che io sia troppo esigente, sta di fatto che la Casa ha ritenuto di intervenire più e più volte sul riduttore in questione fino a sopprimerlo.
    Il fatto che la tua Touran sia completamente priva di difetti da un lato mi rallegra, dall’altro mi fa sopettare che magari tu non sia così disinteressato… e a pensar male si fa certamente peccato, e di questo me ne scuso, però la saggezza popolare insegna che tante volte non si sbaglia.
    La berlina Executive di cui parli, del resto, è anch’essa fonte di grattacapi da parte dei possessori. Niente di grave, sia chiaro, lo sosterrò anche sotto tortura: si tratta di un banale “CIG”. Ma a vettura Esecutive corrisponde, ahimè, cliente Executive, che il “CIG” non lo vuole proprio sentire.
    E guardacaso, come starà affrontando il problema la Volkswagen? In modo non molto diverso da come ha affrontato quello dei riduttori: temporeggiando.
    Sereni chilometri con la tua fortunata Ecofuel!

  • MarcoB |

    Segnalazione di errori concettuali, tipo paraurti verniciati, cruscotti coi riflessi ecc. Qui il problema è la cretineria dei clienti, mi si perdoni il termine: bastano due parole con gli uomini di marketing per scoprire che le versioni apprezzate dal pubblico sono proprio quelle e i modelli con finiture interne antiriflesso e paraurti antiurto in plastica restano invenduti…
    Perdonami, anonimo “giornalista del mondo dell’auto”, ma mi basta questa tua affermazione per dubitare del mestiere che dici di fare. Come segnala ptprince, infatti, e’ impossibile persino nella tua tanto declamata fiat avere un esemplare con paraurti in plastica nera, a meno di non ordinare un veicolo commerciale. E non c’e’ bisogno di fare i giornalisti del mondo dell’auto per saperlo.
    Detto cio’, io ho un touran ecofuel da quasi due anni (li compira’ a luglio). Ci ho fatto ormai 50000Km, e sono rimasto perplesso di fronte alla serie di problemi e guasti evidenziati da ptprince, per il semplice fatto che a me non e’ successo praticamente nulla di quanto menzionato.
    Il riduttore (per ora) non ha mai emesso nessun tipo di vibrazione anomala, o per lo meno nulla di piu’ rumoroso del normale funzionamento degli iniettori. Nessun rumore dal bocchettone di rifornimento, nessun distacco accidentale durante il pieno.
    Il consumo di olio per ora si attesta su 1Kg/12000Km circa, abbastanza normale per una VW e sicuramente dovuto alla piu’ accurata lubrificazione di testata e valvole (vogliamo parlare di roventi testate fiat, apprendista stregone? 🙂 ). Tra l’altro la Touran ha la spia di pre-allerta olio (quella gialla), che mi ha sempre consentito di tornare a casa e andare comodamente al supermercato a comprare il kg d’olio mancante senza crisi di panico e senza spendere 20€.
    Nessuno scricchiolio dalla plancia, nessun servosterzo rumoroso in manovra, nessuna frenata poco servoassistita (lo avrei notato, guido anche altre auto).
    Vettura caricata dietro, questo si’, ma solo la multipla non lo e’ tra le auto a metano, e solo perche’ e’ stata progettata sin dall’inizio per ospitare nel pianale bombole o batterie. Poi e’ stata riconvertita quasi alla fine anche ai carburanti tradizionali. Tant’e’ che, a detta di tutti i possessori, ha un comportamento stradale migliore la NP della multijet.
    Rumore durante i rifornimenti? Non sono un esperto, e’ la prima auto a metano che possiedo. Pero’ dal metanista ascolto anche chi ho di fianco e non mi pare ci siano differenze eclatanti (per lo meno non con le panda 😀 ).
    Telaio che torce? Certo, come qualsiasi monovolume. Basta salire con una routa sulle salite dei marciapiedi per sentire le guarnizioni delle porte lamentarsi. La plancia, onestamente, non ha mai emesso alcun verso, peraltro.
    Assistenza? Per ora, per quel poco di cui ho avuto necessita’, nessun problema (un pomello regolazione sedile difettoso e il cassettino sulla plancia rotto cambiati in garanzia senza batter ciglio, anche se con i soliti tempi biblici VW)
    Autonomia a metano: oscillo tra un minimo di 220Km estivi in citta’ e un massimo di 350Km in inverno in autostrada, in linea con le uguali bombolate, ad esempio la Zafira, che pero’ e’ un 1600 con 20CV meno.
    Altro? Si’, qualche difetto fastidioso:
    – impianto stereo: perfino la matiz di mia moglie ha le casse posteriori :-@
    – chiusura del portellone: forse avevano paura che non stesse su, fatto sta che hanno montato una coppia di pistoni che poi a chiuderlo ci si deve appendere
    – rivestimenti plastici interni delicati, graffiarli e’ un attimo.
    – quinta marcia un po’ corta, non ci sarebbe stata male una sesta.
    Alcune note, per concludere:
    – di fiat, a metano, non esistono solo la brutta multipla e la piccola panda (giusto per informazione).
    – gli apprendisti stregoni di wolfsburg sono stati i primi a proporre una vettura a metano che non arrancasse sulle prime rampe della Cisa anche a pieno carico, e di questo gli va dato merito. Ora propongono la stessa vettura con un 1400 turbo con iniezione diretta (e sono stati i primi a farlo, e come al solito tutti a seguire) 0-100 da mettere in imbarazzo un moderno TD.
    – sempre gli apprendisti stregoni di Wolfsburg sono, per ora, gli unici che propongono il carburante ecologico anche una executive come la Passat, appetibile alle aziende, senza minimamente intaccare il bagagliaio (parliamo del doblo’, dai, che non e’ nemmeno una station e ha le bombole buttate li’ dietro a caso 🙂 )
    Mah…
    PS: un’ulteriore nota che mi e’ sfuggita: come piu’ volte puntualizzato anche su radio 24 (da giornalisti NON anonimi), il disastro dell’acceleratore della Toyota non e’ certo dovuto a “inesperienza della casa su un certo tipo di motore” (forse la Toyota non ha mai prodotto acceleratori?), ma come e’ sotto gli occhi di tutti, alla scarsissima possibilita’ che e’ ormai data alle case (per i ridottissimi tempi tra progettazione e produzione) di testare l’assieme “vettura”.
    Percui, si passa dai Km reali su strada a test accelerati di stress in laboratorio, che cercano di replicare le condizioni reali di lavoro dei componenti, ma NON sono le condizioni reali. Tant’e’ che, sempre per rimanere in tema di Toyota, qualcuno non aveva previsto una secchiata d’acqua sulla pedaliera, tipica di una giornata particolarmente piovosa.

  Post Precedente
Post Successivo