Svizzera: l’agente sbaglia e le multe si annullano d’ufficio

Sembra fantascienza, ma è successo nella confinante Svizzera: un poliziotto ha sbagliato a impostare il limite del tratto su cui stava controllando la velocità e così ha fatto più multe del solito. L’anomalia è stata subito notata e così è stata fatta una verifica, che ha portato a scoprire l’errore e annullare d’ufficio le multe. Che cosa sarebbe successo in Italia? Probabilmente nessuno avrebbe considerato anomalo un alto numero di multe, data la maggiore indisciplina cui siamo abituati (anche se l’Etsc una settimana fa ha scritto che in Europa i limiti li violano tutti, ma bisogna vedere di quanto…). E, se anche qualcuno si fosse insospettito, difficilmente si sarebbe arrivati a un annullamento d’ufficio: lo insegna l’esperienza. Intanto, leggetevi la notizia completa così com’è apparsa sul sito del Touring club svizzero (www.tcs.ch).

Brutta sorpresa per una quindicina di automobilisti neocastellani. Il giorno dopo Natale ricevono per posta un regalo indesiderato: una salata multa oscillante tra 400 e 1500 franchi corredata, per i più sfortunati, da una denuncia al ministero pubblico. Ma quest’ultimo ha qualche dubbio. Cosa mai avrebbero commesso di tanto grave? Fiutando un equivoco, domanda di vedere le fotografie del radar. E sorpresa: non concordano né la data, né la strada, né la velocità. Se ne lamenta con la polizia cantonale, la quale scopre l’inghippo. Quel giorno il controllo della velocità era previsto su una strada in "zona 30". Ma la mancanza di spazio aveva obbligato l’agente a porre l’apparecchio un po’ più in là, su un’area limitata a 50 km/h. E il radar, calibrato a 30 km/h, iniziava a scattare a raffica: "È un errore umano, un’incresciosa disattenzione", deplora il tenente Alain Saudan, capo della polizia della circolazione del canton Neuchâtel. Le sanzioni sono state annullate e i "contravventori" hanno ricevuto una lettera di scuse. "La cosa più sorprendente è che la maggioranza degli automobilisti circolava a una velocità inferiore a 30 all’ora pure su una strada da 50 km/h!", nota Saudan.
Dichiarazioni imprudenti
Morale della storia: in caso di dubbio non pagare il conto ad occhi chiusi, ma verificare l’esattezza della foto del radar. Senza questa precauzione, migliaia di franchi di multa sarebbero stati incassati ingiustamente. Alla luce di questa vicenda, stonano le rassicuranti dichiarazioni dell’Ufficio federale delle strade e di alcune polizie cantonali pubblicate sulle nostre pagine (Touring 18/2007). Interpellate lo scorso autunno a proposito dello scandalo dei radar mal calibrati in Francia, avevano assicurato che una disavventura del genere era assolutamente impossibile in Svizzera. Una risposta che il caso di Neuchâtel invita a prendere con prudenza.

Testo: Jacques-Olivier Pidoux