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Alemanno, pensaci tu

Otto incidenti gravi all’anno ogni mille abitanti: otto volte più delle altre grandi città europee. Le strade di Roma sono tristemente famose per la loro pericolosità e la questione è tornata prepotentemente alla ribalta sabato, con la morte di due ragazze su un’auto fragilissima (la Cinquecento degli anni Novanta) travolta da un bus (forse per un piccolo errore di guida come se ne fanno miliardi ogni giorno) in uno dei tanti tratti cittadini tormentati dai lavori in corso. Lavori o no, molte strade romane sono autentiche trappole ed è un miracolo che non facciano ancora più morti: lo dicono molti, me compreso (l’ho già scritto altre volte in questo blog). Ora l’Aifvs (Associazione italiana familiari vittime della strada) è tornata all’attacco con un comunicato, che mette alla berlina anche il nuovo sindaco.

Di che vi stupite? Lo avevamo già detto che le campagne elettorali si fanno più su una sola persona morta in una rapina con stupro che su 100 poveretti che muoiono su strade infami per colpa di altri guidatori infami. Giusto domani il Comune firmerà un protocollo l’intesa con la Fondazione Ania per la sicurezza stradale e annuncerà la costituzione di un ufficio proprio per quest’ultima. Le solite iniziative vuote che si fanno solo per darle in pasto ai giornali? Vedremo nel tempo. Comunque, eccovi di seguito il testo del comunicato dell’Aifvs.

Incidenti stradali: Comune inadeguato, occorre la Protezione Civile per fermare la strage a Roma.

Ancora tanti, troppi, morti sulle strade della Capitale, non possiamo restare inermi.

In più occasioni abbiamo chiesto un incontro con l’Assessorato, almeno per inquadrare il problema "incidentalità" nella giusta luce, individuando percorsi prioritari di contenimento: mai ricevuta risposta e nessuna azione concreta si è vista.

In questo modo Roma continuerà a battere i record negativi che già la caratterizzano: 8 incidenti gravi per 1000 abitanti contro 0.5-1 delle altre Capitali europee.

Le nuove 500 assunzioni di VVUU, come già avvenuto in occasione delle precedenti, non sono state impegnate dall’Amministrazione e dal Corpo dei Vigili Urbani per raggiungere una significativa riduzione della incidentalità stradale.

Roma continua così, inesorabilmente, a restare al primo posto, per numero di vittime sulle strade, tra le Capitali europee. Un primato vergognoso.

La nuova amministrazione sembra ancora sottovalutare il problema e non dà cenno percettibile di discontinuità rispetto ai comportamenti che hanno negativamente caratterizzato anche l’amministrazione precedente:

– a mesi di distanza dalla dichiarazione dell’Assessore alla viabilità di volere eliminare i pericolosi cordoli delle corsie preferenziali non si registrano interventi significativi in atto;

– la segnaletica orizzontale, continua ad essere spaventosamente carente;

– la segnaletica verticale spesso non è visibile, obsoleta e comunque non manutenzionata;

– presenza di buche in strada particolarmente insidiose specie per gli utenti che in sempre maggior numero utilizzano gli scooter per i loro spostamenti;

– incapacità dei mezzi pubblici di fornire un servizio adeguato alla richiesta dell’utenza;

– nessuna ipotesi di programma per la costruzione di parcheggi "ecocompatibili" che riducano l’attuale impatto di macchine in sosta in strada;

– rami e cespugli non potati rendono difficile la reciproca percezione tra utenti; spesso ricoprono completamente le luci dei semafori;

– ghiotte ostruite che causano un lungo e pericoloso ristagno di acqua in strada dopo la pioggia;

– cartelloni pubblicitari, molti dei quali abusivi, spesso posizionati in corrispondenza degli incroci in sempre maggiore quantità;

– cassonetti della raccolta rifiuti mal posizionati in strada e ancor peggio evidenziati;

– sono in corso e sempre più lo saranno in futuro cantieri (tangenziale est; Metro C) che produrranno (producono!) grave impatto sulla viabilità cittadina senza che siano state previste efficaci misure preventive: spesso neppure quelle minime previste dal C.d.S.

Per salvare le vite dei nostri familiari, dobbiamo invocare l’intervento del Presidente del Consiglio per affidare il problema alla Protezione Civile come per la mondezza di Napoli?

Gruppo Prevenzione di Roma

AIFVS

Roma 29 settembre 2008