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Comuni predoni all’indice. Ma ci sono anche gli onesti

Comunicazione di servizio: venerdì pomeriggio, la trasmissione di Raiuno "La vita in diretta" si collegherà con Riparbella, uno dei centri del Pisano che sono tra le capitali italiane delle multe fatte dai Comuni. Noi del Sole-24 Ore fummo i primi a sollevare il caso a livello nazionale e fa piacere vedere che negli anni successivi se n’è continuato a parlare e si continua a farlo: tutto contribuisce a far sì che non si ripetano situazioni del genere, in cui i Comuni abbassano i limiti di velocità senza valide motivazioni e poi mettono su una fabbrica di multe in collaborazione con ditte private. Ma vogliamo ricordare che tanti Comuni effettuano anche loro controlli automatici, si avvalgono anche loro del supporto di privati, ma fanno tutto ciò per la sicurezza stradale. In altre parole: casi guidatori, non fate di tutta l’erba un fascio ritenendo che i controlli si facciano sempre e solo per far cassa. Altrimenti vi deresponsabilizzate e i problemi di sicurezza resteranno irrisolti.

  • Paolo |

    Buongiorno.
    Concordo sul fatto che ci sono comuni che si preoccupano della sicurezza stradale anziché del bilancio, ma se è così perché non tagliare la testa al toro e destinare allo stato gli incassi derivanti dalle multe? Sarebbe subito chiaro quali comuni si preoccupano della sicurezza e quali invece pensano solo ai soldi, e tutte le polemiche finirebbero.
    Si può obiettare che così facendo i comuni che continuassero l’attività di prevenzione degli incidenti dovrebbero sostenere costi non coperti dalle multe, e sarebbero quindi penalizzati. A mio parere questa è un’obiezione priva di fondamento, perché se una attività porta vantaggi ai cittadini deve essere intrapresa indipendentemente dal fatto che generi un ritorno economico oppure no. Se lo genera tanto meglio, altrimenti si rinuncerà ad attività meno importanti. Se tutto dovesse generare un ritorno economico allora lo stato non dovrebbe perseguire gli autori di crimini punibili solo con la detenzione (i più gravi), perché in caso di condanna i criminali finiscono in carcere e diventano addirittura un costo per lo stato.
    Io penso che una norma come quella che auspico non sarà mai introdotta perché ormai sono troppi i comuni che evitano la bancarotta solo grazie agli introiti delle multe. E per colpa di questi comuni male amministrati anche i pochi che si preoccupano della sicurezza stradale fanno una pessima figura agli occhi dei cittadini.
    Un saluto.
    [risponde Maurizio Caprino] Purtroppo non è così facile, anche perché destinare tutto allo Stato potrebbe facilmente significare che anche gli interventi più locali sulla sicurezza stradale dovrebbe farli appunto lo Stato. Che però non ce la farebbe, sia come personale sia come poteri effettivi dei suoi organi nei riguardi degli enti proprietari delle strade: non riescono nemmeno a far togliere i cartelli in dialetto messi da alcuni Comuni del Nord…

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