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Nel “paradiso-Francia” i controlli non bastano: ora vogliono il tasso zero

Francamente mi è venuto da ridere. Stavo leggendo il dibattito che sta infuriando queste settimane in Francia attorno alla proposta di abbassare a zero (avete letto bene) il tasso di alcol consentito nel sangue di chi guida. Sì, proprio nella Francia dei 10 milioni di test alcolemici l’anno che da mesi in Italia viene citata come punto di riferimento ogniqualvolta si parla dei pochissimi controlli che si fanno da noi, adesso qualcuno si accorge che si può fare di più. Per eliminare quel 3% di guidatori stimati come alcolisti (e in Italia c’è qualcuno che ha calcolato quanti potrebbero essere?).
Temo comunque che anche il dibattito francese sia viziato dalla demagogia. Sì, come in Italia.

Lo sospetto perché tra i contendenti non c’è accordo nemmeno su una questione scientifica: il rischio che col tasso zero vengano colpite anche persone che non hanno bevuto affatto ma hanno nel loro organismo un po’ di alcol che deriva dalla digestione di alcuni alimenti. C’è chi ritiene che un esame del sangue scongiuri questo rischio e chi invece è convinto che continui a esserci.
L’unico punto su cui sono tutti d’accordo è che chi ha un tasso pari al massimo consentito (0,5 grammi per litro di sangue, esattamente come in Italia) oggi non va incontro a sanzioni ma statisticamente ha una possibilità di essere coinvolto in incidenti doppia rispetto a chi è perfettamente sobrio. Possibilità che addirittura si moltiplica per 10 a 0,8 (il limite che era in vigore fino al 1983 in Francia e fino al 2002 in Italia) e per 35 a 1,20.