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La doppia striscia continua? A Roma per le moto non vale

Che a Roma i motociclisti dell’ora di punta facciano cose incredibili lo sanno tutti. Che ormai nelle città italiane più che il Codice della strada viga una prassi più o meno condivisa da tutti (e chi non si adegua peggio per lui) lo abbiamo già scritto altre volte. Che Roma sia una delle capitali europee dove si muore di più per incidente stradale ce lo ha detto la Ue due settimane fa e i giornali ne hanno dato conto. Ma quello che ho visto l’altra mattina sulla Nomentana ha proporzioni che mi hanno lasciato incredulo.

Percorrevo questa via – al cui inizio, per ironia della sorte, ci sono i due ministeri in cui è stata scritta la maggior parte del Codice della strada – dal centro (Porta Pia) verso la periferia. Erano le 9 del mattino, quindi il traffico era soprattutto in senso contrario e composto in buona parte dagli scooter dei forzati che abitano in periferia e lavorano in centro. Gente che ha per questo tutta la mia comprensione (se ho scelto di "esiliarmi" nella "piccola" Bari, è anche per non diventare uno di loro). Ma non è giustificabile che in corrispondenza di ogni semaforo rosso della Nomentana la prima auto della fila sia attorniata da una trentina di scooter, molti dei quali si fermano oltre la doppia striscia continua. Una striscia oltrepassata da moltissimi anche in movimento, nei tratti tra un semaforo e l’altro: ho visto gente che probabilmente si è fatta tutta la Nomentana nella corsia contromano.

Prima considerazione, banale: se le cose stanno così, è un miracolo che non ci sia almeno un morto al giorno.

Seconda considerazione, più profonda: la Nomentana è una delle poche strade di Roma dove il Comune in teoria ha messo in campo il meglio di quello che prescrive la letteratura in materia, cioè il "traffic calming" (restringendo le corsie per i mezzi privati per ricavare quelle riservate ai mezzi pubblici in entrambi i sensi) e i bus speciali "express" (più veloci del normale perché saltano un po’ di fermate). Si può discutere sulle modalità di attuazione (per esempio, i cordoli che dovrebbero proteggere le corsie riservate sono pericolosi perché facili da scavalcare, creando situazioni di promiscuità di fatto come quella che portò all’incidente mortale di febbraio tra il bus, il tram e la Cayenne davanti al Palazzo di giustizia di Milano), ma non c’è dubbio che la Nomentana non sia una delle tante strade urbane italiane che sono state abbandonate a se stesse. E questa mi sembra la cosa più preoccupante.

Terza ed ultima considerazione: visto che con i mezzi normali non riusciamo a fare ordine, voi non lo mettereste qualche bel sorpassometro o vi sembra vessatorio?

  • Fabrizio |

    Hai pienamente ragione, ma sarebbe più opportuno usare veicoli poco inquinanti. Magari sembrerà strano, ma se ritornassimo ad usare la bicicletta un pò di più, forse ci sarebbero meno morti di cancro e tanti alri vantaggi. Quì i comuni dovrebbero provvedere ad adeguare le strade anche per il transito dei velocipedi però.
    [risponde Maurizio Caprino] Certo. Voglio però precisare che non è per nulla detto che un motorino sia meno inquinante di un’auto (pensiamo soprattutto a quelli vecchi), la sua vera superiorità sta nelle minori emissioni di CO2 (che non è un gas inquinante, bensì la sostanza che causa l’effetto-serra)..

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