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La Ue pianifica la guerra alla velocità

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Pochi se ne sono accorti, ma sono giorni di forcing contro la velocità. L'altro ieri l'Etsc ha rimesso prepotentemente sul tavolo la questione, ricordando la stima secondo cui in Europa circa il 35% dei guidatori supera i limiti fuori città e il 50% nei centri abitati. L'ente tecnico europeo chiede dunque alla Ue azioni di più forte contrasto (non necessariamente repressivo, ma con misure di traffic calming nel disegno delle strade e sistemi di assistenza alla guida come i cruise control attivi)nel Piano sicurezza stradale fino al 2020 che la Ue dovrà varare in primavera. Visto che in buona parte dei Paesi gli sforamenti non sono clamorosi come quelli che vediamo (sempre meno, tuttavia) in Italia, se ne deduce che ce l'hanno anche contro chi supera i limiti anche per soli 10-20 km/h, cosa che teoricamente è fondata (se partecipate a un corso di guida sicura, vi fanno fare esercizi prima a 60 e poi a 65 km/h, dimostrandovi che in certe condizioni bastano quei 5 km/h in più per non riuscire a schivare più un ostacolo), ma in Italia può apparire eccessiva perché certi limiti locali sono troppo bassi. Non mi dilungo, ne abbiamo discusso tante altre volte: vi ricordo solo che non c'è una risposta unica.

Nel frattempo, dal Veneto Giorgio Marcon propone una sua soluzione dissuasiva, quella eloquentissima e apparentemente provocatoria che vedete nella foto. Giorgio mi ha chiesto che ne penso.

Il primo dubbio che mi è venuto, da buon leguleo, è se in questo modo s'infranga qualche norma: la grafica della strumentazione è definita da direttive europee, che fissano i simboli da adottare per le varie spie. Così ho chiesto agli esperti della Dekra, che mi hanno tranquillizzato: si possono aggiungere anche ulteriori simboli, purché non compromettano la leggibilità degli strumenti. Quindi, via libera sotto questo profilo.

Mi resta però un dubbio: e se a lungo andare i guidatori si abituassero? In fondo, credo che anche chi ha sulla scrivania le foto delle persone che ha più care, alla fine, non le guarda più…

  • Giorgio Marcon |

    Caro Claudio,
    potrei condividere con te il fastidio, oppure dire che non è utile, se sei una persona diligente. Poi mi dai dei dati in riferimento alle cinture di sicurezza, e concordo con te, ma non devi guardare solo la parte dove vivi, guarda anche il resto dell’Italia. A volte, è molto difficile dare dei dati esatti, sia dal tuo punto di vista che dal mio punto di vista.
    Tu abiti al Sud, li è “lecito trasgredire”, non è un insulto al Sud è un dato di fatto, invece qui al Nord, esiste una certa “repressione ai cittadini”, di certo, non escogitano i stratagemmi che dici tu… qui ti multano anche se hai una mano sulla testa e dicono che stavi parlando al telefonino.. ecc..
    Tornando al fatto della simbologia, in riferimento alla mortalità per eccesso di velocità, è più facile morire o uccidere a velocità alte o a velocità basse!
    Poi c’è un dato di fatto, che la “tua” libertà limita la mia. (è sottointeso per i “criminali” della strada), allora ben che venga ogni iniziativa, anche se potrà ridurre un 10% di incidenti mortali, non lo condividi!
    Ad ogni iniziativa, c’è sempre qualcuno che la “vuol demolire” senza mai offrire altre soluzioni o integrazioni.
    Giorgio Marcon

  • Claudio Cangialosi |

    Come già risposto via mail all’amico Marcon io non sono mai stato amante delle facili associazioni del tipo:
    alcol = morte
    oppure, come in questo caso
    130 = stampelle
    150 = morte…
    Questa soluzione, mi spiace, la trovo poco utile. Anche a 90 km/h in una stretta strada di montagna si può morire. Così come abbiamo visto che la maggior parte degli incidenti, anche mortali, avviene in città.
    Qualunque sistema aiuti la sicurezza è ben accetto da noi di SicurAUTO.it ma questo lo troviamo inutile e fuorviante.
    Il cicalino ha ridotto le persone senza cinture? Vero, ma magari fosse il 90% che si è adeguato! Molti “irriducibili” (che sono in aumento da quello che vedo in giro) hanno trovato i modi più disparati per evitare il cicalino (i metodi sono tanti e non è mio piacere diffonderli).
    Ovviamente il cicalino è un ottimo sistema e andrebbe sempre più “imbastardito”.
    Mentre questo proposto dell’associazione velocità=simboli è, per quella che è la mia esperienza, sbagliato in partenza(sono il primo io che non lo vorrei mai in auto).
    Ovviamente ognuno è libero di pensarla come crede.
    Qualsiasi sistema da lei inventato che noi ritenessimo utile lo diffonderemo senza problemi.

  • Giorgio Marcon |

    Caro Maurizio,
    oltre al simbolo, avevevo introdotto, una luce lampeggiante per ogni simbolo, come il “bip” di chi non mette la cintura di sicurezza.
    La gente, potrà abituarsi ai simboli, ma gli darà fastidio il lampeggio di una luce sul cruscotto.
    Per esempio, io ho inserito sul mio navigatore, di avvisarmi quando supero di 5 km orari il limite di velocità imposto, appena suona, controllo il conta kilometri, e mi adeguo alla velocità.
    Lo stesso potrà accadere anche per il lampeggio dei simboli, ti danno fastidio, o ti adegui, o rischi di “beccarti” una multa.
    Suppongo, come per le cinture di sicurezza, oltre il 90% si è adeguato, anche per la velocità, potrà accadere lo stesso.
    Siamo ottimisti, e lavoriamo a sensibilizzare una semplice ed inocua soluzione, non abbiamo nulla da perdere, ma tutto da guadagnare.
    Quanto sopra, è solo una base di quello che si può fare in questa direzione. Esercito ed invento sistemi per la sicurezza “da quando sono nato”, e vi posso garantire, che con pochi sistemi si possono ridurre incidenti sia su strada e sul lavoro, fino al 90% e con pochissimi costi.

  • ombrachecammina |

    Guerra alla velocita’ ? Che ne pensa la categoria dei corrieri espresso ? Non i TIR ma i gestori/programmatori/padroni di quella flottiglia di mezzi “under 3.5 ton” su cui si appoggia parte della vita “moderna” senza avere il risalto mediatico (e i controlli) dei bisonti della strada.

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