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Decreto Bianchi/Più controlli di notte, ma l’autovelox dove lo metteranno?

Con le modifiche dell’ultimo momento, il decreto Bianchi sembra aver risolto il problema delle stragi del sabato sera. Nei mesi scorsi si è detto che gli inasprimenti delle sanzioni sarebbero serviti a poco senza controlli e che questi ultimi erano difficili da rafforzare per mancanza di fondi da destinare agli straordinari notturni dei vigili urbani. Ora il decreto ha istituito un fondo speciale contro l'”incidentalità notturna”. Fin qui tutto bene. Ma non dimentichiamo che lo stesso decreto – fin dalla sua prima versione – impone di rendere ben visibili le postazioni di controllo della velocità. Come si concilia questo con l’aumento dell vigilanza che sarà reso possibile dal nuovo fondo?

Probabilmente finirà che le pattuglie munite di misuratori di velocità dovranno per forza azionare i lampeggianti del veicolo di servizio oppure piazzarsi in bella vista sotto un lampione. Dovrebbe essere sufficiente, visto che il decreto impone di rendere ben visibile la “postazione” e non l’apparecchio di misurazione della velocità. Ma uno dei motivi che spinge i conducenti a mantenersi prudenti di notte nonostante l’assoluta mancanza di traffico è proprio il rischio di incappare in una pattuglia non visibile. So che molti di voi la pensarenno diversamente, ma temo che così buona parte dell’effetto-prevenzione riguardo alla velocità si annullerà.

  • Paolo |

    Può anche essere giusto il principio + visibilità – utilità, ma, a parte il fatto che gli autovelox dovrebbero servire come deterrente, come la mettiamo con tutte quelle strade con limiti di velocità ridicoli? Con un bell’autovelox nascosto, rischi di trovarti a 61 Km/h con 5 punti in meno sulla patente perchè camminavi su una statale a 4 corsie e spartitraffico in mezzo ma con il limite a 50. E i comuni su questo ci giocano alla grande – vista l’indagine che incassano più dalle multe che dalle tasse? -. In autostrada poi è assurdo trovare limiti di 80 km/h, che magari non sai neanche quando finiscono perchè si scordano di mettere il cartello di fine limite. E’ giusto controllare chi va a 200 km/h in autostrada o a 120 in una curva pericolosa di una statale. Il problema è che, invece, gli autovelox spesso stanno dietro i cassonetti.

    [risponde Maurizio Caprino] Chiariamoci: non ho mai scritto che TUTTI gli autovelox devono essere nascosti, anzi ho sempre sostenuto che quelli piazzati nei punti pericolosi (quelli dove ci sono i limiti bassi) devono essere SEMPRE ben visibili, perché lo scopo primario è garantire che in quei punti si vada piano. Su tutto il resto della rete viaria (quindi dove i limiti sono quelli generali) è opportuno un mix di controlli visibili e nascosti, perché se fossero tutti visibili nessuno più rispetterebbe i limiti generali.
    Quanto ai limiti di velocità ridicoli, ho scritto più volte che occorre una bella revisione, ma ho anche precisato che non di rado i conducenti ritengono ridicolo anche ciò che è giustificato perché non hanno una sufficiente preparazione di guida o conoscenza della strada.

  • boris |

    Vero, non siamo in guerra. Ma i bollettini dei morti sul lavoro e sulle strade sono come bollettini di guerra. In Italia ci sono ogni anno meno omicidi che morti sul lavoro e sulle strade, ma mentre per il crimine si invoca tolleranza zero, per i conducenti assassini si invoca…la possibilità di sfuggire ai controlli. Non è un tantinello contraddittorio? Oppure un morto sulla strada e sul lavoro è meno importante di un morto per evento criminoso?

  • Matteo |

    ma difatti caro boris il problema è un’ altro tu non devi fare un’ agguato, non siamo in guerra dove ogni cosa che si muove è nemico. Le aziende devono funzionare in sicurezza e tu devi poter andare per strada in sicurezza. Se un’ azienda è fuorilegge e viene avvisato anche il giorno prima di un controllo, ti assicuro che non faranno mai a tempo a mettersi in regola, al contrario se risulti non in regola chiudi per il periodo necessario a rimettere tutto a posto e, paghi una multa. (questo è un’ incentivo ad essere tutti in regola).
    Lo stesso vale per gli autovelox 🙂

    [risponde Maurizio Caprino] Solo che un veicolo in marcia non è un’azienda e ci mette solo pochi secondi per rientrare nei limiti di velocità in corrispondenza di un controllo. Dobbiamo poi chiederci che succede dopo il controllo: io continuo a sostenere che, se il guidatore ha la certezza di vedere anche il prossimo controllo, potrà continuare a guidare in maniera sconsiderata finché non arriva nei pressi di quest’ultimo. E, con la scarsità di controlli che c’è in Italia (perlomeno in rapporto all’estensione della rete stradale), ciò vuol dire guidare in anarchia per quasi tutto il tempo.

  • boris |

    Tutta ‘sta manfrina dell’obbligo di rendere visibili le postazioni di controllo della velocità è francamente ridicola. A questo punto ci manca solo la proposta di preavvisare gli imprenditori edili dell’arrivo dei controlli sulla sicurezza nei cantieri, i commercianti del controllo del rilascio degli scontrini fiscali e via dicendo. Certo che siamo un paese veramente penoso.

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