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Decreto Bianchi / Da oggi sperimentiamo la “tassa sulle infrazioni notturne”

Oggi è il primo sabato sera in cui è in vigore la “multa di scopo” introdotta dalla legge di conversione del decreto Bianchi (la 160/07). E’ una multa supplementare di 200 euro per chi commette alcune infrazioni (principalmente quelle legate a velocità, alcol e droga) dalle 20 alle 7 (di tutti i giorni della settimaan, beninteso). E’ giusto essere puniti più severamente in una certa fascia oraria? Istintivamente si resta perplessi, però in effetti se si riflette si scopre che:
– gli incidenti notturni sono pochi in assoluto (anche perché c’è meno gente in circolazione), ma hanno un tasso di mortalità più elevato, anche a causa delle velocità mediamente più alte che lo scarso traffico consente);
– i proventi di queste multe supplementari dovranno servire a rafforzare la vigilanza notturna, oggi carente.
Certo, si può sempre obiettare che la maggior parte delle persone non circola di notte e quindi ci vorrebbero più risorse per la vigilanza di giorno.
Non riesco ancora a farmi un’opinione definitiva su tutto questo. Probabilmente solo il tempo (ammesso che si riescano a fare statistiche attendibili) ci darà una risposta definitiva.

  • paolo |

    X andrea oliva. Mi dispiace per te, hai aperto i tuoi locali nello stato sbagliato, in italia i gestori di locali notturni sono equiparati a belzebu’. I controlli anti alcool si fanno soprattutto per perseguitare le categorie di persone che si vogliono colpire, non per la sicurezza generale, vicino a casa mia c’è un’osteriaccia frequentata da ubriaconi pensionati, gente veramente che cammina a zig-zag e poi sale in macchina, che ovviamente non è aperta di notte, mai nessun controllo con l’etilometro è stato fatto davanti, l’importante è andare a controllare davanti a discoteche, night, lap dance meglio ancora.

  • stez |

    Stiamo commentando questo provvedimento come se fosse uno scritto di Kant. Trattasi di classica gabella.
    Niente di nuovo, poche idee, tante gabelle: le quali come quest’ultima devono necessariamente rientrare nella legislazione d’urgenza se no non va bene. Pensate quali tragedie materiali e morali per il Paese se si fosse aspettato e discusso la ‘multa by night’ all’interno dell’iter del ddl.

  • Salvatore Naccari |

    Salve, vorrei dare un contributo in merito a quanto mi è accaduto personalmente e considerato che oggi sono troppi gli incendi a volte mortali con le auto.
    A maggio 2006 stavo percorrendo l’autostrada Catania – Palermo, quando improvvisamente nella fase di sorpasso, in un viadotto la macchina ( una VW Bora benzina) si è spento il motore, particamente ho solo avvertito un lampeggio di tutte le lampadine del cruscotto e poi il buio totale.
    Da quel momento tutti i sistemi cosidetti oggi di sicurezza, Abs, epc ecc.ecc. non funzionavano chiaramente anche i freni ed il servo sterzo.
    Non so quale forza mi ha consentito di riuscire a superare il viadotto, sterzo durissimo, e la galleria fino a quando la macchina si è fermata sulla corsia di emergenza.
    Per farla breve dopo aver portato la macchina in un officina VW,hanno diagnosticato che la batteria si era scaricata a causa del guasto dell’alternatore. Ho riferito al personale dell’officina che nessuna spia era comparsa in merito al guasto prima della partenza.
    Per loro era molto strano perchè in effetti si era interrotto l’avvolgimento dell’alternatore, ho chiesto anche la domanda alla casa madre, prevedendo anche un eventuale rivalsa nei loro confronti per lo spavento subito e le spese, ed ho lasciato l’alternatore sostituito per le dovute indagine del caso, fino ad oggi non mi hanno ancora risposto.
    Vi ho informato di questa vicenda, perchè oggi le auto, a mio avviso, dal punto di vista di sicurezza sono troppo legate al sistema di alimentazione e cioè alla batteria, ecco perchè necessita sensibilizzare le case per risolvere tale problema.
    Chiedo inoltre al Dott. Maurizio Caprino se nel mio caso ci sono gli estremi di una evntuale rivalsa verso la VW.
    Cordialmente
    Salvatore Naccari

    [risponde Maurizio Caprino] Se per rivalsa intendiamo – come immagino – un risarcimento danni, la vedo dura: le norme europee sulla responsabilità dei produttori sui prodotti difettosi, recepite in Italia nell’articolo 123 del Codice del consumo, prevedono questa possibilità solo in caso di morte, lesioni personali o "distruzione o deterioramento di cose diverse dal prodotto difettoso". Tali norme colpiscono il produttore non con l’obbligo di risarcimento al cliente, ma con sanzioni penali (arresto e ammenda) o amministrative pecuniarie, secondo il suo grado di responsabilità. Solo se l’auto fosse stata ancora in garanzia (nella domanda ciò non era specificato, ma sembra di capire di no), ci sarebbe stato certamente il diritto a ottenere una riparazione gratuita o, al limite, la sostituzione del veicolo, la risoluzione del contratto o uno sconto a posteriori (secondo varie ipotesi regolate dall’articolo 130 del Codice del consumo).
    Tutto ciò non esclude la possibilità di chiedere un risarcimento secondo le regole generali del Codice civile (e in particolare dell’articolo 2054, che regola la responsabilità extracontrattuale, visto che quella contrattuale consiste fondamentalmente nella garanzia, che dovrebbe essere scaduta), ma occorre dimostrare che il costruttore ha commesso un illecito. In questo quadro, l’unico illecito che riesco a immaginare sarebbe un eventuale dolo nell’occultare il difetto, ma di questo non credo ci sia alcuna prova.
    Alla fine, la strada più percorribile è quella di rimettersi "al buon cuore" del costruttore, che di solito in questi casi può applicare la cosiddetta "correntezza commerciale" (copertura totale o parziale delle spese di riparazione anche fuori garanzia) solo se riconosce un difetto e se il cliente ha effettuato tutti i tagliandi presso la rete di assistenza ufficiale (peraltro, a titolo di cronaca, ricordo che il Regolamento Monti – il 1400/02 della Ue – consente invece di rivolgersi anche ad altri operatori senza per questo perdere il diritto alla garanzia, purché questi sia in grado di attestare di essere intervenuto nel rispetto dei manuali di riparazione del costrutture e usando ricambi originali o di qualità equivalente).

  • Menazza Marco |

    Prendiamo per buona l’introduzione di una ‘sovratassa’ per gli
    incidenti stradali in una determinata fascia oraria, la
    domanda diventa: qual’è il parametro migliore da considerare,
    l’indice di mortalità o il numero assoluto di decessi?
    Se si scegliesse il primo allora sarebbe corretta l’interpretazione
    ministeriale (dalle 3 alle 7 ad esempio l’indice va da 5,6 a 6,2), se invece si desse più
    importanza al numero effettivo di morti, allora si dovrebbe
    considerare la fascia 17-18, 18-19,19-20 dove si sono superati
    i picchi massimi con oltre 300 decessi per ora (Fonte Istat, Anno 2005).
    Se spettasse a me la scelta, e se fossi ipoteticamente costretto
    a scegliere solo una delle due possibilità , francamente sarei in imbarazzo se
    privilegiare l’indice di mortalità piuttosto che il numero assoluto di morti.

    [risponde Maurizio Caprino] E’ la stessa incertezza che ho io, credo che alla fine sia una scelta più politica (nel senso alto del termine) che tecnica. Il tutto, al netto delle imperfezioni delle statistiche (vedi le osservazioni di alexmrg).

  • alexmrg |

    Precisazione 3°:

    Statisticamente esistono "picchi" di mortalità e/o incidentalità in certe ore piuttosto che in altre, in certe regioni piuttosto che in altre, su certe strade piuttosto che in altre, in certi giorni piuttosto che in altri…

    L’obiezione di fondo, dunque, è che viene assunto in forza di legge (con valenza permanente) un provvedimento che deriva da una risultanza statistica puntuale e parziale.

    Francamente mi sembra un pessimo modo di interpretare il sanzionamento, a meno di non volerlo applicare a "tutti" i picchi statistici e con l’obbligo di aggiornamento periodico.

    [risponde Maurizio Caprino] Secondo me, ci sono correlazioni di fondo che sono difficilmente controvertibili. E qui ne ricorre il caso. Non vorrei cadere nell’eccesso opposto: non sanzionare finché non avrò statistiche attendibili (cioè per molti anni aocora).

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