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Lavori socialmente utili anche per gli assassini della strada

Un paio di settimane fa, il Governo ha proposta un altro provvedimento che dovrebbe tenere fuori dalle galere chi riporta condanne penali, sostituendo la detenzione con lavori socialmente utili. Compresi i pochi che vengono condannati pesantemente per aver provocato incidenti stradali mortali. Ce lo ricorda uno dei nostri amici blogger, proponendo che per queste persone la pena sostitutiva sia il servizio presso ospedali dove vengono ricoverate persone coinvolte in incidenti stradali. una misura educativa e "compensativa", certo. Ma voglio ricordare che dal punto di vista organizzativo non è così facile: bisogna avere chi istruisca un minimo questi "ausiliari forzati", chi controlli che si presentino effettivamente al lavoro eccetera. Tanto che una misura del genere fu inserita nell’estate 2007 nella prima versione del decreto Bianchi e poi fu cancellata in sede di conversione.

Vi lascio al post originale.

Buongiorno a tutti,

faccio riferimento al DDL del ministro Alfano,

presentato oggi in consiglio dei ministri e che

prevede, per chi usufruisce della condizionale (pene

detentive fino a 4 anni), l’istituzione dei lavori

socialmente utili.

In relazione alla sicurezza stradale, vorrei dire che

le pene detentive fino a 4 anni sono proprio quelle che

riguardano i cosiddetti "pirati della strada" e anche

coloro che per distrazione o per negligenza uccidono

persone mentre sono al volante del proprio veicolo. Se

venissero introdotte queste misure sarebbe possibile

iniziare i colpevoli di omicidio colposo al lavoro

socialmente utile.

La mia proposta e la mia raccomandazione per Voi, che

siete attivi sul fronte dell’informazione, è quella di

proporre NON SOLO i lavori socialmente utili, ma per

coloro che provocano morti sulle strade, di promuovere

la prestazione d’opera nelle UNITA’ TRAUMATOLOGICHE dei

nostri ospedali. Credo che questa misura sarebbe

apprezzata da tutti, una bella pena del contrappasso,

in stile dantesco, ma molto efficace.

Come sapete ho lavorato al 118 nel lontano 1991 e 1992,

ma sono entrato un po’ in tutti i reparti ospedalieri

(anche se magari solo per pochi minuti o di passaggio)

e posso assicurare che quei reparti sono capaci di

insegnare molte cose a chi viaggia sulle strade come se

fosse il padrone del mondo.

Spero con questo messaggio di avervi dato uno spunto

per i Vs. articoli e i Vs. reportages.

A presto

Fabrizio Gabrielli

Modena