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Le prefetture ramazzano gli autovelox. E a Firenze va in scena il vigile-pupazzo

La macchina è avviata: l'"invito" a riordinare le postazioni autovelox fisse contenuto della direttiva ministeriale di Ferragosto sta portando a riunioni su riunioni praticamente in tutte le prefetture italiane. Si studiano le mappe delle strade ordinarie e le statistiche degli incidenti, per capire dove davvero occorre fare prevenzione e non si può farla con pattuglie in grado di fermare subito i trasgressori.

C'è da rimediare agli abusi del passato: come vi ho scritto a luglio, pian piano si è scoperto che alcuni Comuni avevano messo apparecchi dove per legge non si poteva e alcuni prefetti avevano sorvolato. Vi avevo scritto che la direttiva conteneva novità limitate, ma almeno sotto questo aspetto pare stia funzionando.

A Firenze sono andati anche oltre: come mi segnala l'amico Paolo Giachetti, i dati sugli incidenti li hanno messi su internet (http://www.prefettura.it/firenze/index.php?noredir=1&f=Spages&s=download.php&id_sito=1183&file=%2FFILES%2Fallegatinews%2F1183%2FDossier+Incidenti-Stradali-2009aggiornato+primo+semestre.pdf&coming=%2Ffirenze%2Findex.php%3Ff%3DSpages%26s%3Dnews.php%26id_argomento%3D198%26id_sito%3D1183%26id_avviso%3D7493&tt=ok&popup=0.8131217463196702).

La riunione tenutasi ieri a Firenze ha ribadito che in città le postazioni fisse sono vietate, tranne sui viali di scorrimento. Nulla di nuovo, ma nel capoluogo toscano la cosa fa un certo effetto: lì si è abusato, piazzando postazioni su strade urbane dove non si sarebbe potuto. Così ora, come mi segnala l'amico Francesco Matera, sette apparecchi si possono usare e altri sette, assolutamente uguali, no. Il Comune ha detto che li accenderà solo quando una pattuglia di vigili potrà andare a presidiarli, di fatto come pupazzi (dubito che si organizzeranno per fermare subito i trasgressori com'era nello spirito iniziale della legge, per cui si limiteranno ad accendere il misuratore e stargli accanto). Scusate, ma mi viene un po' da ridere: è vero che cambia il tipo di strada, ma siamo sempre in un contesto urbano, in punti che – mi risulta – all'epoca furono scelti in funzione della loro pericolosità, sia pure contravvenendo a una legge. Non sarà il caso di rivedere la legge?