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Decreto Bianchi / Chi si accorge dei recidivi?

Non bastano neanche i controlli. Quando si fanno norme stradali più severe come il decreto Bianchi, per avere una ragionevole probabilità di successo, non bisogna solo essere sicuri che ci siano abbastanza pattuglie e apparecchi di controllo: occorre vedere come le novità impattano sull’apparato burocratico. Evidentemente, nel caso del decreto Bianchi, non è stato fatto: ci sono novità incompatibili con le falle del sistema.

Infatti, la guida senza patente diventa reato e per altre sanzioni (come guida col telefonino, alcol e droga) vengono introdotte sanzioni più pesanti per i recidivi. Tutto ciò richiede comunicazioni efficienti tra uffici di polizia e uffici giudiziari e un archivio generale di tutte le infrazioni accertate.
Invece in questo Paese le comunicazioni non esistono: c’è gente multata per semplice divieto di sosta che ha fatto ricorso e ha vinto, ma riceve cartelle esattoriali perché l’ufficio di polizia non ha ricevuto notizia della sentenza.
Quanto all’archivio per le recidive, non esiste: si deve confidare nel fatto che la seconda violazione sia accertata dallo stesso organo che aveva rilevato anche la prima e che quest’organo abbia un archivio interno efficiente e consultato. Figuratevi che molti Comuni non alimentano neanche l’unico archivio davvero esistente: quello delle decurtazioni dei punti…