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Balducci, Paolo Berlusconi, il “tutor leggero” e le altre magagne degli apparecchi automatici

La bomba fatta scoppiare stamattina in prima pagina da "Il Fatto Quotidiano" sul "concorrente" del Tutor sembra essere solo l'inizio di uno spettacolo pirotecnico. Che potrebbe illuminare non solo sull'omologazione del Celeritas, al momento unico sistema oltre al Tutor a poter legalmente misurare la velocità media: ci sono dubbi anche sulle procedure che hanno portato a omologare altre apparecchiature di rilevamento infrazioni. Ma attenzione: sono in ballo questioni diversissime tra loro (almeno all'apparenza). Andiamo da un possibile coinvolgimento di colossi come Finmeccanica a presunte irregolarità commesse da piccole aziende.

– Quanto a Finmeccanica, il nome della mega-holding semi pubblica (che è leader anche europea in settori strategici come difesa, aerospazio ed energia) potrebbe stare dietro la piccola società citata oggi su "Il Fatto Quotidiano" come beneficiaria delle pressioni (o almeno come tali appaiono dai testi delle intercettazioni pubblicati) fatte da Paolo Berlusconi su Angelo Balducci perché il Celeritas fosse omologato. Infatti, il decreto di omologazione è datato 12 marzo 2009 e rilasciato alla piccola Engine srl; ma già il 21 maggio il sistema veniva presentato al Comune di Roma col marchio Selex Service Management spa, la società del gruppo Finmeccanica che poi, alle 10,50 del 4 settembre successivo, presentò a nome proprio (Engine non appare) la propria offerta nella gara bandita dall'Anas per il proprio sistema di misurazione della velocità media (gara ancora in corso di assegnazione e della quale sarà interessante vedere l'esito). Una gara molto ambìta, preannunciata da tempo dal presidente Anas, Pietro Ciucci, che in Parlamento aveva parlato dell'intenzione di fare un "tutor leggero", pronto a essere impiegato sulle statali ed essere all'occorrenza spostato per conservare deterrenza (non si può "tutorizzare" tutta la rete Anas, per questioni sia tecniche sia di soldi). Che fosse una gara ambìta lo capii dalle insistenze di un imprenditore che, proprio nei mesi in cui Paolo Berlusconi telefonava a Balducci, voleva mostrarmi il suo apparecchio (ve ne accennai all'epoca). Com'è finita? Oggi la gara Anas è ancora in corso e la Selex è l'unica azienda, oltre ad Autostrade per l'Italia, a parteciparvi con un dispositivo già omologato, mentre (almeno per quel che appare, poi non so se abbia ceduto il progetto o sia confluito in un'associazione temporanea) quell'imprenditore non si è presentato. Qualcuno potrebbe notare che effettivamente l'omologazione ottenuta da Selex sia stata particolarmente rapida: damanda del 31 luglio 2008 (praticamente settembre, date le ferie incipienti) e decreto del 12 marzo 2009, mentre per apparecchiature complesse e totalmente nuove di solito ci vuole un anno. Ma questi sono tempi che possono essere influenzati pure dall'esigenza di effettuare test in più e di avere documentazione supplementare, senza contare i problemi legati all'organico ridotto dell'ufficio ministeriale competente (che comunque per decenni ha goduto di piena stima da parte degli addetti ai lavori, anche quando erano emerse alcune controversie, che non mancano mai) e alle tempistiche di convocazione del Consiglio superiore dei lavori pubblici. Quindi, non è bene farsi un giudizio definitivo. Quello che lascia perplessi è il fatto che il Celeritas ha rilevatori da annegare sotto l'asfalto (non molto compatibili col concetto di "tutor leggero" e spostabile) e telecamere non sospese su ogni singola corsia ma situate a bordo strada (quindi possono sfuggire un bel po' di targhe se c'è traffico). Limiti tecnici che comunque hanno anche altri apparecchi.

Selex ed Engine hanno sempre lavorato assieme e in modo assolutamente lecito? Si sono incontrate solo quando la procedura di omologazione era già in corso e solo per un caso legato al normale svolgersi degli affari? Oppure Paolo Berlusconi ha trovato alla piccola Engine anche una sponda presso il colosso Finmeccanica?

E l'Anas, che di certo non è impermeabile ai voleri della politica e del potere in genere, ha iniziato le procedure in tempi fisiologici? Dopo aver annunciato il "tutor leggero" su Aurelia, Domiziana e Romea già due anni fa, ha rallentato il programma per aspettare giustamente che sul mercato si materializzassero più opzioni e più a buon mercato? O invece ha frenato deliberatamente per favorire qualche raccomandato?

Non si sa. Vedremo se ci saranno indagini giudiziarie per capirlo.

– Quanto alle irregolarità presunte da parte delle aziende piccole, stanno andando avanti le indagini di varie procure sui rilevatori "truccati" ai semafori. Ci si muove sulla base del fatto che c'è gente che ha ricevuto multe nonostante sia passata addirittura col verde pieno, come documentano le foto delle presunte infrazioni. Quindi ci sono stati vigili urbani che avrebbero dovuto controllare le immagini prima di spedire i verbali e non lo hanno fatto (oppure lo hanno fatto imperdonabilmente male), creando danni ai Comuni di appartenenza e ai cittadini. E c'erano apparecchi che funzionavano male. Semplici guasti?

Si sospetta di no: nel caso del T-Red (della Kria, che partecipa alla gara Anas sul "tutor leggero"), ci sarebbe un vizio nel sistema, che si attiverebbe non quando scatta effettivamente il rosso ma quando il suo cronometro interno dice che è tempo che scatti. Solo che il cronometro (elettronico) del T-Red è più preciso di quello (meccanico) di alcuni vecchi semafori e quindi i tempi si sfasano. Un inconveniente che teoricamente sarebbe stato evitato con un relé che attiva il T-Red allo scattare del rosso e che effettivamente dovrebbe fare parte dell'apparecchio così come è stato progettato. Solo che a Roma, negli scantinati del ministero delle Infrastrutture dove sono depositati i prototipi omologati, non si trova. Qualcuno pensa che sia una frode, ma non è detto: per prassi consolidata, il ministero non chiede il deposito delle componenti secondarie che possono essere sostituite con pezzi analoghi in normale commercio, altrimenti occorrerebbe rilasciare un'estensione di omologazione anche quando un pezzo esce di produzione e lo si rimpiazza con un altro che si trova in un qualsiasi negozio di elettronica. Non si trova nemmeno il software, che ovviamente non è industriale ma dedicato: pare che il ministero non lo chieda, forse per evitare di essere accusato di spionaggio industriale nel caso il software venga divulgato. Vedremo come la penseranno i periti della Procure, i pm e i Tribunali.

Altro giallo riguarda il Vista-Red: la domanda di omologazione presentata al ministero riportava che l'apparecchio si attiva con 500 millisecondi di ritardi rispetto al rosso e che questo tempo non è modificabile. Il decreto di omologazione non riporta questo particolare e l'esperienza ha insegnato che è stato modificato (per esempio, di un caso ho dato conto nel post https://mauriziocaprino.blog.ilsole24ore.com/2010/01/il-semaforo-era-rosso-ma-lavvocato-non-lo-sapeva-cos%C3%AC-la-giustizia-diventa-una-slot-machine.html, in cui la difesa del trasgressore verteva su questioni generiche e non su questo aspetto particolare). Qualcuno se n'è accorto ed è partita una richiesta di chiarimenti al ministero, che ha fatto quella che può sembrare una parziale retromarcia: ha scritto che il ritardo di attivazione non è modificabile dall'utilizzatore (il Comune), ma il costruttore può sempre cambiarlo in base alle caratteristiche dell'incrocio. Sia come sia, il ritardo di attivazione non è stato recepito dal Consiglio superiore dei lavori pubblici come prescrizione obbligatoria di funzionamento dell'apparecchio e quindi nemmeno il decreto di omologazione non ne parla. C'è da chiedersi se sia stato omesso perché dato per scontato (era riportato tra le caratteristiche non modificabili dell'apparecchio) o per ininfluente (si può sempre calcolare a posteriori se uno è passato col rosso scattato da meno di 500 millisecondi per volontà di trasgredire o perché non è riuscito a frenare in tempo, ma questo costa contenzioso, che invece occorrerebbe evitare). La risposta anche in questo caso la daranno periti e magistrati.

  • giancar |

    “Presso la Procura di Treviso giace, nel senso che qui giace….. una denuncia proposta dal ricorrente di Selva del Montello che ricorrendo al GDP ha stimolato la CTU.
    L’ipotesi di reato è l’art.432 c.p. Attentato alla sicurezza dei trasporti.
    Al Tutor, Tred ,Vistared, Fotored ecc. ci arriviamo poi
    Gentili signore Procure della Repubblica Italiana.
    Partite dal 432 del c.p”
    Egregio ingegnere la procura di treviso potrebbe partire proprio da qui. Incriminare per lite temeraria imputandoli per intimidazione ed interruzione di pubblico servizio tutti coloro che hanno sostenuto una tesi tanto stupida e ardita nei confronti di chi per legge stava facendo solo il proprio dovere.
    L’art. 432 c.p.p. si applica normalmente a chi getta i sassi dal cavalcavia e a chi taglia parte del tronco degli alberi che si affacciano sulle superstrade per colpire ignari cittadini al primo soffio di vento e non a chi sta facendo il proprio lavoro dovuto e previsto dalla legge utilizzando mezzi di rilevamento previsti dalla legge ed omologati ai sensi di legge per sanzionare contravventori che violano la legge.
    A meno che il mondo si sia rovesciato e quello che era bianco ora è nero e quello che nero è diventato bianco.

  • giancar |

    semplice Marcon, io sono per i sistemi tradizionali di controllo del traffico.
    Credo nelle istituzioni alle persone che vi operano e alla bontà del loro lavoro a differenza di altri che li considerano normalmente malfattori e truffatori.
    Per quanto riguarda il turno che verrà io sono stato sempre cosciente che alla fine i risultati del nostro lavoro verranno a galla e chi ha lavorato bene ed onestamente un giorno sarà premiato.
    Per il resto mi rimetto alla bontà divina.

  • Giorgio Marcon |

    Caro Giancar,
    siamo alle solite, dovresti almeno spiegare, cosa a te va bene, hai sempre e solo contestato tutto e tutti.
    Per tua stessa amissione, pare fai parte di quelle persone, che hanno qualcosa da …. abbi pazienza, il tuo turno arriverà!.
    Poi mi dirai il risultato!.

  • giancar |

    la vecchia storia del tutto rosso (non previsto dal codice) al posto del giallo che dovrebbe durare all’infinito ritorna e si ripete ogni volta per dimostrare l’assunto che l’uso degli apparecchi di rilievo semaforico non è consentito o truffaldino.
    Non sono assolutamente d’accordo con chi mi ha preceduto perchè non considera che nel nostro paese la fonte principale del diritto è la consuetudine.
    Se da decenni chi progetta impianti semaforici utilizza il tutto rosso quando un intersezione è particolarmente lunga e ci vorrebbero 20 secondi di giallo (che creerebbe solo sconcerto nell’utenza ed incidenti a non finire) per far passare il veicolo dall’altra parte in sicureza io non ci trovo nulla di male.
    La norma non lo vieta e anzi la diligenza del buon padre di famiglia oltre che quella del buon progettista lo impone.
    Quello che non riesco proprio a capire è come mai che questi esperti a 360 gradi si oppongono ad una pratica tecnica progettistica che non è vietata dal codice mentre sposnorizzano apparecchi rilevatori della velocità (quelli che la segnalano solamente) che non sono omologati e pertanto espressamente vietati.
    Diceva uno che la sapeva lunga, a pensar male si fa peccato ma quasi sempre si indovina.

  • antonio menegon |

    Premessa all’inserimento delle sanzionatrici automatiche al semaforo è quella scemenza della tabella per i tempi del giallo di cui al CNR2001.
    Nessuno parla più di giallo di 3 s ma nessuno si ancora chiesto come sia stato possibile scrivere quel dato.
    Se io scrivo delle cazzate mi scredito da solo, se le scrive il Cnr e queste incidono su norme, su omologazioni, su una valanga di soldi, su pene afflittive ingiustamente erogate,
    non è più un problema di credito. E’ un problema penale.
    Se il problema è penale, è ragionevole pensare che intervenga chi è titolare dell’azione penale, lo può fare motu proprio, lo può fare su sollecitazione di parte offesa, per fatto proseguibile d’ufficio, o per denuncia.
    Se non procede su denuncia, allora c’é un problema aggiuntivo.
    L’attività delle Procure ad oggi è stata assolutamente inadeguata, più orientata a sopire che non ad accertare. I procedimenti attivi sono ad oggi orientati su ipotesi parziali e riduttive, utilizzano mezzi inadeguati. Difficilmente porteranno a chiarire.
    Per errori concomitanti,spesso voluti, almeno tollerati,quanto meno sottovalutati la maggior parte delle centraline semaforiche propone tempidi sicurezza inadeguati, insicuri quindi pericolosi.
    A Selva del Montello un recente CTU ha indicato per il tempo di sicurezza il valore minimo di 13s quando prima era di 7 s.
    Sei secondi di insidia, di rischio alla sicurezza, ma anche di soldi all’amministrazione.
    A questa situazione ha portato la contrazione del tempo di giallo cui non ha corrisposto un adeguato aumento del tutto rosso.
    Un tutto rosso non previsto dal c.d.s ha cannibalizzato il giallo e dispensato doni ai Comuni,nella aquiscenza di tutte le istituzioni.
    Presso la Procura di Treviso giace, nel senso che qui giace….. una denuncia proposta dal ricorrente di Selva del Montello che ricorrendo al GDP ha stimolato la CTU.
    L’ipotesi di reato è l’art.432 c.p. Attentato alla sicurezza dei trasporti.
    Al Tutor, Tred ,Vistared, Fotored ecc. ci arriviamo poi
    Gentili signore Procure della Repubblica Italiana.
    Partite dal 432 del c.p
    Antonio Menegon

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