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Che brutta fine per le rotonde del “doge” Zaia

Tra gli argomenti usati da Luca Zaia per farsi eleggere (trionfalmente, come un dove della Serenissima, dicono i miei colleghi che seguono la politica) presidente della Regione Veneto, c'è il suo pragmatismo mostrato quando era presidente della Provincia di Treviso. Tra gli esempi citati, la costruzione di centinaia di rotonde. Peccato che proprio in questo periodo la stessa Provincia venda spazi pubblicitari in corrispondenza di quelle rotonde, dove il buonsenso (e forse anche le norme, anche se le interpretazioni possibili sono sempre molte) suggerirebbe di non creare motivi di distrazione o incertezze per chi guida.

Non è l'unico caso. Già un mesetto fa il Corriere della Sera ne aveva parlato per Milano. E chissà quante altre cose del genere sono già state fatte senza che nessuno le denunciasse.

  • andrea105 |

    non conosco il caso specifico della provincia di Treviso;
    a Forlì molte rotonde hanno il raggio troppo corto e sono pericolose;
    sulla pubblicità in mezzo allo spartitraffico centrale, concordo con Caprino;
    a mio avviso, per aumentare la sicurezza, o meglio la visibilità, nel centro andrebbe messa più illuminazione (anche di riflesso, con una “vela” bianca)
    [risponde Maurizio Caprino] Aumentare la visibilità? Magari. Adesso hanno preso l’abitudine di ostruire la visuale mettendo anche fontane. Che, in posti ventosi come l’aeroporto di Bari, schizzano pure acqua sul parabrezza!

  • ombrachecammina |

    Gia’, molti parlano dell pratici delle rotonde per poi infastidirsi e/o stupirsi se l’incrocio “arrotondato” aumenta di superficie … e allora si fanno le rotonde centro-intersezione di diametro 1,5-2 metri, “utilissime” soprattutto se poi non si rimappano bene le corsie di accesso alla circolare panacea.

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