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Il Tar si traveste da Anas e boccia i rincari sulle autostrade Roma-Abruzzo

C'è una notizia Ansa di 24 ore fa passata pressoché sotto silenzio sui giornali di oggi: la sentenza del Tar del Lazio che ha dato ragione a Codacons e Provincia di Teramo annullando i rincari dei pedaggi apportati nel 2006 e nel 2008 sulle autostrade A24 e A25 (Roma-L'Aquila e Torano-Pescara, gestite da Strada dei Parchi, controllata dal 2003 da Autostrade per l'Italia – cioè Benetton – e Toto spa – Carlo Toto, il costruttore chietino che ha conferito l'indebitata AirOne nell'operazione di salvataggio pubblico-privato dell'Alitalia, tanto che i nuovi aerei col tricolori sono quelli comprati a suo tempo da Toto facendo debiti). Motivo: il servizio non è stato migliorato quanto sarebbe stato necessario per meritarsi un aumento tariffario.


Già, perché gli aumenti bisogna meritarseli: c'è un'astrusa formula detta "price cap", che vincola le tariffe a una serie di indici (incidentalità, qualità dell'asfalto, investimenti in genere eccetera). Su come vengono calcolati gli indici alla base della formula dovrebbe vigilare l'Anas, il cui silenzio si è notato anche stavolta in mezzo alle grida di protesta degli enti locali (soprattutto del Teramano, dove l'autostrada è incompleta) e degli utenti delle autostrade Roma-Abruzzo. Soprattutto pendolari che ogni mattina fanno la coda per entrare a Roma. A loro demmo voce circa cinque anni fa a Mi Manda Raitre, parlando anche di sicurezza da migliorare.

All'epoca Strada dei Parchi si difese ricordando di aver da poco rilevato quelle autostrade dallo sfacelo del vecchio gestore (Sara, omonima ma diversa della compagnia assicurativa dell'Aci) e da una gestione transitoria per conto Anas. S'impegnò dunque a dimostrare che la situazione sarebbe cambiata negli anni. La bocciatura delle tariffe 2008 indica che il Tar non ci ha creduto. E recenti, ripetuti disservizi sull'attuazione dei piani di emergenza in caso di neve dimostrano che effettivamente qualcosa da rivedere c'è.

Penso che la storia non finisca qui: in casi del genere, un ricorso in appello al Consiglio di Stato è di prassi. Il punto controverso sta soprattutto nel capire se gli aumenti fossero dovuti anche in assenza del completamento dell'autostrada sul versante teramano. Nel frattempo, cercherò di farmi un giro su quelle autostrade per farmi un'idea.

  • giuseppe di tommaso |

    Caprino, venga pure a fare un giro e si renderà conto che la condizione di “autostrada di montagna” in base alla quale il gestore applica la tariffa chilometrica più alta, si riferisce ad una porzione del 50% dell’intero percorso A25-A24 (Allacciamento A14-Barriera Roma Est). Basterebbe ricondurre l’applicazione delle tariffe alla ragionevolezza e non avremmo bisogno del pronunciamento di tribunali amministrativi per tariffare in modo equo il transito su queste tratte autostradali.
    Cordialmente.
    Giuseppe Di Tommaso

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