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Lo spray antipioggia funziona. Sin troppo

Lo spray che impedisce all’acqua piovana di fermarsi sui vetri funziona: un test pubblicato su “Quattroruote” di novembre ha dimostrato che, stendendo questo prodotto sulle superfici vetrate, la visibilità resta buona, tanto che i tergicristalli di fatto diventano necessari solo per pulire il parabrezza quando si prendono gli schizzi dai veicoli che precedono (e comunque anche in questa circostanza si vede meglio rispetto a quando il tergi agisce su un vetro non trattato con lo spray). “Quattroruote” riferisce dello studio di un’università americana secondo cui, aumentando la visibilità, migliorerebbe pure la sicurezza. Io però non ne sarei troppo convinto: dall’esperienza dell’asfalto drenante si è visto che ci sono pure controindicazioni.

Infatti, anche in questo caso si vede di più (l’acqua viene assorbita dal manto stradale e non schizzata dalle ruote), ma proprio la maggior visibilità induce ad andare più forte, mentre vedere poco mette a disagio e stanca, obbligando alla prudenza. Questo succede perché purtroppo noi esseri umani siamo tarati per regolarci in base a ciò che percepiscono i nostri sensi. Se l'occhio non è disturbato dagli schizzi e la diminuzione di aderenza che la pioggia comporta su asfalto bagnato non si nota se non durante una sbandata o un aquaplaning (cioè troppo tardi), si finisce per guidare come sull'asciutto pur non potendo permetterselo. Così al primo piccolo imprevisto arriva l'incidente.

Per ricordarci di come cala l'aderenza quando piove, appena vediamo l'acqua facciamo mente locale su come tende a slittare la nostra auto sul cemento di un autosilo o di un parcheggio sotterraneo quando vi entriamo con le ruote appena bagnate provenendo da una strada esposta alla pioggia.

  • no name |

    Sull’impreparazione degli italiani al maltempo concordo al 100%. Sono tutti fermi allo stereotipo “Italia paese del sole” e guidano come se la strada fosse sempre perfettamente asciutta, anche al volante di supercar.
    Ultimo episodio: domenica, ore 18.45, Milano, piazzale Baracca, noto per il selciato dissestato percorso da un triplo incrocio tramviario. Il proprietario di una Ferrari Scuderia (e come tale titolare anche di un corso di guida sportiva) affronta l’incrocio sotto la pioggia battente tenendo nella sinistra il Blackberry con cui conversa; allo scattare del giallo, accelera violentemente per bruciare il semaforo. E non si infila nelle vetrine di corso Vercelli solo grazie all’intervento della sofisticata elettronica di bordo…

  • no name |

    Oh no, per favore, non diciamo cose del genere. Sennò arriverà qualcuno che propone di abolire i fari: dovendo guidare al buio tutti andrebbero infatti più piano e, di certo, un po’ per paura un po’ per il disagio, circolerebbero meno auto, riducendo quindi drasticamente gli incidenti.
    Esco dal paradosso. Non buttiamo l’acqua col bambino dentro. L’innovazione è utile, almeno quanto l’asfalto drenante, sempre che funzioni. L’importante è informare/istruire/educare chi guida a capire i rischi ed evitare comportamenti incongrui.
    Nonché trovare un modo intelligente e costruttivo di far rimarcare attraverso cartelli, avvisi luminosi, segnalatori di bordo, che le condizioni della strada sono diverse da quelle dell’asfalto asciutto.
    Però, vediamo di non ritrovarci in giro al volante di auto coi fari ad acetilene e i tergi a bacchetta!
    [risponde Maurizio Caprino] Infatti io non sono contro, semplicemente dico che su questa terra ogni cosa positiva ha il suo lato negativo ed è bene esserne a conoscenza. Altrimenti facciamo la fine di chi pensa che l’airbag basti a proteggere anche quando non si allacciano le cinture, che in curva si possono fare cose insensate tanto c’è l’Esp eccetera. Occorre sempre avere l’intelligenza di sfruttare l’innovazione come un modo per avere un margine di sicurezza in più. Intelligenza che manca perché in genere si ragiona così: se non mi è mai capitato nulla anche senza avere il nuovo dispositivo di sicurezza, ora che ce l’ho posso sfruttarlo per prendermi maggiori libertà. Vagli a apiegare che se non è capitato nulla sinora è solo questione di fortuna e che a tante altre persone nella stessa situazione è invece andata male.

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