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A piedi, in bici e in moto si muore troppo. Ma le vittime non si tutelano nemmeno da sole

Stamattina a Milano la Fondazione Ania ha "approfittato" dell'Eicma (Salone del ciclo e motociclo) per porre ancora una volta il problema dei troppi morti – soprattutto in città – fra gli utenti deboli della strada: pedoni, ciclisti e motociclisti. Le ultime elaborazioni specifiche (Scarica Mortalità 2007 utenti deboli) sono aggiornate al 2007 (i dati grezzi 2008 ci saranno solo a giorni e poi ci vorrà tempo per elaborarli sotto l'aspetto che qui c'interessa).

Siamo tutti d'accordo sul fatto che spesso guidiamo le auto come se i deboli non esistessero e come se non fossimo mai pedoni a nostra volta: colpa della distrazione, dell'ignoranza, della sostanziale assenza dei vigili e - perché no – del troppo confort delle nostre moderne vetture (ci fanno sentire poco i rumori estermi e hanno impianti stereo talvolta da favola, magari solo come costosi optional). Servono pure strade fatte meglio e – forse – nuove norme (se ne parlerà a Roma alle 15,15 di martedì 17 novembre, in un convegno della Fondazione Guccione alla Sala del Refettorio di Palazzo San Macuto, stabile che appartiene alla Camera e si trova in via del Seminario 76).

Ma distrazione, ignoranza e sostanziale assenza dei vigili favoriscono anche le scorrettezza degli stessi utenti deboli. Vi linko due commenti di Paoblog (http://paoblog.wordpress.com/2009/10/09/i-pedoni-strana-gente/ ; http://paoblog.wordpress.com/2009/08/24/ciclista-per-un-giorno/). E leggete cosa mi ha scritto il blogger algor65 ad agosto, quando era "calda" la discussione sugli inasprimenti introdotti o annunciati per ciclisti e guidatori di motorini.

Stasera dopo cena sono uscito di casa e nella mia città ho visto 10 (dieci) biciclette, TUTTE SENZA FANALI. Quanti punti si perdono per guida a fari spenti? Nessuno, vero? Giusto per sapere. Però se io esco in macchina e mi capita di investire uno di questi poveri cristi (ovviamente perché non l'ho visto e fatto salvo che non ho bevuto), passo guai a non finire, sempreché non lo ammazzi, nel qual caso dovrò subire un processo, pagare un avvocato, subire la sospensione "precauzionale" della patente (perché sono un criminale, ovvio…) e via dicendo. Il rischio vero è che si sia fatto un nuovo annuncio, per poi non combinare nulla. Ma la guida senza fanale, a prescindere dai punti patente perduti, è una violazione del CdS? Oppure le regole le devono seguire solo gli auomobilisti? E che mi dite dei giubbotti catarifrangenti? Vorrei sapere quante multe saranno fatte per le  biciclette senza fanali di sera e il ciciista senza giubbotto catarifrangente. Aspettiamo al varco le forze dell'ordine…

  • Giuliano Gavazzi |

    Paolo, direi piuttosto: sino a che la gente continuerà a pensare (so to speak) come te non vedo molte speranze. In ordine:
    visto che gli sconsiderati pedoni di cui parli esistono e sono visibili ed è nota la loro condotta “Il giorno in cui un malcapitato automobilista investirà uno di questi pedoni” vorrà dire che più che malcapitato il caro automobilista non ha regolato l’andatura alle condizioni della strada.
    Non è l’imprudenza degli altri a giustificare la nostra, soprattutto se è la nostra a rendere quella degli altri un’imprudenza mortale.
    Ma quello che veramente porta l’argomento a livelli molto bassi sono le pietose scusa che ti fanno inneggiare a semafori per ogni attraversamento pedonale… Forse ti gioverà riflettere su questo:
    1) nei centri abitati (anche altrove, ma non vorrei scandalizzarti troppo) si deve regolare la velocità in funzione della presenza di persone, anche non immediatamente visibili (per esempio a causa di auto parcheggiate) che potrebbero improvvisamente trovarsi sulla propria traiettoria.
    2) Gli attraversamenti pedonali sono una zona dove l’incognita non c’è nemmeno, sono i luoghi dove i pedoni attraversano (o almeno dovrebbero poter) in sicurezza… se tu credi di non aver il tempo di reagire in tali circostanze allora vai troppo forte.
    Sul fatto invece che un pedone “può sempre cominciare l’attraversamento in un momento sbagliato” non ci piove. Sino a che verrà dato il permesso di condurre un veicolo a motore a gente che pensa (ripeto, un eufemismo) di avere il diritto di procedere alla velocità che sta scritta in centro a un cerchio rosso (e magari un po’ di più se c’è un semaforo verde da prendere), sarà sempre il momento sbagliato.

  • Paolo |

    Buongiorno.
    Osservando quello che accade quotidianamente sulle strade italiane non posso che ripetere ciò che ho già scritto in altre occasioni: spesso sono proprio gli utenti deboli a causare gli incidenti nei quali avranno la peggio. Non so se si comportano in maniera pericolosa per ignoranza, incoscienza o altro, ma penso che influisca anche la convinzione diffusa secondo la quale “l’utente debole ha sempre ragione”. E’ una convinzione sbagliata e pericolosa, e nessuno fa niente per sradicarla.
    Consideriamo gli utenti deboli per definizione, i pedoni. Nella mia camminata quotidiana dall’ufficio alla stazione ne vedo molti (soprattutto immigrati) attraversare la strada con il semaforo pedonale disposto al rosso e, quel che è peggio, buttandosi in mezzo alla corrente di traffico, anche su strade larghe con più colonne di auto che marciano per file parallele. Nessuno dice mai niente a costoro, anche perché i vigili non ci sono mai; in compenso la zona brulica di accertatori della sosta che, essendo dipendenti dell’azienda di trasporto pubblico locale, non possono fare multe per violazioni al CdS. Il giorno in cui un malcapitato automobilista investirà uno di questi pedoni (succederà, è solo questione di tempo) sarà trattato come un criminale. Siamo sicuri che in un caso del genere il criminale sia l’automobilista?
    Più in generale, io sono convinto del fatto che gli attraversamenti pedonali non regolati da semaforo e con precedenza ai pedoni siano ottimi sistemi per favorire l’investimento dei pedoni da parte dei veicoli. Un pedone può sempre cominciare l’attraversamento in un momento sbagliato, che non lascia al conducente il tempo di reagire, indipendentemente dalla sua velocità. Inoltre di notte o con cattivo tempo un pedone può essere assolutamente invisibile per il conducente fino a che non è direttamente davanti al veicolo, ma a quel punto è troppo tardi per evitarlo. Gli attraversamenti pedonali dovrebbero essere tutti regolati da semaforo, e fuori da questi la precedenza dovrebbe essere data ai veicoli che circolano sulla strada. Il conducente di un veicolo non ha alcuna difficoltà a vedere un semaforo con largo anticipo; d’altro canto in condizioni di scarsa visibilità è molto più facile per un pedone vedere i veicoli che arrivano piuttosto che il contrario.
    Un saluto.

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