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Tra le riforme post-elezioni manca quella del Codice della strada. Eppure dovevano farla l’anno scorso

E ora riforme, tuona la politica in questo dopo-elezioni. Naturalmente, la parola "riforme" ha diversi significati, secondo le convenienze di parte: c'è chi si accontenterebbe solo di stroncare le intercettazioni telefoniche, chi vuole fortemente il federalismo fiscale e chi vorrebbe riscrivere buona parte della Costituzione. Nessuno che parli della riforma del Codice della strada, lanciata pomposamente nell'autunno 2008 convocando una quarantina di associazioni di categoria per arrivare a una legge delega che dettasse al Governo i criteri per rivedere radicalmente il testo. Ben presto si è capito che, nonostante la forza parlamentare nettissima della maggioranza, era solo una velleità e si è ripiegato sulla solita sequela disorganica di decreti legge e disegni di legge. Quello in corso di approvazione (il notissimo 1720 sulla sicurezza stradale, quello che prevede tra l'altro la guida a 16 anni, il divieto di fumo, i 150 al'ora e un altro giro di vite sull'alcol) attende dall'estate scorsa il via libera del Senato. Tra poche accelerazioni e molti rallentamenti che vi ho raccontato via via, adesso la data più probabile di approvazione definitiva è giugno-luglio, per fare il solito battage estivo sulla materia.


Forse proprio la scadenza estiva potrà smuovere quello stallo dovuto a interessi di lobby e rivalità tra i politici che nelle ultime settimane aveva portato a un nuovo, sotterraneo rallentamento. Tra i motivi di scontro, la prevista sottrazione ai Comuni degli introiti da multe per eccesso di velocità e la destinazione di questi soldi all'acquisto di Tutor. Così, mentre all'esterno si dava l'impressione di voler accelerare mettendo in calendario varie sedute di discussione in Commissione, poi all'ultimo momento si facevano saltare molte di queste riunioni, facendo sì che i lavori avanzassero molto lentamente.

Ma ora, dopo le elezioni, l'attività parlamentare riprende e tempo ce n'è pochino per arrivare all'approvazione entro gli esodi estivi: oltre che la discussione al Senato, va fatto ancora il secondo passaggio alla Camera, che deve "ratificare" le modifiche apportate dai senatori (se si accontenterà di questo ruolo e non vorrà farne di ulteriori, causando un ulteriore ritorno del Ddl a Palazzo Madama). Dunque, queste saranno le settimane cruciali per sapere quali delle novità andranno in porto e quali resteranno tra gli annunci commentati inutilmente nei bar e negli studi televisivi della Penisola. Vi terrò informati.

  • Fabrizio |

    tienici informati, Maurizio!!!

  • diana |

    decisamente OT: sul frame di destra di questo sito oggi appare la pubblicità di un vino molto conosciuto (e anche buono, per quanto mi riguarda)…
    🙂

  • giancar |

    non sarà che tutte le mega modifiche al codice della strada con relative innovazioni sulla gestione dei proventi contravvenzionali sono finalizzate al raggiungimento del consenso elettorale più che alla sicurezza stradale ?
    [risponde Maurizio Caprino] Come in tutti i provvedimenti così articolati, c’è tutto e il suo contrario: demagogia, populismo, interessi concreti di lobby pubbliche e private, mere osservazioni tecniche (che magari possono calzare bene per alcune situazioni territoriali e meno per altre) eccetera. Si può dire che sia il normale gioco della democrazia? Quasi. Lo sarà compiutamente quando i cittadini sapranno davvero che cosa c’è dietro ogni provvedimento votato, in modo da decidere liberamente (senza la retorica dei politici e gli “addolcimenti” degli uffici stampa)se condividono o no.

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