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Se alle statistiche ufficiali mancano 120mila incidenti

Li stavano aspettando al varco. Da un anno l'Anvu (associazione professionale di vigili urbani) ha deciso di denunciare uno (e solo uno) degli aspetti carenti delle statistiche italiane sugli incidenti: la "sparizione" di migliaia di sinistri rilevati dalle polizie locali. Così hanno fatto un'indagine campionaria sui dati 2008 rilevati nei Comuni in cui lavorano i loro associati più volenterosi e già nei primi mesi di quest'anno avevano denunciato (Scarica Denuncia Anvu DEL10.02.2009) che ne uscivano cifre che – estrapolate per il totale delle municipalità italiane – erano sensibilmente superiori rispetto a quelle ufficiali del 2007 (in un Paese normale, invece, sarebbero state superiori, dato che c'è un indiscutibile trend al ribasso). Ora che Aci e Istat hanno diramato le statistiche ufficiali 2008, si può fare un raffronto più compiuto e ne esce un quadro peggiore di quello stimato a febbraio: all'epoca l'Anvu parlava di 90mila incidenti mancanti, oggi di 120mila (Scarica Anvu a Istat mancano 120mila incidenti).

Non ho particolari motivi per mettere in dubbio le stime dell'Anvu e in ogni caso, se fossero sbagliate, mi aspetterei una replica stizzita dell'Istat o del ministro dell'Interno, di cui non ho invece notizia. Contesto solo l'ultima frase del comunicato Anvu, secondo cui i piccoli Comuni sarebbero dimenticati dal sistema statistico, nel quale c'è poco spazio per l'informatica. Certo, il sistema è arretrato, ma a volte è il contrario: sono i piccoli Comuni a dimenticare il sistema, perché non inviano all'Istat i propri dati. Inoltre, pare manchino pure dati da alcune grandi città.

Comunque, date le loro dimensioni i piccoli Comuni hanno spesso corpi di polizia municipale composti da due-tre persone, che hanno da fare e magari non sono nemmeno tanto versate per la statistica e quindi i sindaci vorrebbero una mano dall'Istat anziché dovergliene dare una loro.

Come finirà? Sapevo che la Polstrada e le Regioni si stanno muovendo per fare accordi coi Comuni e le Province, nell'ambito del Pnss (Piano nazionale sicurezza stradale). Vedremo. In ogni caso, mi sento di precisare che la sottovalutazione attuale dei dati è grave, ma non trucca le carte riguardo all'obiettivo imposto dalla Ue (e ormai fallito da molti Stati, tra cui l'Italia) di dimezzare le vittime della strada nel 2010 rispetto al 2001. Infatti, le cifre italiane sballate erano nel 2001 e sballate sono ora. Certo però è che, se si risolvesse il problema proprio ora, ci tireremmo la zappa sui piedi: dovremmo registrare un inatteso aumento delle vittime…

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  • Menazza Marco |

    Buongiorno,
    è incredibile che il Cominicato dell’ANVU sia passato in sordina. Il dato statistico dovrebbe essere l’elemento oggettivo su cui si dovrebbero basare ogni tipo di ragionamento e di decisione politica sulla sicurezza stradale.
    Non è ammissibile un divario cosi “enorme” come denunciato dall’ANVU.
    Ma immaginiamo cosa succederebbe in Fiat se Marchionne chiedesse ai suoi collaboratori: “Ma quante auto abbiamo venduto nel 2008?” e gli fosse risposto: “Circa 200.000 ma potrebbero essere anche 300.000 in quanto le piccole concessionarie spesso non ci comunicano i dati di vendita…”

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