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Semafori/1 – Le mazzette, la scelta degli incroci da controllare e il Csm

Che dire dell'accusa di corruzione per il comandante della Polizia municipale delle Terre Verdiane (unione di 10 Comuni) nell'ambito della nota e ramificata inchiesta della Procura di Milano sui T-Red? Non sapendo quali siano gli elementi in mano al pm Alfredo Robledo su eventuali giri di soldi o altre utilità, possiamo solo parlare di quello per il quale le mazzette sarebbero girate: stando alle cronache dei giornali, sarebbe l'aver lasciato la scelta degli incroci da mettere sotto il controllo del T-Red al privato che noleggiava gli apparecchi. Esattamente come si vedeva in tanti altri contratti fra Comuni e noleggiatori.

Dunque, il problema è sempre il solito: la trasparenza delle scelte. Anche il rimedio è sempre quello che ho suggerito due settimane fa(https://mauriziocaprino.blog.ilsole24ore.com/2010/04/i-soldi-delle-multe-non-bastano-e-i-sindaci-protestano-e-se-ci-facessero-vedere-le-carte.html): rendere pubbliche le statistiche sugli incidenti, cosa che peraltro serve anche a far dare una regolata a chi percorre le strade che risultano più pericolose.

Ma il caso delle Terre Verdiane è tra quelli che colpiscono di più: quella è una zona "ad alta tensione". Non solo perché proprio lì c'è stata una delle aggregazioni più importanti tra i multati, che si sono organizzati in comitati. Ma anche perché arrivò una controreazione dei Comuni, che segnalarono addirittura al Consiglio superiore della magistratura il comportamento di alcuni giudici di pace troppo accomodanti con i trasgressori.

  • simone zari |

    Buongiorno Dr. Caprino.
    Il Sig. Cairoli si è dimenticato di una categoria: i responsabili dell’ufficio ragionieria.

  • Raoul Cairoli |

    Bene Caprino, sono felice di apprendere che si è quindi trattato probabilmente di un problema di trasmissione. Riassumo pertanto di seguito il contenuto di quel commento. Voglio innanzitutto precisare che quasi la totalità dei Funzionari di Polizia Locale/Municipale con cui ho avuto a che fare in questi anni, incaricati dalle varie P.A. di attivare le procedure per installare apparecchiature destinate alla rilevazioni automatica delle infrazioni al C.d.S., ha agito su “pressione/indirizzo” dell’organo politico (Giunta, Sindaco o Assessore) e non certamente di propria iniziativa, come alcuni cercano ora di far credere, insinuando il dubbio della corruzione. L’indignazione degli amministratori che ora abbandonano al loro destino i Comandanti/Funzionari “caduti in disgrazia”, perchè semplicemente coinvolti nelle indagini in corso, dovrebbe far riflettere, soprattutto tenuto conto del fatto che sono proprio gli indignati i soggetti che hanno esercitato forti pressioni sui malcapitati, per velocizzare l’installazione dei suddetti sistemi, e ciò al puro fine di iniziare quanto prima l’attività sanzionatoria. Ho letto alcune settimane fa una S.I.T. di una Comandante di Polizia Municipale di un comune in Provincia di Torino, la quale ha affermato che il Sindaco le ha ordinato di “NON PERDERE TEMPO” e di aggiudicare immediatamente il servizio alla società che amministravo, senza quindi alcuna procedura di gara!! Certo, la Comandante avrebbe dovuto rifiutarsi, quale Responsabile del Servizio, di procedere ad una aggiudicazione senza seguire le dovute procedure di gara, specificamente previste dal D.lgs. 163/2006, ma come probabilmente anche lei già sa, i Funzionari che non ubbidiscono agli amministratori, soprattutto nei comuni piccoli e medio piccoli, hanno vita breve all’interno delle P.A..
    Altra questione però sono invece i casi in cui alcuni comandanti cercano di passare per martiri, quando invece sono i primi che hanno commesso omissioni/violazioni/reati, assumendo inspiegabilmente, dall’oggi al domani, comportamenti diametralmente opposti a quelli precedentemente tenuti. Mi auguro solamente che tali maldestri tentativi, volti esclusivamente a tentare di declinare le responsabilità derivanti dal comportamento omissivo/illegittimo tenuto in precedenza, siano presto smascherati dai fatti che sono certo emergeranno. Per ora credo possa bastare, anche perchè non vorrei che qualcuno mi contestasse un tentativo di inquinamento delle prove o intralcio alla giustizia.

  • Mariachiara |

    E’ giustissimo quello che dice giancar, già ho commentato le ‘usanze’ de giudici di pace che annullano tutto o addirittura emettono sentenze dove: siccome l’eccesso di velocità non era molto alto (stiamo parlando di 75 km su un limite di 50) decidono di non comminare una sanzione da 171,00 euro ma bensì da 70,00 euro ( cifra che non esiste per quanto concerne le sanzione dell’Art. 142 del Cds), come se stessimo contrattando qualcosa al mercato, invece di far rispettare il Cds. Quello va bene solo quando ci sono i morti…

  • Raoul Cairoli |

    Avevo deciso di non scrivere più sul Suo blog dopo che, a mio avviso ingiustamente, ha deciso di censurare un mio commento, nel quale peraltro anticipavo, seppure in termini diversi, questo argomento. “Mazzette per spostare i T-RED”?? Solo distorsioni degli inquirenti, sempre che la notizia giornalistica sia corretta, seppure apparentemente ben costruite, per lo meno per quanto riguarda la ratio! Pur riservandomi quindi di leggere a tempo debito gli atti, rilevo sin da ora che è fin troppo ovvio e scontato che il sottoscritto possa essere stato disposto a pagare per avere la possibilità di spostare le apparecchiature ove avrebbero potuto ipoteticamente rilevare più infrazioni, tenuto ovviamente conto che la società che amministravo percepiva €. 12,00+I.V.A. per ogni sanzione accertata. Le cose però non sono affatto andate così! Vero è che lo spostamento è stato richiesto dall’Ente in quanto venivano ormai rilevate pochissime infrazioni, però i motivi di tale scelta sono ben altri. Sono quelli che quasi sempre hanno spinto moltissime P.A. ad installare questi sistemi. Incremento della sicurezza stradale? Riduzione del tasso di incidentalità? Caprino, lei conosce molto bene il settore, anche se probabilmente non quanto lo conosco io, quindi eviti i maldestri tentativi volti ad ipotizzare motivazioni differenti da quelle che tutti ben conosciamo. In passato hanno chiesto al sottoscritto di riferire ciò che è sempre stato fin troppo evidente a tutti, di cui peraltro abbiamo avuto un’ennesima dimostrazione nei giorni scorsi dagli emendamenti proposti al d.d.l. 1720. Ora parrebbe essere in atto un tentativo volto ad infangare la categoria delle Polizia Locale, in modo che i veri responsabili dell’utilizzo a volte “discutibile” di queste apparecchiature rimangano indenni. Certo, io in passato ho “abusato” di tale indirizzo “discutibile” e per questo sono pronto a pagare anche se credo che la mia colpa, ciò quella di aver stipulato contratti il cui corrispettivo dipendeva dal numero di verbali incassati/accertati non sia così grave. Ripeto però ciò che in passato Lei ha censurato, dicendo che la stragrande maggioranza degli agenti di polizia locale/municipale, che ho conosciuto in questi anni, non sono corrotti, salvo che per corruzione non si intenda aver ricevuto in omaggio l’orologio made in China del valore di €. 25,00, in occasione del S. Natale, ovvero la bottiglia di champagne oppure il salmone affumicato o altri doni di modico valore. Sono “semplicemente” persone che hanno subito enormi pressioni politiche per compiere degli atti “dovuti”, in base al ruolo che ricoprivano. Le contestazioni ingiuste che mi vengono mosse le chiarirò, ove possibile, a tempo debito e nelle sedi opportune, anche se allora non interesserà probabilmente più a nessuno, salvo che ovviamente al sottoscritto, delle altre sono disposto a farmene carico. Ritengo però che sia ingiusto mettere alla gogna la categoria della Polizia Locale/Municipale che è costituita quasi interamente da persone che fanno il loro dovere senza alcuna utilità personale, nella consapevolezza di poter essere chiamati a pagare personalmente un prezzo molto alto per gli atti che altri gli hanno “imposto” di compiere. Non voglio suscitare alcun sentimento di commiserazione ne per i funzionari citati ne tanto meno ovviamente per il sottoscritto, ho solo cercato di rendere giustizia, ovvero evitare la condanna generica di chi ha solo agito sulla base degli “ordini” ricevuti, per quanto mi riguarda, come già detto anche sopra, sono pronto ad assumermi le mie eventuali responsabilità per gli errori commessi. Spero che questa volta decida di non censurarmi, tenuto anche conto che ho deciso di uscire allo scoperto così che chiunque possa prendere la mira e fare fuoco e mi auguro voglia anche pubblicare l’articolo che in passato aveva deciso di censurare!
    [Risponde Maurizio Caprino] No, no: io non censuro nulla (salvo palesi turpiloqui o spam). Al massimo, rispondo, ma pubblico ogni commento. E infatti non ricordo di aver mai ricevuto un commento come quello che avrei censurato. Quindi me lo rimandi e lo pubblico.
    Quanto al merito della questione, ribadisco che chi ha i numeri per dimostrare che il controllo a quello specifico semaforo ci voleva li tiri fuori. Altrimenti tutti sono autorizzati a pensare che si sia voluta fare cassa. Non so quanto poi alle gente interessi se i comandanti abbiano agito per pressione politica o mazzette: per la gente il dato importante è la cassa!

  • giancar |

    l’iniziativa di segnalare al CSM quei giudici che annullano di tutto non è male.
    La sanzione non deve essere per forza pesante, deve essere efficace e certa nel modo più assoluto.
    Oggi ci troviamo di fronte a dei comuni che incassano il 5% – 10 % delle sanzioni accertate, tutto il resto va in fumo e alla fine pagano solo i fessi.
    Oltre all’enorme danno erariale qui è in gioco la certezza della sanzione e del diritto.
    Il cittadino diventa sempre più conscio che violare il codice della strada è cosa logica e normale e soprattutto facile.
    Questo è il vero attentato alla sicurezza della circolazione e il vero danno alla finanza pubblica per il quale la magistratura inquirente penale e contabile dovrebbe indagare.
    E’ necessario andare a vedere nelle casse e nelle tasche di chi guadagna (alla grande) con il cavillo e con la salvaguardia dei contravventori.

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