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Finalmente un processo in cui l’incidente è colpa del guard-rail

Capita molto raramente che una sentenza su un incidente stradale condanni chi gestisce la strada e gli dia tutta la colpa (eccovi il resoconto apparso su repubblica.it Scarica Sentenza storica). L'altro giorno è successo. L'ho verificato personalmente parlando con Fabio Spada, l'avvocato che ha assistito la famiglia della vittima, ed è stato stabilito un principio molto importante (anche se la conferma ufficiale si avrà solo quando se ne potrà vedere il testo, cioé dopo il suo deposito in cancelleria, cosa che per legge dovrà avvenire entro 90 giorni).

In ogni caso, sono stati condannati due progettisti della Provincia di Cremona che – durante la riqualificazione di un tratto della Paullese, inadeguata ex-statale che collega la Bassa a Milano – hanno piazzato un guard-rail assassino (cioè installato senza annegarne la parte terminale nel terreno o senza coprirla con attenuatori d'urto, per giunta in un punto inutile ("proteggeva" gli utenti dalla fuoriuscita in un'innocua aiuola, che invece potrebbe in molti casi fermare i veicoli senza danni contando sul solo attrito col terreno). Quel guard-rail era stato installato senza alcun progetto, come pare abbiano ammesso gli stessi tecnici della Provincia durante il processo, sia pure per argomentare che su quel tratto non vige l'obbligo perché esso scatta solo se la velocità di progetto della strada è dai 70 in su (nel caso in questione era invece di 50), quindi quella barriera era solo un "di più". Argomentazione che mette a nudo l'incoerenza di chi l'ha sottoposta ai giudici: a quel punto, sarebbe stato meglio lasciare la sola aiuola (di solito i guard-rail si lesinano, ma nella mia esperienza non sono mancati casi di sovrabbondanza, alcuni pure sospetti).

Fatto sta che una notte la Punto di un giovane probabilmente caduto in un colpo di sonno è stata infilzata da quella barriera maledetta per tutta la sua lunghezza. In questo macabro "spiedino" è rimasto trafitto anche quel povero giovane.

Faremo ulteriori commenti quando arriverà la sentenza, che – ripeto – pare molto inconsueta dato l'andazzo italiano di trascurare spesso le responsabilità degli enti gestori e delle imprese che fanno i lavori (ma tra le eccezioni vi segnalo due condanne per altrettante tragedie avvenute nei primi anni Novanta alle porte di Milano – "Quattroruote", che all'epoca aveva molto più smalto che con la gestione attuale, ci montò una campagna stampa – e una recente sentenza di Cassazione che mi ha tirato fuori l'amica Marisa Marraffino Scarica Sentenza su guard rail non completato). Soprattutto, sono curioso di sapere perché hanno condannato solo i progettisti: che io sappia, al termine di ogni cantiere, un rappresentante dell'ente gestore deve visionare che cosa è stato fatto e approvarlo. Possibile che in questo caso un responsabile non si sia accorto che su quel guard-rail mancava un pezzo? Possibile, se si pensa alle altre carenze che si vedono tutti i giorni sulle strade: se chi deve controllare controllasse, sarebbero molte meno (o tante strade rimarrebbero chiuse al traffico).

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